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Frankie Magellano
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Tra Adulterio e porcherie e un nuovo progetto dedicato a Tondelli – Intervista a Frankie Magellano

È di Correggio, ma con Ligabue ha in comune solo le origini. Frankie Magellano è un cantastorie nostrano, ma musicalmente ha poco di italiano: è più zingaro, balcanico, “è tango feroce, è est sanguinoso, è Emilia. Con il suo secondo disco, Adulterio e porcherie, uscito a ottobre, l’istrionico cantautore ci regala undici pezzi peccaminosi, che raccontano la carne e il vizio. Le canzoni di Magellano somigliano a piccoli cortometraggi tragici e grotteschi. Il suo linguaggio è semplice e immediato, come quello della poesia più intensa. Siamo andati a scoprire qualcosa in più su di lui e sui suoi progetti artistici presenti e futuri. Così ci ha svelato una nuova iniziativa legata allo scrittore Pier Vittorio Tondelli, da lui già omaggiato nel 2011

 

Frankie, partiamo da Adulterio e porcherie. Perché hai deciso di intitolarlo così?

Mi piacevano come suonavano le parole. Ma anche il loro senso. Non c’è niente di autobiografico, sia chiaro. È tutto molto romanzato. Le cose che scrivo seguono spesso quel filone. Anche perché io ho un vocabolario molto limitato. E la mia fantasia cade spesso su cose non troppo pulite.

Se dovessi utilizzare un aggettivo per definire il tuo album, quale sceglieresti?

La musica l’ho sempre legata al viaggio e al cibo. Perciò questo disco lo definirei “speziato” o “sapido”.

A quale musicista ti senti più vicino?

Molti mi dicono che nella mia musica si percepiscono influenze di Tom Waits. In effetti l’ho sempre ascoltato tanto. Ma mi piace anche la musica balcanica. E il tango di Astor Piazzolla.

Qualche cantautore italiano?

Devo essere sincero: non sono cresciuto con la loro musica, ma apprezzo molto Paolo Conte, Renato Zero, Gaber. Però non erano nelle mie orecchie quando stavo formando il mio bagaglio musicale.

In Adulterio e porcherie mi è sembrato di percepire anche qualche affinità con Capossela.

Nel 1991, a vent’anni, acquistai l’album Modì. Poi però non ho ascoltato altro di Vinicio.

Parliamo del tuo legame con Pier Vittorio Tondelli. Nel 2011 hai pubblicato la canzone Amore mio fallimentare, con testo dello scrittore. Cosa apprezzi della sua produzione?

Sarò sincero. Io Tondelli l’ho conosciuti 5 anni fa. Mi proposero di mettere in musica un suo testo e lo feci volentieri. Ho cominciato così ad amare ciò che scriveva, al punto che tra poco tempo uscirà un album  nel quale inserirò alcuni suoi testi musicati da me. Prima di quel momento però non lo conoscevo, ma per mia ignoranza, perché leggo poco, e, quando lo faccio, mia addormento.

Tra le sue opere letterarie quale apprezzi di più?

Il libro che adoro è Camere separate, testo che mi ha molto toccato. Mi piace anche Altri Libertini. Amo le sue opere. E il 18 dicembre parteciperò anche a una delle giornate in onore di Pier Vittorio Tondelli, che si terranno al teatro di Correggio.

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