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Marcello Trabucco
Marcello Trabucco

Intervista a Marcello Trabucco

Un libro di 167 pagine, approfondito nelle diverse parti, con tante illustrazioni riprese per la maggiore da cartoline d’epoca viaggianti, è questa la sintesi del pregevole testo pubblicato, nel dicembre 2013, dallo scrittore Marcello Trabucco, intitolato “La costa del Lazio Il turismo balneare e le trasformazioni del paesaggio costiero da Civitavecchia a Minturno” Palombi Editori.

Nell’ottica di una conoscenza più approfondita dell’innovativo libro e dell’affermarsi del fenomeno del turismo, trattato in modo sistematico e puntuale dall’autorevole docente, residente a Latina, rivolgiamo allo stesso alcune domande, frutto di considerazioni specifiche:

Professore Trabucco, quali sono le differenze più vistose del fenomeno turistico di ieri e dei nostri tempi?

Il turismo ha vissuto nelle diverse epoche storiche significati e consuetudine  completamente differenti; in particolare quello balneare nato ad esclusivo beneficio delle famiglie regnanti  dell’Europa del XVIII secolo, si è pian piano diffuso, una volta confermati i benefici salutari, presso le classi borghesi, per divenire popolare e aperto a tutte le classi sociali.

La funzione della cartolina come veicolo pubblicitario e in altro senso.

La cartolina illustrativa di una qualsiasi località inviava un saluto e rendeva partecipi della vacanza i familiari o i conoscenti rimasti a casa attraverso una fotografia o una elaborazione grafica. Tale immagine metteva di solito in mostra le caratteristiche della località, in questo caso balneare, illustrandone le caratteristiche, i servizi le attrezzature, all’ultima moda fornite a che era presente

Lo stabilimento “Roma” di Ostia, che significato assunse nella stagione del 1926?

Lo stabilimento “Più grande d’Europa” rendeva possibile ai romani bagnarsi nelle acque del litorale laziale, ormai bonificato ma anche  indirizzato ad un pieno sviluppo edilizio e urbanistico. L’opera con strutture in cemento armato, alla stregua dei grandi Kursal realizzati nelle più prestigiose località europee, era un contenitore di attività e di servizi per poter organizzare il tempo libero e le vacanze dei villeggianti.

La Versilia può essere considerata la costiera turistica più antica dell’Italia?

La costa della Versilia, protetta dall’ampio golfo Ligure, ha in Livorno il primo impianto per i bagni nel 1781 “Bagni Baretti”. Viareggio si è invece attivato per dare ospitalità ai turisti  nel più antico stabilimento nel 1828 costruito interamente nel mare ed unito alla spiaggia da un lungo pontile in legno. Il più imponente è il “Grande Stabilimento Nettuno” che apre la sua attività nel 1865.

Dove sono stati edificati i primi stabilimenti turistici in Europa?

A Doberan sul Mar Baltico nel 1791 fu realizzato uno dei primi stabilimenti, voluto dal dottor Vogel , tra i massimi esponenti  della bagno terapia. Altra località è stata  Brighton sulle coste meridionali dell’Inghilterra che deve il suo sviluppo  al futuro re Giorgio IV.  Il principe di Galles in questa località sperduta iniziò nel 1815 la costruzione della sua residenza estiva, il Royal Pavillon, destinato ad avviare lo sviluppo turistico ed edilizio dell’intera zona costiera.

La novità e l’importanza del manuale di Mantegazza “Codice igienico del bagno di mare”, pubblicato nell’anno 1873.

Il celebre scienziato Paolo Mantegazza direttore dello stabilimento di Rimini insieme a tanti altri medici, attraverso i suoi esperimenti ed i numerosi saggi pubblicati, che mostravano il miglioramento dei malati, riesce pian piano a convincere le autorità mediche della bontà dei bagni di mare, della salubrità dell’azione delle onde e dell’esposizione ai raggi del sole.

90 anni di vita: è l’anniversario del 2014 per la ferrovia tra Roma e Ostia: cosa dire di questa opera per il cambiamento del turismo balneare laziale?

