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“Non ti diverti” il nuovo singolo di Enrico Bicchi

Da venerdì 31 maggio, disponibile su I-Tunes e in tutti i digital store, “NON TI DIVERTI”  il singolo che anticipa il cd di Enrico Bicchi “FINO ALL’ULTIMO RESPIRO”(Do it yourself Multimedia Group) in uscita il prossimo 4 giugno 2013.

Il singolo NON TI DIVERTI la fuori uscita di un esasperazione e un malessere di un ragazzo ad un passo dei trent’anni. La vista dall’alto di una persona forte ma sensibile, che vede quasi un rogo di tutte le certezze e sicurezze del decennio dei venti.
La capitolazione di una storia d’amore, improntata sull’unicità e la bellezza. Un senso di smarrimento ansioso, imperversa durante tutto il pezzo…con la contradditoria musica quasi “snob pop” si alternano parole di una fotografia ben precisa dello stato d’animo di Enrico, ricordando un pò i controsensi all’inglese stile “Smiths”.

Il videoclip (online: http://vimeo.com/giangimagnoni/review/66818527/1d66a9895c) è un colpo di genialità visionaria con la regia di Gianluca Magnoni, che ha sommato vari sogni di Enrico ad alcune sue idee. E’ ambientato in un sogno romantico e grottesco allo stesso tempo, un insieme di sogni visionari notturni a cavallo di altri che esaltano l’esasperazione del momento di Enrico, l’incomprensione e il disagio del cambiamento, sia di una storia che della propria vita. La presa di coscienza di qualcosa che non dipende da se, la rivisitazione del ruolo femminile degli anni 10 del 2000, con la seguente mancanza di vera e profonda empatia fra maschio e femmina. La rincorsa ad una devozione che è difficile trovare in entrambi i casi…Un rigurgito di romanticismo questo video, un soffio di bellezza contro la decadenza moderna.

Il “Je ne vais plus a la discoteque” che sembrerebbe superficiale, racchiude molti significati, io non sono predisposto al cambiamento, io non riconosco nulla in quello che amavo, una provocazione alla “hang the dj” di “panic” degli smiths… con grottesco sarcasmo, un colpo snob pop individualista di pregevole e moderna fattura.

CD:

“Fino All’Ultimo Respiro” è il primo disco di Enrico Bicchi, un cantautore innovativo e originale.
Un disco visionario improntato sul presente e sul futuro, su un linguaggio inedito. Un romanticismo tutt’altro che banale e su delle sonorità anglosassoni grazie alla collaborazione con più componenti dei “the faithless”
Il disco è il tormento di una persona che si avvicina ai trenta e vede passate le parate al sole e i palazzi di cristallo dei vent’anni. La consapevolezza di una crescita che non si vuole del tutto compiere.
“Fino all’ultimo respiro” è la continua ricerca della sopravvivenza, dell’unicità e dell’esclusività di Enrico. Un disco di individualismo che riprende qualcosa della new wave italiana dei primissimi ottanta, sia musicalmente che letteralmente, sia lo snobismo ‘british’ di Bowie, l’antitesi di musiche allegoriche con concetti ostinati, pesi e contrapposti che ricordano un pò The Cure e gli Smiths, un disco dove  le chitarre di Dave Randall sembrano venire da una macchina del tempo aspirata a fiato. Un Ricerca di futuro audace è… Fino All Ultimo Respiro.
L’esclusività di un amore eterno, quasi anacronistico, rincorrersi di concetti nascosti e di messaggi subliminali… e questi ritornelli che a Enrico piace giudicarli “snob pop”.
“Fino all’ultimo Respiro” è un percorso di nove pezzi con due strumentali: il primo “A bout de soufflé” e l’ultimo psichedelico “London Translation Sky” a detta di Enrico “la cosa più bella che abbia mai scritto”.
Impronte futuriste durante tutto il disco… “Fino all’ultimo respiro”, è la resa dei conti con una capitolazione tra due periodi di contatto. Un romanticismo tutt’altro che popolare, molto ricercato: da terrazze d’estate di pomeriggi al sole, radici di cento anni fa che passano incuneandosi nel tubo catodico di questo presente esasperato dall’usa e getta, dal mordi e fuggi, dal deglutire la quotidianità senza sapere cosa davvero si compie.
Un disco d’azione, violento, visionario, romantico e moderno, contro l anestetica apatia di un presente grassone e addormentato.
Le influenze maggiori nel disco sono per i Daft Punk, Brit Pop, e l’elettro pop inglese (leggi Stereo mc’s)

 

 

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