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Teatro Trastevere, prima nazionale di “Non è vero niente”
Teatro Trastevere, prima nazionale di “Non è vero niente”

Teatro Trastevere, prima nazionale di “Non è vero niente”

Teatro della Memoria, memoria a teatro, memoria collettiva e individuale: secondo un gioco intelligente, dissacrante e ironico sull’inafferrabilità del ricordo, nella sua dimensione intima e universale, debutta in prima nazionale al Teatro Trastevere, con il contributo della Regione Lazio, “Non è vero niente” nuovo spettacolo di La Cattiva Strada, scritto e diretto da Alessandro Di Somma
In un momento storico in cui tanto ci si interroga sulla memoria e sulla sua cultura, Alessandro Di Somma, controcorrente, sfida il pubblico e gli attori sulla base dei ricordi individuali e collettivi dando vita a uno spettacolo tutt’altro che scontato in cui ogni passo ed elemento si crea e si stravolge senza certezze.
In scena Eleonora Turco, Giuseppe Mortelliti, Diego Valentino Venditti, Marco Zordan, si ritrovano alle prese in prima persona con le piccole o grandi storie che ci hanno sconvolto, quei giorni che hanno segnato indelebilmente le nostre vite e quelle delle persone che abbiamo intorno…
Come possono queste storie diventare memoria collettiva? Memoria condivisa, come e più degli stessi eventi storici che hanno sconvolto l’intero sistema mondo, più di una guerra o di una pestilenza, la memoria collettiva di un dolore, di un piccolo dolore?
“Non è Vero Niente” diventa così uno spettacolo e un progetto artistico multidisciplinare che con sarcasmo e un pizzico di dissacrazione collettiva, gioca con gli arcani e le percezioni del pubblico, la finta universalità della Storia e l’impossibile – seppur tanto millantata – condivisione degli avvenimenti.
“La memoria, nell’accezione artistica, sociale e anche comune del termine è spesso associata a eventi di portata universale” spiega il regista e autore Alessandro Di Somma “che attraverso il passare del tempo, si sedimentano, si oggettivizzano e diventano patrimonio comune, tanto che sovente, di singoli episodi o storie anche complesse, ne viene data una lettura unanime. La memoria di questi eventi che hanno cambiato il corso della storia collettiva, viene scandita, nel corso degli anni, da anniversari, parate, celebrazioni, che hanno il compito di celebrarla, farla tornare viva, renderla ancora accessibile, qui ed ora. Ma accade spesso più semplicemente che un’immagine, un oggetto, un odore o un suono rievochino più intensamente e crudemente sensazioni che si credevano perdute”.

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