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Gatti Mézzi
Gatti Mézzi

La settimana del Tender

Arriva la bella stagione ed è tempo di “Vestiti leggeri”. Come gli swinganti e irriverenti Gatti Mezzi, che con l’omonimo album hanno definitivamente conquistato le ribalte nazionali e non solo. Tra tour e nuove produzioni – in cantiere anche la colonna sonora del “Fino a qui tutto bene”, del regista anglo-pisano Roan Johnson – i ragazzi si danno parecchio da fare. E infatti il Tender li ha invitati per la Festa dei Lavoratori, giovedì primo maggio.
Ricorrenza che la band forgiata da Tommaso Novi (pianoforte) e Francesco Bottai (chitarra) celebrerà da par suo. Dispensando storie dissacranti, fatte di personaggi eccentrici e agrodolci, spicchi di vita della loro Pisa che scivolano su melodie jazz, swing e pop.

Ad unirli è la passione per uno stile dissacrante, passionale e sperimentale. Un rinnovamento culturale che passa attraverso il richiamo alla tradizione e l’uso del dialetto come leit motiv. Pisa è la metafora attraverso cui la band racconta storie universali che appartengono a tutta l’umanità, a tutti i tempi e luoghi. Personaggi da bar, leggende tramandate e varia umanità.

All’esordio discografico i Gatti Mezzi facevano notare che “anche alle pulci può venire la tosse”. Poi ci hanno raccontato di strani “Amori e Fortori” e degli “Struscioni” di una volta. Nell’album del 2011 si dichiaravano “Berve fra le berve”. Adesso hanno deciso di stare “Vestiti leggeri”.

Viaggiano spesso in duo, ma per farsi belli con gli amati/odiati fiorentini hanno pensato di portarsi dietro tutta la band. Ci sarà da stringersi, per far posto anche alla batteria di Matteo Consani e al contrabbasso di Mirco Capecchi. Gaò!

Giovedì primo maggio 2014 – apertura ore 21,30 – concerto ore 22,30
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Ci sono pezzi affinati nei bassifondi di Londra, con l’idea di restare lì (e difatti qualcuno della cricca non è più tornato); ci sono voci riprese alla buona in momenti catartici, idee arrivate in furgone con l’emicrania del post-concerto e l’entusiasmo del tour, ma anche canzoni nate dopo tribolazioni di una vita, eppure celate dietro accordi all’apparenza semplici di un duo.

Gestazioni e ispirazioni raccolte nell’album “Bad Boys” che il duo torinese Did presenta venerdì 2 maggio al Tender Club di Firenze. Un nome, quello dei Did, che rappresenta bene gli ultimi 10 anni di rock ibrido. E tutto il potere eversivo nascosto negli anni Zero.

Canzoni pop che con il pop canonico hanno davvero poco a che fare. Forte dell’accordo tra Guido Savini e Andrea Prato, l’album si agita tra hip hop e punk funk, si scioglie fra new wave e gay-pop, errando fino a raggiungere una summa. È l’epilogo di 10 anni di quell’indie italiano che ha deciso di non relegarsi nel suono scontato della melodia pura e semplice.

“Si dice: non puoi cantare in inglese e fare dischi in Italia? Ecco, noi abbiamo deciso di andarci giuù pesante e abbiamo fatto il disco meno italiano possibile pur decidendo di farlo uscire prevalentemente nel nostro paese”.

Venerdì 2 maggio 2014 – apertura ore 21,30 – concerto ore 23
Tender Club – via Alamanni, 4 – Firenze – ingresso libero
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Tortellini e Sangiovese? Naaaaaa… Romagna è anche sano southern rock da esportazione, quello che gli Small Jackets dispensano a pieno mani da due lustri, vissuti intensamente. Tipo recensioni al miele su Rumore, Il Mucchio, Rocksound e tanta stampa d’oltreconfine. E poi dischi come “Play at High Level” e “Cheap Tequila”, giornate in studio con Chips K e Henryk Lipp, Nick Royale e Walt Lafty, tour in ogni dove al fianco di Black Rebel Motorcycle Club, Hardcore Superstars, Hellacopters e altra bella gente.
Insomma, un vero caso. Del rock’n’roll. Sabato 3 maggio eccoli in quel del Tender a Firenze, con un album che ancora profuma di nuovo. S’intitola “IV” e ogni epico richiamo è voluto. Rispetto al recente passato, la tavolozza degli Small Jackets si è arricchita infatti di colori decisamente più heavy, e il richiamo ai 70 è ben marcato.

Sabato 3 maggio 2014 – apertura ore 21,30 – concerto ore 23
Tender Club – via Alamanni, 4 – Firenze – ingresso gratuito

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