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Sabaudia “Smart City dello Sport Europeo” Intervento del C/te Bencardino all’assemblea FIC

Di particolare rilevanza l’intervento del Socio Benemerito Antonio Bencardino nell’Assemblea della Federazione Italiana Canottaggio, svoltasi il 14 – 15 Dicembre scorso, alla presenza degli Organi nazionali e del Presidente Giuseppe Abbagnale. Il C/te della Marina Militare si è così espresso: “Mi rivolgo, innanzitutto, ai Dirigenti, ai Tecnici e ai Giudici Arbitri dei Comitati Regionali e delle Società della Federazione Italiana Canottaggio che operano nel nostro territorio nazionale, da Nord a Sud e da Est a Ovest. Quale socio Benemerito della Federazione Italiana Canottaggio, invito tutti loro a superare ogni barriera campanilistica e sponsorizzare, nei limiti delle loro possibilità, l’idea di creare un resort a vocazione canottaggio e canoa nella città di Sabaudia. La città di Sabaudia, grazie al Canottaggio e alla Canoa, ha raggiunto una invidiabile notorietà mondiale. Tale notorietà è legata a ben undici rassegne internazionali di canottaggio, “Trofeo Natale Bertocco”, ad alcuni Campionati CISM e a una Coppa del Mediterraneo, disputate all’ombra del Circeo, nell’arco di quattordici anni, dal 1965 al 1978. La fama di Sabaudia, battezzata “Città dello Sport” è andata sempre crescendo, in virtù dei risultati conseguiti alle Olimpiadi dagli atleti italiani e stranieri che sul lago di Sabaudia si sono allenati. Il primo canottiere straniero ospitato presso gli impianti della Scuola Centrale Remiera Marina Militare fu il Finlandese Karpinen che, dopo gli allenamenti sul lago di Paola, alla XXI olimpiade di Montreal nel 1976, conquistò la medaglia d’oro nel singolo. Dopo la Finlandia numerose altre Nazioni Europee, alla vigilia d’importanti competizioni mondiali, hanno chiesto e ottenuto ospitalità, nella città pontina, per gli allenamenti con il remo e con la pagaia. L’anno scorso il solo Circolo Canottieri Sabaudia ha ospitato quattro nazioni per il canottaggio: Austria, Svizzera, Germania e Inghilterra e tre per la canoa, Germania, Russia e Serbia.
Il canottaggio e la canoa richiedono impianti complessi sia per gli allenamenti sia per la disputa di competizioni. Il Presidente della Federazione Italiana di Canottaggio Dott. Giuseppe Abbagnale, nella sua vasta formazione di Atleta, di Dirigente societario e Presidente di Comitato regionale di canottaggio, conosce nel profondo le reali necessità degli atleti e delle società. Imbarcazioni, ricovero imbarcazioni, campi di gara, officine, spogliatoi, docce, palestre, sistemi per la sicurezza, mense, alloggi per le atlete e per gli atleti, la mobilità e quant’altro necessario per una sana disciplina sportiva, viaggiano ai margini medio bassi di quanto meriterebbero. Allenamenti e competizioni di canottaggio e canoa, spesso, sono possibili grazie alla buona volontà di tutti gli addetti nei vari ruoli: dagli atleti ai tecnici, ai giudici arbitri, ai medici, ai Presidenti di sodalizi, fino al Consiglio Federale.
Incoraggiato dagli eccezionali organigrammi del CONI e della FIC, dai numerosi atleti olimpionici e azzurri di Sabaudia e dal “tesoro nascosto” nei Fondi Europei, sogno e invito a sognare la trasformazione di Sabaudia, che ha nel proprio DNA la razionalità urbanistica, in “Smart City dello Sport Europeo”.
Quanto al CONI, il suo Presidente Dottor Giovanni Malagò, essendo un intelligente appassionato sportivo, ha sempre lottato e ottenuto ciò che voleva, sia nel campo sportivo sia in quello imprenditoriale. Egli conosce a fondo le potenzialità di Sabaudia. Conosce, inoltre, illustri professionisti, quali ingegneri, architetti, imprenditori, tecnici e dirigenti sportivi, abilitati a trasformare dette potenzialità in realtà secondo i canoni delle Smart Cities.
Quanto alla FIC, le esperienze dirette del suo Presidente Giuseppe Abbagnale e del suo Direttore Tecnico, Dott. Giuseppe La Mura, sono sufficienti per dettare le caratteristiche degli impianti per il progetto Smart. Passando in rassegna l’angusto percorso, da Castellammare alle Olimpiadi, con i brillanti risultati conseguiti, Presidente e Direttore Tecnico, sapranno focalizzare i numerosi impianti, di ogni ordine e grado, incontrati per il mondo ed estrarre da essi il meglio per importarlo a Sabaudia nella realizzazione d’impianti “SMART” che agevolino il benessere degli atleti, facilitando l’ascesa al podio più alto.
La mia formazione professionale e il mio passato non mi consentono di entrare nei dettagli del progetto della SMART city e nell’iter da seguire per ottenere i finanziamenti necessari per la sua realizzazione.
Certo è che dal 1958, anno in cui l’Unione Europea istituì il Fondo Sociale Europeo (FSE), al 1975 che vide nascere il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), considerato il più importante poiché finanzia le imprese per la realizzazione d’infrastrutture e investimenti produttivi, al 1994 che portò il Fondo di Coesione destinato all’accelerazione dei tempi della convergenza economica, sociale e territoriale, l’Italia è stata di solito il fanalino di coda dei ventisette paesi dell’Unione Europea. La nostra Nazione, non ha saputo sfruttare la grande occasione di crescita e sviluppo, rinunciando a tanti miliardi di lire e di euro posti a sua disposizione. Per dare un segno di discontinuità occorre far lavorare in sinergia più mondi: almeno il mondo accademico, il professionale, l’imprenditoriale e quello finanziario. I Fondi Europei – ha concluso l’ex comandante del Gruppo sportivo della M.M. di Sabaudia Bencardino – si distinguono in “diretti” e “indiretti”. Per la “SMART city dello sport europeo”, si potrebbe forse, più agevolmente, usufruire dei fondi diretti assegnati e direttamente gestiti da Bruxelles e dalle Direzioni Generali della Commissione Europea che, all’uopo potrebbero aprire sezioni sul territorio dello Stato utilizzatore, l’Italia. Certamente i paesi europei, costretti ad accettare svariati compromessi pur di usufruire del lago di Sabaudia per gli allenamenti delle loro squadre di canottaggio e di canoa, sarebbero ben lieti di esprimere il loro consenso, a tutti i livelli, a favore di Sabaudia “SMART city dello sport europeo”.
Molto apprezzato il taglio dell’intervento che ha dato un significativo slancio ad una proposta di valore per la crescita degli sport remieri.

 

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