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Matteo Renzi
Matteo Renzi

Primarie PD e vittoria Renzi: adesso l’Italia deve contare di più in Europa

Bruxelles, 9 dicembre 2013. Il grande risultato di partecipazione alle primarie del PD è un segnale di domanda di buona politica dei cittadini italiani, nonostante la fatica di questa crisi che sta mettendo a dura prova la fiducia del Paese nella ripresa e nel futuro. La vittoria così netta di Matteo Renzi, che ho sostenuto con convinzione, indica al PD l’esigenza di mettere in atto una forte apertura e un collegamento più vitale con la società, le sue attese e la sua capacità di proposta, e mi auguro che questo crei le condizioni per un più forte impegno programmatico che aiuti Enrico Letta in questa fase così difficile. C’è da tempo bisogno di un’iniziativa politica in Italia e in Europa che finalmente parli di sviluppo, crescita e occupazione oltre gli egoismi nazionalistici e un approccio troppo rigorista”. E’ quanto ha fatto sapere oggi in una nota l’eurodeputata PD Silvia Costa, commentando i risultati delle primarie nel suo partito.

“Tutto questo si potrà fare se si avrà la volontà, che Renzi ha mostrato di avere, di superare correntismi esasperati e coinvolgere le migliori energie presenti nel partito in questo processo.

Mi ha colpito in particolare il risultato di Roma, e l’ampia differenza tra il dato proveniente dalle consultazioni tra gli iscritti e quello delle primarie: il segno che da troppo tempo il PD romano – come segnalato da molti di noi – è una cittadella chiusa in se stessa,  incapace di creare canali di comunicazione efficaci con la società e dove noi stessi eletti abbiamo avuto poca cittadinanza. Sono certa che Lionello Cosentino saprà riaprire porte e finestre anche per rafforzare la capacità di interpretazione e proposta del Partito nei confronti dell’amministrazione cittadina“.

“Il larghissimo consenso ottenuto da Matteo Renzi rafforza il PD e il governo”, dichiara  Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. “Auguro buon lavoro al neo-segretario Renzi che avrà la responsabilità di guidare il partito in un periodo certamente non facile, con rinnovata forza e nuovi obiettivi. Obiettivi che rafforzeranno anche il governo Letta, con il quale si dovrà instaurare un dialogo costruttivo sul futuro del Paese in cui sarà strategica la presenza dell’Italia in Europa. Fino a oggi abbiamo spesso pagato una insufficiente incisività nelle decisioni dell’Unione, ma adesso è tempo di contare di più. Con la recente riforma della politica agricola comune, il Parlamento europeo e la sua rappresentanza dei paesi mediterranei all’interno della commissione Agricoltura hanno dimostrato di saper tradurre in opportunità concrete per i cittadini i maggiori poteri che il Trattato di Lisbona ci ha attribuito. Un esempio che dimostra non solo come questo sia possibile in tutti i campi, ma anche come sia un dovere politico. L’Europa siamo noi, non è una controparte. E se Bruxelles prende decisioni che non vanno nella giusta direzione, dobbiamo chiederci dove e perché abbiamo sbagliato”.

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