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Oreste Rossi
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Sicurezza alimentare, Rossi: no a divieto autoproduzione semi per piccoli coltivatori privati

Bruxelles, 13 giugno 2013. «In Parlamento mi impegnerò affinché i piccoli coltivatori privati siano esonerati dal nuovo regolamento comunitario poiché, stando alla proposta attuale, questi non sono inclusi nelle deroghe previste dalla UE». L’eurodeputato indipendente ELD Oreste Rossi, membro in commissione Ambiente e sicurezza alimentare, interviene così sul regolamento UE relativo alla produzione e messa in commercio di materiale riproduttivo vegetale, che mira a sostituire dodici direttive già esistenti e a introdurre nuovi requisiti per la coltivazione, riproduzione e commercializzazione di semi di ortaggi e piante.

«Il testo, in discussione nei prossimi mesi al Parlamento  – ha informato Rossi andrà vagliato attentamente. Se l’Europa dovesse mettere altri lacci alla vendita dei prodotti derivanti da piccoli coltivatori privati si andrebbero a favorire le multinazionali del settore, mettendo così in seria difficoltà quei contadini che mandano avanti la nostra agricoltura attraverso la coltivazione di semi in orti casalinghi».

«Purtroppo  il commercio internazionale delle sementi Ogm è in mano a poche multinazionali. Se tale regolamento venisse approvato, senza le opportune modifiche, questa situazione si aggraverebbe».

«Tra l’altro, sul fronte Ogm, è preoccupante la recente sentenza della Corte di Giustizia UE che obbliga gli Stati membri a coltivare organismi geneticamente modificati», ha aggiunto Rossi riferendosi alla decisione presa dai giudici europei in relazione al procedimento penale a carico di Giorgio Fidenato, accusato di aver coltivato mais Ogm (il Mon810) senza previa autorizzazione nazionale. «Secondo la Corte, infatti, le autorità italiane non possono vietare la messa in coltura di Ogm, a cui la UE abbia già dato il suo lasciapassare».

 

«Non ci dimentichiamo che l’Europa non può permettersi di decidere per noi cosa è giusto, o meno, coltivare sui nostri territori».

 

 

 

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