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Violenza su donne
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Violenza su donne: 'occupa un posto' contro il femminicidio, cresce mobilitazione

Un giornale, una borsa, un mazzo di chiavi o un oggetto qualsiasi per occupare un posto in un luogo pubblico, al cinema, in treno, sulla metro o a scuola. Un posto che molte, troppe donne vittime di violenza non potranno piu’ occupare. E’ la campagna ‘Posto occupato’, ideata da Maria Andaloro, editore della rivista online ‘La Grande Testata’, partita a fine giugno dall’anfiteatro della villa Comunale di Rometta (Messina) ed esplosa attraverso Facebook. Tanti i cittadini che hanno aderito e molti i volti noti che hanno postato una foto, accanto ad un ‘posto occupato’: dalla regista Roberta Torre, allo scrittore Lorenzo Amurri, il magistrato Gherardo Colombo, la Federazione nazionale della stampa e, ultimo ad aderire con un videomessaggio lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia.
”Posto occupato e’ un’idea, un dolore, un pensiero – si legge nella pagina Facebook dedicata all’iniziativa – una reazione che ha cominciato a prendere forma man mano che i numeri crescevano e cresceva l’indignazione di fronte alla notizia dell’ennesima donna assassinata. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto nella societa’, sul tram, a scuola, in metropolitana. E noi quel posto vogliamo riservarlo a loro, affinche’ la quotidianita’ non lo sommerga, per simbolizzare un’assenza che avrebbe dovuto essere presenza se non ci fosse stato l’incrocio fatale con un uomo che ha manifestato la sua bestialita’, ammantandola di un ‘amore’ che altro non e’ che disprezzo. Con un definitivo e ultimo gesto per sancire un presunto diritto di proprieta”’.
Dopo il debutto dell’iniziativa all’anfiteatro della villa Comunale di Rometta – dove la prima fila e’ stata occupata da un paio di scarpe rosse, un mazzo di chiavi, una borsa, a testimonianza di un delitto – da quel momento sono cominciati a comparire ‘posti occupati’ in tutti i luoghi pubblici. “La violenza contro le donne – denuncia Ovadia nel video postato qualche ora fa – e’ una terrificante piaga di cui il nostro paese ha uno dei record negativi. La violenza contro le donne nasce da una sottocultura maschilista che nel nostro paese e’ assai diffusa, anche fino agli alti livelli della politica. Il corpo della donna e’ oggetto di arbitrio, di scempio, di effrazione. Il problema della violenza contro le donne e’ un problema di tutti”, ammonisce.

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