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Parlamento europeo

Uguaglianza di genere, azioni concrete per eliminare gli ostacoli alla mobilità delle donne

Strasburgo, 13 giugno 2013. “L’adozione della mia relazione dimostra ancora una volta come il Parlamento europeo sia sempre in prima fila nella difesa degli interessi dei cittadini. Il messaggio che arriva da Strasburgo è forte e chiaro: il rilancio dell’occupazione femminile passa attraverso la completa realizzazione del diritto di libera circolazione”. Con queste parole l’eurodeputata PdL/PPE Licia Ronzulli sottolinea con soddisfazione l’adozione del suo rapporto “Mobilità educativa e professionale delle donne nell’UE”.

“L’occupazione che vogliamo costruire oggi è una realtà con ampio respiro europeo, dove le esperienze personali e professionali sono finalmente valorizzate. Nel rapporto chiediamo azioni molto concrete come la promozione di orari di lavoro flessibili, il riconoscimento reciproco dei diplomi e delle qualifiche professionali, il miglioramento delle strutture per l’infanzia e servizi per le famiglie”, ha spiegato Licia Ronzulli. “Sono ancora troppi gli ostacoli che le lavoratrici devono affrontare quando si trasferiscono in un altro Paese: cambiare lavoro significa anche modificare profondamente il proprio stile di vita e questo, soprattutto per una donna, rappresenta una scelta molto delicata. Solo attraverso il pieno coinvolgimento di tutti gli operatori, governi, autorità pubbliche, parti sociali, datori di lavoro, fino ad arrivare ai singoli cittadini, saremo in grado di creare un clima più favorevole e migliori condizioni per sostenere la mobilità occupazionale e valorizzare il talento femminile”.

“Mi sono impegnata affinché gli Stati membri possano condividere nuovi strumenti per promuovere l’uguaglianza di genere, combattendo ogni forma di sfruttamento. Le quote rosa, ad esempio, possono essere un mezzo efficace per permettere alle donne l’accesso ad ambienti lavorativi altrimenti ad appannaggio esclusivamente maschile. L’adozione di misure per la conciliazione della vita familiare con quella professionale deve diventare il cardine delle politiche di crescita occupazionale, rilanciando l’importanza della famiglia come motore centrale attorno al quale sviluppare la crescita culturale ed economica della nostra società”.

“Il voto di oggi non deve essere considerato un punto di arrivo, ma piuttosto un nuovo inizio, in grado di allargare gli orizzonti e puntando a costruire una società sempre più moderna, dinamica ed evoluta. Sarà ora necessario uno sforzo da parte di tutti affinché questa relazione non rappresenti l’ennesimo esempio di buoni propositi destinati a rimanere incompiuti. Se vogliamo che l’Europa si accrediti come il protagonista indiscusso nel sostegno alla mobilità educativa e professionale delle donne, dobbiamo saper adottare decisioni forti e concrete e abbandonare ogni posizione e interesse di parte”.

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