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Claudio Morganti
Claudio Morganti

Morganti su Lampedusa: Sinistra buonista e UE responsabili

Bruxelles, 5 ottobre 2013. «La responsabilità dell’ennesima strage a Lampedusa è della politica buonista della sinistra italiana che, con le dichiarazioni della Boldrini e della Kyenge, fa passare l’Italia per il Paese delle Meraviglie, ingannando gli stessi migranti, visto che da noi non c’è né prosperità né la possibilità di accogliere altri profughi». L’eurodeputato indipendente ELD Claudio Morganti reagisce così di fronte alla tragedia avvenuta a Lampedusa.

«La colpa di questa vergogna è anche dell’Europa che tramite l’Agenzia Frontex dovrebbe gestire la cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri ma, come è evidente, non controlla efficacemente i nostri confini e non adotta misure concrete per impedire questi viaggi, che sempre più spesso si trasformano in bagni di sangue».

«Tra l’altro – ha precisato l’europarlamentare toscano – per Frontex è stato previsto addirittura un consistente aumento di finanziamenti nel bilancio 2014-2020. La verità è che si dovrebbe andare al di là della gestione nazionale di queste emergenze e pensare a una disciplina unica e a una gestione europea».

«L’accoglienza umanitaria non è un optional, ma un preciso obbligo internazionale. Si dovrebbe intervenire direttamente vicino ai luoghi d’origine dei flussi, per impedire che i profughi raggiungano l’Italia. Altrimenti, per bloccare gli sbarchi, saremo costretti a mettere cannoni sulle nostre coste e ad “accogliere” i migranti con le manette, come si fa in Spagna o in Grecia. Se l’Europa non vuole che si arrivi a questo gesto estremo, si dimostri più solidale nei nostri confronti, e stavolta non solo a parole».

Infine, riguardo alla condanna del Consiglio d’Europa sulle politiche migratorie dell’Italia, Morganti ha concluso dicendo che «finora la gestione di tali emergenze, da parte del nostro Paese, ha provocato molti meno morti di quelli a cui stiamo assistendo ora», riferendosi, in particolare, alla critica di Strasburgo “ai ritorni forzati di immigrati nei loro paesi d’origine” o alla decisione del nostro Governo di “dichiarare continuamente lo stato d’emergenza per adottare misure straordinarie al di là dei limiti fissati dalle leggi nazionali e internazionali”.

 

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