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UNICEF: preoccupazione per notizie su bambini intrappolati a Qusayr (Siria)

21 maggio 2013 – L’UNICEF esprime grande preoccupazione per la sicurezza dei civili nella città di Qusayr, (in Siria) sotto attacco, e paura per migliaia di bambini e donne che potrebbero essere intrappolati lì a causa dei combattimenti.
Ci sono notizie di pesanti scontri a Qusayr, una città vicino al confine con il Libano, con una popolazione di circa 30.000 persone. Si pensa che all’interno della città siano rimaste tra le 12.000 e le 20.000 persone, delle quali molti bambini.
Negli ultimi giorni, centinaia di famiglie sono fuggite in Libano e in diverse aree della Siria. L’UNICEF, altre Agenzie delle Nazioni Unite e i partner stanno provvedendo all’assistenza umanitaria più urgente inclusi cibo, vestiti e kit igienici per la maggior parte delle persone sfollate.
Ad Hasiaaa (vicino Homs), l’UNICEF e i suoi partner stanno aiutando circa 500 famiglie con donne, bambini e anziani provenienti da Qusayr e dai villaggi vicini. Stanno inoltre arrivando altre 1.144 famiglie che avevano già lasciato Qusayr, dove gli scontri sono scoppiati nell’ultimo mese.
Molte famiglie sono giunte nella notte, portando con loro poco e niente. Oltre a kit igienici e vestiti, l’UNICEF e i suoi partner cominceranno ad inviare autotrasporti con acqua nelle zone che hanno bisogno più urgente e ad ampliare i servizi igienico-sanitari nei prossimi giorni.
La situazione è disperata. Ad Hasiaa fa freddo la notte e le piogge sporadiche hanno reso la vita dei bambini e dei più deboli particolarmente precaria; le famiglie fanno fatica a trovare rifugio nella zona. Molti sono costretti a vivere in due scuole, in edifici non terminati e in tende
L’UNICEF ha ripetutamente chiamato tutte le parti ad attenersi agli obblighi del diritto internazionale e a rispettare l’inviolabilità della vita dei bambini. Le continue violenze brutali in Siria stanno causando estreme sofferenze e perdite di vite.
Dal marzo 2011, quasi 4,25 milioni di persone – di cui la metà bambini – sono sfollati all’interno della Siria e 1,5 milioni di persone sono rifugiate nei paesi vicini e hanno bisogno di assistenza umanitaria.

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