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Andrea Zanoni
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Zanoni al Commissario UE Ambiente: il disegno di legge italiano sulla caccia fa acqua da tutte le parti

Bruxelles, 29 luglio 2013. Ho chiesto al Commissario UE all’Ambiente Janez Potocnik di segnalare urgentemente al Governo italiano le mancanze del testo del disegno di legge DDL numero 588 sulla gestione della caccia in deroga che mantengono l’Italia in posizione di violazione della direttiva UE Uccelli 147/2009”. Lo fa sapere Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e vicepresidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, che ha inviato una lettera ufficiale al Commissario. “Se questo disegno di legge entrasse in vigore così com’è oggi, la situazione di Far West venatorio di alcune regioni italiane rimarrebbe invariata”.

Zanoni denuncia al Commissario le mancanze dell’articolo 26 del DDL 588 approvato il 4 luglio 2013 dal Senato italiano e che adesso verrà discusso dalla Camera, articolo che risponde ai profili di illegittimità segnalati nella procedura d’infrazione n°2131 dalla Commissione europea in materia di gestione della caccia in deroga, ai sensi dell’art. 9 della Direttiva 147/2009.

Il parere dell’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale ISPRA resta consultivo e non vincolante, ovvero le regioni possono continuare a ignorare, come spesso accade oggi, le prescrizioni tecnico-scientifiche dell’Istituto – spiega Zanoni – Questo significa che lo Stato rinuncia alla sua prerogativa di garante della bontà dei provvedimenti di deroga e chiude un occhio di fronte alle leggi regionali sulla caccia, come quelle venete e lombarde, causa di numerose violazioni delle normativa comunitaria e di richiami della Corte di Giustizia UE”.

Inoltre, il testo non fa alcun riferimento ad altri importanti elementi come la precisazione dei controlli straordinari sulle deroghe e l’esclusione di quelle specie per le quali mancano dati esatti per calcolarne le quantità – aggiunge l’eurodeputato – Alla luce di tutto ciò, ritengo che questo DDL non metta al sicuro l’Italia dal ripetersi di provvedimenti illegittimi come quelli promulgati in passato e a conseguenti procedure d’infrazione da parte dell’Unione europea”.

Concludo invitando la Commissione a vigilare sui futuri provvedimenti di caccia in deroga, al fine di verificare che l’applicazione del prelievo in Italia sia effettivamente in linea con i rilievi sottolineati nella procedura d’infrazione n°2131/2006 e nelle due lettere di messa in mora del novembre 2011”.

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