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Luciano Ciocchetti
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Luciano Ciocchetti intervistato per le elezioni comunali di Roma

Luciano Ciocchetti, intervistato sulle elezioni romane si è così espresso: “I cattolici hanno scelto tra Alemanno e Marchini. Ora voteranno per Gianni, Marino ha posizioni laiciste ed estremiste”
È già pronta la poltrona da vicesindaco per Luciano Ciocchetti, ex Udc. Ma in mezzo c’è un se grande come una casa: se Alemanno sorpasserà Marino, ben avviato al Campidoglio. Intervistato da IntelligoNews, trafelato dopo essere uscito da un vertice con il sindaco uscente, ne è sicuro: «Marchini è stato una rivelazione alla quale guadiamo con attenzione – dice – ma guai a parlare di “girare” i voti: l’elettorato non si può controllare più come una volta». I 120mila voti di scarto da Marino non vanno recuperati come fosse il secondo tempo di una partita di calcio, «ora si ricomincia, 0 a 0 palla al centro».
Analisi del voto: Alfio Marchini è stata una sorpresa?
«Sì, ma è stato favorito anche dal voto di astensione, dal 48% di romani che non è andato alle urne. Comunque sì, ha ottenuto un buon risultato al quale guardiamo con grande attenzione».
Aprirete un canale di dialogo?
«Credo ci siano molte cose in comune, sulle quali bisogna verificare il rapporto di collaborazione. Comunque l’appello di Alemanno a partire dalle prossime ore sarà rivolto a tutti gli elettori, soprattutto a quelli che non hanno votato e all’elettorato degli altri 17 candidati che non sono approdati al ballottaggio. E secondo me parlerà pure a tutti quei moderati che hanno votato per Marino».
Come si recuperano questi 120mila voti che separano Alemanno da Marino?
«Sono facilmente recuperabili. Per il ballottaggio si ricomincia da capo, 0 a 0 palla al centro. Marchini ha preso il 9,4%. Se si riuscisse a ripartire con quello sarebbe ancora tutto aperto. Anche perché ci sono moltissimi elettori, soprattutto tra i cattolici, che non hanno votato».
E al ballottaggio pensa che voteranno per Alemanno?
«Credo proprio di sì, non potrebbero scegliere Marino viste le sue posizioni laiciste ed estremiste».
Come si è distribuito il voto cattolico?
«Quelli che sono andati a votare hanno scelto Alemanno o Marchini. Una piccolissima parte ha preferito Marino. Ma al secondo turno convergeranno tutti su Alemanno».
Temete un possibile “accordo” (magari non ufficiale) tra De Vito e Marino?
«No. I voti dei grillini non sono a disposizione di nessuno. E comunque lo dimostrano i fatti: gli elettori di De Vito sono delusi dal MoVimento in sé, e non è detto che si vadano a collocare tutti nel centrosinistra. Alcuni di loro sono ex elettori del centrodestra, probabilmente delusi, che dobbiamo assolutamente recuperare».
Dopo l’endorsement di Casini a Marchini e le polemiche nell’Udc, ora è possibile fare un accordo?
«Ormai il rapporto è con la gente, non più tra partiti. Da domattina Alemanno potrà girare per la città da solo, svincolato dalle liste e dai partiti».
I voti, dunque, non si “girano” più?
«In questa fase particolare, i partiti non servono più. Il rapporto che deve nascere adesso è quello diretto tra sindaco e romani».
D.) Voi della lista “Cittadini X Roma”, come primo traguardo avevate l’obiettivo di arrivare al “ballottaggio”. Ora che il risultato l’avete ottenuto, come lo affronterete? Ovvero, il giudizio espresso dagli elettori con il 48% dell’astensionismo, non sottolinea secondo Lei un grave disagio che andrà addebitato a tutto il panorama politico nazionale?
R.) Intanto non credo che l’astensionismo sia avvenuto per denunciare il disagio nei confronti della politica a livello nazionale. Infatti, secondo la mia personale valutazione, il “ballottaggio” andrà valutato come un fatto riguardante la politica territoriale. La partita dovrà venire ri-giuocata solo tra Alemanno e Marino.
D.) A questo punto quale strategia adotterete per rimontare lo squilibrio che si è venuto a creare fra centrodestra e centrosinistra?
R.) Ribadisco che il “ballottaggio” dovrà essere inteso come una partita da rigiuocare partendo dallo zero a zero. Come ha dichiarato anche Gianni Alemanno, dovremo assolutamente voltare pagina e riconsiderare che l’astensionismo sia avvenuto non per la politica in generale, bensì per colpa di quella cosiddetta non partecipata. Pertanto, la strategia dovrà essere una sola: istituire “Roma risponde” per parlare direttamente con le persone.
D.) Sì d’accordo, sinteticamente può spiegare come intendete riportare la gente a votare, allorché è risaputo che nei ballottaggi, solitamente la percentuale diminuisce quasi sempre?
R.) Occorre partire da un presupposto importante. Cioè, che non possiamo lasciare Roma nelle mani della sinistra radicale. Faremo pertanto esplodere delle contraddizioni tra i moderati che hanno votato al primo turno per il centro sinistra.
D.) E come farete?
R.) I cattolici che hanno scelto tra Alemanno e Marchini. Ora voteranno per Gianni. Inoltre creeremo partecipazione in quartieri e famiglie. Cercheremo di motivare gli elettori moderati al motto di: “Vince chi vota”. Solleciteremo i cittadini che sono andati a votare affinché ognuno ne convinca un altro spiegando ai più riottosi, che astenersene è di una gravità inaudita, specie nei confronti di coloro che ci hanno preceduto e che dovettero battersi per anni per determinare anche nel nostro Paese questa forma di democrazia compiuta. Esprimere la propria preferenza al ballottaggio è un dovere civico.
D.) Avete avuto modo di ascoltare gli elettori che vi hanno votato? Che cosa vi consigliano al fine di ribaltare l’attuale risultato?
R.) La gente ci consiglia sempre più spesso di parlare del problema nomadi. Nella fattispecie odierna, di quelli che tengono in ostaggio la metro, e in questi ultimi tempi ci ricordano sempre più spesso, che con la sinistra esistevano il Casilino 900 e Tor de Cenci. Due grandi campi nomadi che solo grazie ad Alemanno, dopo anni ed anni di un’amministrazione più consenziente che miope attuata dalla sinistra sono stati eliminati. La loro paura, sarebbe quellà di rivederli un giorno riattivati temendo come risultato il raddoppio di essi e di conseguenza anche dei furti, degli scippi dei borseggi e quanto altro. Con l’obiettivo finale di veder morire definitivamente l’opera di risanamento in atto.
D.) Sarà solo parlando di nomadi che pensate di capovolgere il risultato che avete ottenuto?
R.) Assolutamente no! Ricorderemo anche ai tanti che se lo sono già dimenticato, che l’amministrazione Alemanno ha salvato “Roma” dal “default”, riducendo di ben 4 miliardi in cinque anni il folle debito che ci aveva consegnato Veltroni.
D.) Avete altro da dire per concludere questa intervista?
R.) Si! Ringraziare di cuore tutti i cittadini che sono andati a votare e che hanno voluto sostenere Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato e la lista “CittadiniXRoma”. Per ambedue il risultato si può dire eclatante. Cozzoli pervenendo al 2° posto in lista ha di fatto conquistando già il proprio seggio in Campidoglio. La Barbato dovrà ancora attendere l’esito del ballottaggio. Comunque GRAZIE A TUTTI. FATE UN’ULTERIORE SFORZO e ricordate “VINCE CHI VOTA”.

 

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