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Silvia Costa

Europa Creativa, dal PE arriva il sì finale. Soddisfazione di Silvia Costa: a dicembre i primi bandi

Strasburgo, 20 novembre 2013.  Europa Creativa 2014-2020 al via, il programma dedicato ai settori culturale, creativo e audiovisivo è stato approvato dal Parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo con 650 voti a favore, 32 contrari e 10 astensioni. Quasi un miliardo e mezzo per i prossimi sette anni divisi tra i subprogrammi Cultura, Media e una sezione  transettoriale.

Esprime soddisfazione  la relatrice Silvia Costa (PD/S&D), che illustra le principali  misure del Programma: «Grazie al duro negoziato del Parlamento, abbiamo ridotto i tagli richiesti dal Consiglio dei Ministri europeo per il nuovo ciclo di programmazione pluriennale dell’Unione, e quindi salvaguardato l’aumento del finanziamento dei settori culturali e creativi, tra cui l’audiovisivo, rispetto al settennio precedente. Infatti per il settore arriveranno circa 1.462 miliardi di euro, quasi il 9% in più, prevedendo una ripartizione certa (come da noi richiesta) tra  i subprogrammi MEDIA (56%), Cultura (31%), tra loro distinti, e una sezione transettoriale (13%). In tale ambito  è prevista un’importante novità,  un Fondo di  garanzia europea che affiancherà i contributi europei ai progetti e che assisterà i  prestiti nazionali alle micro, piccole e medie imprese culturali e creative, che potranno finalmente vedere agevolate le loro possibilità di accesso al credito. Una vera e propria sfida nel terreno ancora troppo poco esplorato dell’interlocuzione tra istituzioni finanziarie e imprese creative, di cui l’Europa si farà promotrice e garante».

«Anche per il settore audiovisivo, incluso tutto il multimediale, dal cinema ai videogiochi europei, le novità sono tante  – spiega l’eurodeputata – a partire dal sostegno esplicitamente previsto dal programma per lo sviluppo delle opere cinematografiche e audiovisive con ‘potenziale transnazionale’: film, documentari, fiction, prodotti multimediali o di animazione. Europa Creativa supporta i produttori indipendenti e le coproduzioni europee e internazionali anche con le televisioni, la circolazione e la distribuzione di film europei  non nazionali nelle sale e sulle piattaforme on line, attraverso il sostegno al doppiaggio, la sottotitolazione e l’audiodescrizione. Le azioni del programma guardano anche oltre i confini europei: raccogliendo l’esperienza di MEDIA Mundus, intendiamo facilitare la circolazione di prodotti europei  non solo nell’area di libero scambio europea e nell’ambito del vicinato, ma a livello internazionale attraverso accordi bilaterali attraverso risorse aggiuntive con Paesi Terzi».

Sostegno previsto anche per le sale cinematografiche che programmano una quota significativa di film europei e per tutte le iniziative che valorizzino la diversità culturale, come festival o altri eventi, nonché la mobilità di artisti, professionisti e la circolazione di opere.

Obiettivo non secondario, l’ampliamento e la formazione del pubblico, compreso quello svantaggiato, «che passa anche  attraverso il supporto alle attività di film e media  literacy in grado di essere realizzate da cineteche, videoteche e altri soggetti che conservano e promuovono il patrimonio culturale e cinematografico»

Un’attenzione particolare riservata ai professionisti del settore e agli artisti, soprattutto i più giovani: «Per loro il Programma prevede uno specifico supporto nell’acquisizione di competenze, con riferimento alle tecnologie digitali, attraverso reti e piattaforme di scambio, e il sostegno al più ampio accesso possibile a mercati ed eventi europei, anche attraverso la rete. Europa Creativa sosterrà le azioni innovative e i nuovi modelli di business e di gestione specie nelle aree influenzate dal digitale, nonché di promozione del patrimonio culturale».

Globalizzazione, digitalizzazione, frammentazione del mercato, accesso al credito e sviluppo del pubblico: tutte sfide raccolte e rilanciate dalla nuova programmazione. «Non può essere diversamente – spiega Silvia Costa – per un comparto, come quello delle industrie culturali e creative, che rappresenta il 7% del PIL europeo, occupa quasi otto milioni di persone e coinvolge 1 milione di imprese».

«La consapevolezza dell’importanza di questo settore e della risorsa – inesauribile – che la cultura rappresenta per la nostra comunità ha accompagnato il  percorso che ci ha condotto al voto di oggi e ha animato tra l’altro diverse battaglie combattute dal Gruppo S&D anche al di fuori del perimetro di Europa Creativa, come quella per l’inserimento della cultura in Horizon 2020 e tra le key actions del nuovo ciclo dei fondi strutturali. Credo infatti che l’efficacia delle politiche culturali europee – conclude la relatrice – possa essere garantita solo ribadendo la loro trasversalità rispetto a tutte le politiche dell’Unione e sollecitando l’attenzione degli operatori del settore e degli attori locali degli Stati membri verso tutta la programmazione 2014-2020».

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