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Continua il tour italiano di Bombino

“La lingua è sconosciuta ma il suono è caldo, sabbioso, coinvolgente. Il pubblico si abbandona con entusiasmo a quella sorta di dance-trance magica, misteriosa, esotica. Eppure molto familiare. Ci sono dentro la malinconia del blues, l’elettricità del rock, la solennità della musica devozionale e tribale dell’Africa sahariana. Peppe Videtti, La Repubblica
“Nomad elettrifica il suono del deserto nigerino, va oltre il fascino dei Tinariwen. Scatena una chitarra assassina su vecchi motivi del Sahara e groove danzerecci come insegna il sound d’Afrique” Federico Vacalebre, Il Mattino.
“Concerto intenso e bellissimo, un successo” Stefano Miliani, l’Unità.
“Omara Bombino, stella nascente della world music” Andrea Morandi, il Venerdì di Repubblica.
“In Nomad le sabbie dei deserti africani si mescolano alle polveri degli scantinati della provincia americana e alle acque torbide del Missisipi in un grandioso simposio di blues sahariano e rock’ n’roll” Lino Brunetti, Buscadero.
“Lo chiamano blues del deserto e Omara Bombino ne è una delle realtà più interessanti come certificato dall’ottimo Nomad” Andrea Pomini, XL.
“Nomad recupera vecchi brani e aggiorna il rock blues di Bombino tra vibranti spasmi elettrici e le tipiche distensioni desertiche del blues subsahariano” Donato Zoppo, Jam.
“Nomad, un album di rock saheliano davvero maiuscolo” Elio Bussolino, Rockerilla.
“Ci sono tutta la rabbia, tutto lo spirito libero e tutta la frustrazione nel suono di Nomad che consacra il giovane cantautore tuareg nigerino all’altare del rock internazionale” Paolo Ferrari, Rumore.
Dopo i sold out nelle principali città americane ed europee e in Italia al MiTo di Milano e al Romaeuropa Festival di Roma, l’irresistibile groove di Omara Bombino il “Jimi Hendrix” del deserto, com’è stato ribattezzato, tornerà in Italia a febbraio per 4 nuovi imperdibili concerti. Il Nomad tour riparte dal Teatro Miela di Trieste il 12 febbraio, sarà al Locomotive di Bologna il 13 febbraio, il 14 febbario arriva al festival Sonar di Siena (Colle val d’Elsa) e termina all’Hiroshima Mon Amour di Torino il 15 febbraio.
Nomad (Nonesuch) il suo ultimo album prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys è al 1°posto della classifica degli album world di iTunes ed è stato inserito da Rolling Stone America e dall’autorevole NPR radio nella classifica dei 50 migliori album del 2013.
Astro nascente del desert blues, Bombino, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, che lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Costretto a fuggire più volte con la sua famiglia, durante una visita i parenti dimenticano una chitarra che il piccolo Bombino tiene per sé, iniziando ad esercitarsi. Sin da giovane diventa allievo del celebre chitarrista Tuareg Haia Bebe e poco dopo entra a far parte della sua band, acquisendo il soprannome di Bombino, una storpiatura dell’italiano “bambino”. Inizia ad appassionarsi a Jimi Hendrix e Mark Knofler, di cui studia le tecniche durante i pascoli tra Algeria e Libia. Tornato in Niger Bombino intraprende la carriera di musicista a tempo pieno ed il suo talento non passa inosservato. Nel 2009 un incontro casuale con il regista Ron Wyman cambia irrimediabilmente il suo destino. Ma è solo un anno dopo che Wyman riesce a rintracciare Bombino, nel frattempo costretto a fuggire in Burkina Faso in seguito all’assassinio di due membri della sua band, uccisi in una rivolta. Wyman dedica gran parte del suo documentario sulle tribù Tuareg a Bombino e diventa produttore di Agadez, l’esordio solista su disco (il primo album risale al 2009, Group Bombino – Guitars from Agadez, vol. 2).
Nel frattempo la fama del giovane talento cresce fino ad essere conosciuto in tutto il mondo e suonare nei più importanti festival musicali, con collaborazioni di tutto rispetto, tra cui quella con Keith Richards. Dan Auerbach (The Black Keys) incontra Bombino e ne rimane folgorato, decidendo così di produrre Nomad, il terzo disco uscito in tutto il mondo ad aprile 2013 su etichetta Nonesuch/Warner. Registrato nello studio di Auerbach a Nashville, Nomad è l’incontro del desert-rock con il blues, suonato dalle abili mani di Bombino ed arricchito dalla sua voce intensa e vigorosa.
Le sonorità di Bombino ricordano quelle dei Tinariwen, vicini suonatori del deserto, ma le sue melodie elettrizzanti, che racchiudono lo spirito della resistenza e della ribellione, trasudano un groove irresistibile. Una versione del blues densa e magmatica, a cui si aggiunge la particolarità di svincolarsi dalla classica metrica basata sul “call and response” tra cantante solista e coro (solitamente femminile) rimpiazzando quest’ultimo con le disgressioni melodiche della chitarra. Compositore e chitarrista desert-rock, Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni 60-70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg.

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