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The T-Scental
The T-Scental

The T-Scental …a ruota libera…

Il nome The T-Scental è in realtà un’abbreviazione di “trascendental”, ovvero una parola che anela ad andare oltre, non solo nella musica…un concetto che cerca di raggiungere l’ineffabile, l’inintelligibile, l’inspiegabile…il contatto diretto col “grande utero cosmico”.

Harry dei T-Scental

Il maestro dice: “E’ nella contraddizione che si manifesta la vita”
ed io aggiungo “allora è qui che voglio stare!”. Forse è per questo motivo che se ho studiato testardamente pianoforte classico per parecchi anni, altrettanto testardamente mi sono rifiutato di prendere anche una sola lezione di canto; volevo che una parte di me rimanesse non addomesticata…
La vena creativa

Così circa 4 anni fa (avevo 20 anni) dopo 6 di pianoforte ho cominciato a scrivere testi partendo sempre dal concetto che la musicalità delle parole viene prima del loro significato, poiché il suono rimanda ad altre prospettive…più profonde.
Da qui l’utilizzo delle assonanze e delle rime nate per “solleticare le orecchie degli Dei”. In questo contesto posso dire che i testi arrivano quasi sempre dopo che ho scritto o abbozzato la musica: è lei la vera generatrice del brano.

Testi e deliri…

Quindi, come per tutte le cose della vita, l’atto creativo può essere immediato e totalmente ispirato –nella migliore delle ipotesi- oppure può essere più sedimentario e rielaborato in più step.
I testi che preferisco sono quelli di cui non comprendo il significato all’atto del concepimento e fra questi i migliori sono quelli che a distanza di anni devo ancora capire!
Sì, è proprio così: nella mia vita le cose incomprensibili (al momento dell’ascolto o per un tempo prolungato) sono quelle che mi portano oltre, sono una porta per scavalcare i miei limiti, è come sfiorare l’inconscio da conscio…sensazione veramente strana!
Forse, coerentemente con questo approccio istintivo alle cose, nascono la brutalità e il modo “grezzo” con cui suono il pianoforte (talvolta mi scheggio le unghie nel premere i tasti con troppo impeto…)

 

Ispirazioni

I miei riferimenti culturali appartengono a generi ed epoche musicali in cui l’individuo non era ancora massacrato da prodotti concepiti unicamente a tavolino per scopi commerciali.
La mia matrice di provenienza non è solamente pop ma parte dal mitico Elvis, passando poi per The Beatles, Led Zeppelin, Doors, per arrivare ai Nirvana, Radiohead…oltre ovviamente alla musica classica. Mi affascinano tutte quelle situazioni in cui l’idea musicale esce forte e la tecnica rimane quella che è, cioè un mezzo per raggiungere e rafforzare la prima!

Generi e Dolore

Ho all’attivo un gran numero di brani di diversa intensità e non tutti dello stesso genere (tra i quali anche composizioni di metal polifonico con testi in latino supervisionati da Dora Taddei ed Elena Guerreschi).
I generi in cui mi identifico maggiormente sono il POP, lo PSYCHEDELIC e il ROCK (PPR).
Dal primo traggo la potenza dell’idea, dal secondo l’abbattimento della mente, dal terzo la rabbia.
I miei testi parlano di tante cose, di tanti argomenti e situazioni, ma dopo un po’ di tempo leggendoli e rileggendoli ho scoperto che scaturiscono da una forma energetica che ha il nome di “dolore”. Nel mio caso specifico riesco a plasmare il dolore in maniera produttiva convertendolo in canzoni. Probabilmente il dolore è il risultato del rapporto tra la mia sensibilità ed il reale…ma attenzione: non ho detto che sono un masochista!
Espressioni ed Espressività

L’altra frase del maestro è: “Esprimiti in tutti i modi che puoi”

Ritengo che la vita non sia inscatolabile e che sia solo una necessità della nostra mente etichettare persone, cose, situazioni…
Personalmente mi approccio alla musica con la consapevolezza che sia una forma per esprimere l’energia universale, ma non mi limito ad essa, tutto fa parte di una visione più grande, ad esempio ho disegnato io stesso alcuni degli abiti che indosso ai concerti o nella vita di tutti i giorni… ma c’è dell’altro ancora…

Il primo singolo: “Casino surfers”

Verso la fine del 2011 decido di “donare al mondo” i brani che avevo scritto negli anni precedenti senza avere l’idea degli sviluppi futuri. Quindi col batterista d’eccezione Maximiliano “The Oracle” Raineri portiamo quello che poi è diventato il nostro primo singolo “Casino Surfers” al manager Leo Giunta che ne rimane da subito entusiasta e decide di promuoverlo con la sua agenzia Vacanze Romane Music Management.
Un grande contributo nella creazione del brano è stato dato dal riff di chitarra di Enrico Manini (“Le Fish” ) più altre interessanti idee del chitarrista/fonico Enea Negri – Kantine Kasoni. Il testo, la linea melodica del cantato, gli organi ed i cori sono miei (Harry).

Letteralmente “i surfisti del casinò”, il testo di ispirazione omerica vuole esprimere l’ebbrezza del gioco d’azzardo come il brivido di cavalcare la cresta dell’onda. Due facce della stessa metafora che si replica nel concetto di uno stato sublime dell’essere che ammette la paura unicamente come spunto per il suo superamento… in italiano si traduce: “o la và o la spacca!”.

Più di recente vengo a sapere e, credetemi, ne ero del tutto ignaro, di una storia ambientata negli anni 50 (mi pare) di alcuni ragazzi che per mantenere la loro passione, il surf appunto, di notte lavoravano presso un casinò come croupier…
Le atmosfere sono quelle della west coast americana…ah, i casi della vita!

A proposito di casi della vita il brano che ascoltate è inciso da musicisti d’eccezione oltre che da una leggenda vivente come Phil Spalding (bassista di Robbie William ed Elton John… nonché al basso in “Moonlight Shadows”, brano immortale di Mike Oldfield). Alla batteria Maximiliano “The Oracle” Raineri allievo di Walter Calloni (Buddy Rich style). Alla chitarra elettrica Francesco “Iron” Bevini abilissimo ed introverso musicista dal gusto unico!
Ed infine io, Harry, alla voce, ai cori, al piano e all’organo (cui Al Festa – regista e compositore di fama internazionale – ha dato delle dritte non indifferenti ed ha inoltre curato la regia del videoclip di “Casino Surfers”).
Le registrazioni sono avvenute negli studi di Funk Lab (Luzzara, Reggio Emilia), Music Inside (Rovereto sul Secchia, Modena), Rock Me Amadeus (Roma), Ritmo & Blu (Pozzolengo,Brescia). Mix by Giuseppe Meddi presso il Factory studio di Al Festa a Roma.

Il Futuro dei T-Scental

Se dovessi pensare ad un futuro a breve termine vi direi che ci sono in progetto il secondo singolo ed il primo album che finalmente verrà alla luce, ma nelle mie idee ci sono orizzonti più lontani, immagini mistiche e deliri più profondi, ma questa è un’altra storia…

 

 

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