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Raphael Gualazzi
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Raphael Gualazzi esce oggi “Reality and fantasy”

Esce oggi, mercoledì 16 febbraio, “Reality and fantasy” il debutto discografico con la Sugar di Raphael Gualazzi, l’eclettico pianista, compositore e cantante di Urbino in grado di guardare e restituire il mondo attraverso le lenti del jazz e dello stride piano. Prodotto, composto e arrangiato dallo stesso Raphael Gualazzi, “Reality and fantasy” è un progetto di Caterina Caselli che si compone di 14 tracce più una bonus track impreziosite dal contributo di nomi come, Gilles Peterson (“Reality and fantasy remix”), James F. Reynolds e Pete Glenister (“A Three second breath”), Vince Mendoza (“Follia d’amore), Fabrizio Bosso (alla tromba in “Follia d’amore”, “Icarus”, “Behind the sunrise”, “Love goes down slow”, “Empty home”), Fio Zanotti (compositore insieme a Raphael delle musiche di “Tuesday”, “Sarò sarai”, “Love goes down slow”, “Empty home”) e Ferdinando Arnò (co-produttore di “Follia d’amore”)

Le quindici canzoni di ‘Reality and fantasy’, incise in una parentesi senza tempo della nostra realtà, sono così zeppe di influenze stilistiche che è quasi impossibile riuscire a decifrarle minuziosamente ma sono, al tempo stesso, lo scheletro di un disco sorprendente nato dalla faticosa ricerca della strada giusta, esplorando tanti confini, affastellando questa o quella passione fino a trovare la definitiva da non abbandonare più. E suonando dal vivo. Ovunque. E comunque, anche facendo sacrifici, saltando le notti, intascando solo promesse e mai denari, investendo in un sogno a interessi zero.

Il dizionario musicale di Raphael Gualazzi è un cumulo di esperienza, di suoni assorbiti studiando pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro dopo essersene innamorato a nove anni e poi perdendosi nel blues, l’anima sanguigna e disperata della musica nera, o anche nello stride piano che fulminò Fats Waller e Duke Ellington abbracciando il ragtime e il blues di New Orleans, fradicio di Africa e dolore, con un lirismo che fotografa meglio di ogni altro il furore della sofferenza.

La tradizione si intreccia con l’attualità ed è impossibile ascoltare questo disco senza sentire la vibrazione di Stevie Wonder o quella di Jamiroquai e Ray Charles, ma solo qui e là, filtrato come da una sensibilità così fresca e moderna che da risultare rara. La novità in “Reality and fantasy”, in fondo, è una luce nuova che arriva dalla tradizione. Questa luce è un trentenne che a dicembre ha riempito uno dei più famosi club di Parigi, il Sunside, davanti a una platea prestigiosa per arrivare a febbraio sul palco di Sanremo Giovani con la sua “Follia d’amore”

“REALITY AND FANTASY”

FOLLIA D’AMORE – Un secolo di melodia all’italiana e sciolto nello stride spiano che sa di Harlem in pieni anni Venti. Una miscela irresistibile. Ecco, questo è il biglietto da visita di Raphael Gualazzi a Sanremo, ma non solo. E nell’euforia del pianoforte, o nella tromba assordata dell’immenso Fabrizio Bosso, c’è tutta la sua energia di velluto. Un gioiello co-prodotto da Ferdinando Arnò che vede anche il contributo di Vince Mendoza all’arrangiamento degli archi.

ICARUS – L’incedere del pianoforte jazz accompagna il crescendo della voce che si tende fino a portare la musica in un altro mondo: il rock anzi, sulla terza via tra jazz e rock.

TUESDAY – Se il rhythm’n’blues si vestisse da sera per una festa a Copacabana diventerebbe così: caldissimo, con piccoli accenti di Steve Ray Vaughan e percussioni che sanno di tramonto sull’Oceano.

REALITY AND FANTASY – Quant’è sottile la barriera tra realtà e ossessioni. Tra fantasia e paranoia. E la voce stravolta ed enfatizzata che punteggia il brano ne scandisce l’imprevedibile alternanza su sonorità che rimandano alla disco funk degli anni ’70 ricreate attraverso l’utilizzo di strumenti vintage.

SCANDALIZE ME – George Clinton e i Funkadelic come se fossero suonati dall’orchestra di Piero Piccioni. Per Raphael Gualazzi questa è semplicemente “una provocazione”. In realtà è il piccolo saggio di com’è il funk visto da lui. O meglio: impastato alla sua maniera.

BEHIND THE SUNRISE featuring ROX – Grande atmosfera, la voce sgualcita di Raphael che fa da contrappunto a quella tesa ma sensuale di Rox. “Dietro all’alba c’è un mondo nel quale vivrei”. Un rhtyhm’n’blues in veste acustica con un qualche sprazzo lounge.

A THREE SECOND BREATH – Un respiro di tre secondi può salvarti la vita. Oppure afferrare un attimo di gioia unica. Ecco, Raphael Gualazzi ha il dono di farlo in modo leggero, quasi volatile con una chitarra che pulsa irresistibile qui e là.

CALDA ESTATE – La canzone che si pensa d’inverno ma si capisce solo d’estate. E con un testo così nasce uno swing che disegna una specie di “saudade” all’italiana.

OUT OF MY MIND – Il ritmo è tutto. E il groove viene subito dopo. Qui ogni nota ruota intorno all’irrefrenabile voglia di dare un luogo alla musica nel quale perdersi. E andarsene a spasso con la fantasia. Out of my mind. Fuori dai miei pensieri, appunto.

SARO’ SARAI – Se la progressione degli accordi sfugge alla tonalità del brano, si crea uno spazio vuoto nel quale distendersi come si vuole. E’ il jazz modale, un momento di riflessione nel brano più “disteso” di tutto l’album.

LOVE GOES DOWN SLOW – L’amore come ce lo sogniamo. C’è persino un po’ di serenità reggae e molto svago entusiasta in queste parole a spasso per una canzone che non riesci ad afferrare. Uno dei brani più imprevedibili.

LADY “O” – E’ un jive in quattro quarti che ci porta laggiù indietro fino ai nostri anni Cinquanta. “Siediti carina, fatti spazio in questo treno di perplessità”. E basta con i discorsi complessi: “Lady O, dimmi chi sei, nella vita puoi cambiare nome ma l’anima no”. E qui l’anima sanguina, nascosta dietro a un sorriso.

EMPTY HOME – Questa canzone vagabonda sulla strada tra New Orleans e Memphis. E si abbraccia a un arrangiamento così arioso che quasi sfugge il fatto che si parli di abbandono. Un tesoro da godere fin nella più impercettibile svisa sulla tastiera.

CARAVAN – Pianoforte e batteria si inseguono follemente sganciandosi da tutto il resto. James Price Johnson lo voleva così, il suo stride piano, nei club di New York, quando ad ascoltarlo c’era anche Duke Ellington.

REALITY AND FANTASY (Gilles Peterson remix) – La stessa traccia rivista da deejay maestro dell’acid jazz. Un altro modo di stare sul “muro tra fantasia e realtà” che ha fatto breccia nelle classifiche digitali di tutto il mondo conquistando anche l’airplay delle principali radio francesi.

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