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UNICEF: in Siria gli aiuti raggiungono alcune delle aree più colpite dal conflitto

Nonostante i pesanti combattimenti, l’UNICEF e i suoi partner la scorsa settimana hanno distribuito aiuti salva-vita in alcune delle zone della Siria più difficili da raggiungere, comprese Aleppo e Al Hula, così come i bambini e le donne fuggiti dalle violenze ad Al Bayda e Baniyas.

L’UNICEF e i suoi partner hanno raggiunto Zamarin e le zone circostanti, alla periferia di Tartus, che sta ospitando circa 6.000 donne e bambini scappate dai vicini villaggi di Al Bayda e Baniyas, dove in questo mese ci sono state uccisioni di massa.

Gli aiuti – compresi vestiti e kit per l’igiene- sono stati distribuiti alle famiglie disperse in tutto il paese o che vivono in cantieri o scuole.

Nel frattempo, l’UNICEF e i suoi partner hanno inviato sei camion di aiuti ad Aleppo, che comprendono biscotti ad alto contenuto energetico, sali per la reidratazione orale, due incubatrici, compresse per la potabilizzazione delle acque, vestiti e kit igienici,

Pesanti combattimenti all’interno ed intorno ad Aleppo hanno fatto fuggire o comunque hanno colpito quattro milioni di persone, circa la metà dei quali bambini. Gran parte della città antica è stata ridotta in macerie.

In un’altra missione, l’UNICEF e altre agenzie delle Nazioni Unite hanno raggiunto Al Hula, nei pressi di Homs. E’ stato ad Al Hula che nel maggio 2012 circa 100 persone, tra cui decine di bambini, sono state massacrate in un solo giorno.

Gli aiuti (che includono: centinaia di kit igienici e scorte nutrizionali) sono stati portati nella città, che, in gran parte, per mesi, era stata tagliata fuori a causa dei continui combattimenti. Inoltre, diversi generatori sono stati installati in tutto il paese, tra cui uno ad Homs, così da rendere possibile l’accesso all’acqua potabile per circa 300.000 persone.

Nonostante il peggioramento delle condizioni di sicurezza, l’UNICEF e i suoi partner sono riusciti a far fronte all’aumento dell’emergenza umanitaria: solo quest’anno, in Siria, quasi un milione di bambini è stato vaccinato, circa 7,4 milioni di persone hanno avuto accesso all’acqua potabile e circa 100.000 bambini hanno potuto frequentare un club scolastico.

Ma i bisogni crescono più velocemente dei finanziamenti. A poco più di due anni dall’inizio della crisi, circa 80.000 persone sono state uccise, 4,25 milioni di persone sono sfollate e oltre 1,5 milioni sono fuggite in Siria nei paesi limitrofi.

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