La Ferrovia che da Roma stabilisce il collegamento diretto con Ostia è stata realizzata dalla Società Elettro-ferroviaria Italiana la stessa che avendo in concessione la spiaggia ostiense realizza l’imponente stabilimento Roma. Questo collegamento permetterà il completamento e lo sviluppo della cittadina balneare progettata secondo idee moderne come una vera e propria città giardino.

Rimini paragonabile a Ostenda per il Grand Hotel realizzato nel 1908?

Il Grand Hotel di Rimini è dal punto di vista propriamente architettonico e per l’eleganza delle proprie strutture è sicuramente paragonabile al  Kursaal di Ostenda. Al contempo però lo stabilimento posto sulle fredde coste del Mare del Nord ha un’ampiezza e una dotazione di servizi straordinari non paragonabile con Rimini.

Il senso del pudore, davanti alla nascita dell’industria del turismo balneare, come lo si può ricavare dai suoi approfondimenti sul tema?

Le immagini a stampa che rappresentano il momento del bagno,  fino alla fine dell’ottocento mostrano personaggi in “costume” che diverso per foggia e modello coprono completamente il corpo, sia maschile che femminile. Uno dei momenti più delicati dal punto di vista del pudore era legato al cambiamento dell’abito civile e al successivo rivestimento dopo il bagno. Tale problema era risolto con cabine divise  per sesso, così come avvenivano i bagni, assunti in zone separate.

Il paesaggio marino laziale e la trasformazione  delle coste, Lei li descrive con una punta di amarezza, alla luce dei cambiamenti, perché?

Lo sviluppo avvenuto lungo le coste laziali non è stato quasi mai governato da un disegno organizzato e coordinato con regole certe e finalizzate ad obiettivi amministrativamente concordati.(Una delle poche eccezioni è Ostia) Posso affermare che in tutte le località, invece,  lo sviluppo edilizio è stato quello che ha mosso tanti e tali interessi da dettare le regole, la speculazione e la confusione edilizia è stata la conseguenza.

In veste di architetto come sente di spiegare le trasformazioni edilizie attinenti alle realizzazioni degli alberghi, degli stabilimenti e dei villini?

Un fenomeno interessante dal punto di vista delle vacanze balneari è sicuramente la realizzazione nei primi anni venti del novecento di alberghi piccoli e grandi che assolvevano alle esigenze di soggiorni più o meno lunghi della classe borghese. Negli anni successivi al soggiorno in albergo si sostituisce la permanenza in abitazioni costruite come seconde case, per le vacanze, e questa richiesta, sempre più pressante farà sorgere lungo tutto il litorale residence regolari ma anche agglomerati completamente spontanei.

Le località più celebri del turismo pontino, le motivazioni e in quali anni si sono affermate, premessa la bellezza unica di questi luoghi.

Le località che per prima delle altre hanno visto le loro spiagge inondate da schiere di villeggianti sono state quelle che potevano essere facilmente raggiungibili, in primis quelle collegate con il treno (Ostia, Anzio, Scauri, Formia). Con gli anni sessanta, con la diffusione da una parte del benessere economico e dalla diffusione dell’automobile anche località più appartate come San Felice Circeo o Sabaudia vengono scoperte e valorizzate per la loro bellezza paesaggistica e per un paesaggio,cin  quel momento, assolutamente integro e spettacolare.

Un commento personale sul risultato complessivo di questo libro compresi i giudizi che le sono pervenuti dopo la pubblicazione dell’opera.

Ad essere franco, ancora non riesco ad essere distaccato sufficientemente da quello che è il prodotto editoriale. Mi sembra un prodotto equilibrato sotto l’aspetto divulgativo per le problematiche affrontate dal punto di vista sia storico che sociale oltre che per la raccolta del materiale iconografico, messo a punto in anni di ricerca. I giudizi fino ad oggi riscontrati, sono stati positivi, ma la soddisfazione maggiore è comunque quella di aver accarezzato un’idea che piano piano si è modificata strutturata e  alla fine è stata realizzata, grazie alla mia perseveranza ed all’editore, Francesco Palombi che l’ha sostenuta.

 

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