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Emanuel Hamn Pompili (foto di Paola Simonelli)
Emanuel Hamn Pompili (foto di Paola Simonelli)

Estate italiana per il gruppo artistico Umbrella Cowboy – Intervista a Emanuel Hamn Pompili

Torna in Italia il gruppo artistico italo-svedese Umbrella Cowboy, nato dalla collaborazione fra l’eclettico cantante, pittore, performer Emanuel Hamn Pompili, che vive a Stoccolma dal 2010, e lo studente di estetica Michael Lettestad. I due artisti saranno protagonisti del festival ECOSUONI, che si terrà a Terracina, in provincia di Latina, nel Parco della Rimembranza nei mesi di luglio e agosto. Già a dicembre 2013, gli Umbrella Cowboy sono stati promotori della mostra “Caligula and suggestions for a better world” (Caligola e proposte per un mondo migliore), organizzata sempre a Terracina alla Zer0tre gallery. In quell’occasione i fruitori dell’esposizione furono partecipanti attivi nella creazione della mostra, potendo scrivere la propria proposta per un mondo migliore nei fumetti che raffiguravano l’imperatore romano Caligola. Abbiamo chiesto a Emanuel Hamn Pompili in che modo hanno intenzione di stupirci per il festival ECOSUONI. E ne abbiamo approfittato per conoscere meglio l’essenza del progetto Umbrella Cowboy.
Emanuel, cosa state preparando per ECOSUONI?
Presenteremo una pittura post-astrattista, lunga 10 metri e strutturata a segmenti rettangolari con variazioni cromatiche, ispirata ai colori presenti nel Parco della Rimembranza, uno dei luoghi dove si terrà la manifestazione, e alla musica come concetto. Ovviamente, oltre ai colori musicali e all’arte dell’organizzazione dei suoni nel corso del tempo e dello spazio, abbiamo pensato alle teorie di Wassily Kandinsky (1866-1944). Altra fonte d’ispirazione sono le tinte cromatiche presenti negli acquerelli dell’artista svedese Carl Larsson (1853-1919) poco noto in Italia.
Come’è nata questa collaborazione italo-svedese?
Umbrella Cowboy è stato fondato nel 2013 a Stoccolma, dove vivo dal 2010. È una collaborazione tra me e lo studente di estetica Michael Lettestad. L’esperienza e le competenze in comunicazione visiva, che durante gli studi accademici romani ho potuto accumulare, si uniscono alla conoscenza di Lettestad riguardante le attività curatoriali. La collaborazione nasce dalla comune volontà di ridisegnare le mappe di ciò che l’attività artistica comporta. Il gruppo è costantemente alla ricerca di concetti d’arte contemporanea. La fusione di “Umbrella” e “Cowboy” è anch’essa volta a creare nuovi concetti.
A proposito del nome, cosa simboleggiano l’ombrello e il cowboy?
Invece di un fucile il cowboy ha un ombrello. L’ombrello simboleggia la libertà e la volontà di trarre conclusioni circa la natura dell’esistenza. La parte superiore dell’ombrello diventa un riparo dal mondo esterno che tenta di manipolare i concetti del cowboy . “Cowboy” è traducibile con il termine “bovaro” ovvero “pastore” e mettendo “Umbrella” prima di “Cowboy” si ottiene “ombrello pastore” che di per sé è un concetto completamente nuovo. Uno dei principi chiave del gruppo è quello di trovare l’elevato nella cultura definita bassa e il basso nella cultura definita alta. Le nostre opere vanno lette come storie con una loro logica drammaturgica interna in grado di far funzionare tutte le parti dell’opera.
Quali sono i vostri riferimenti artistici?
Tutta la Storia dell’Arte e tutta la storia dell’Estetica, un settore della Filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale, artistico e scientifico, ovvero del giudizio morale e spirituale.
Qual è il vostro metodo di lavoro?
Usiamo il brainstorming e il cut-up casuale, che poi ci portano ad approfondimenti maniacali dei temi che analizziamo in ogni aspetto possibile. Il brainstorming è una tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Spesso erroneamente tradotto come tempesta d’idee, in realtà vuol dire “usare il cervello, brain, per prendere d’assalto, storm, un problema”. Il cut-up, invece, è una tecnica letteraria stilistica che consiste nel tagliare fisicamente un testo scritto, lasciando intatte solo parole o frasi. Con queste due tecniche io e Lettestad ci sforziamo di tradurre nuovi concetti in espressione estetica. Il metodo cut-up è per noi efficace in quanto ha la capacità di tagliare il linguaggio, i concetti e le nozioni comuni che le persone usano quotidianamente.
Ci racconti qual è stato il vostro progetto d’esordio?
Il primo progetto “Mixer / Blender” è datato 2013 e presentava come oggetti e temi artistici diversi modelli di miscelatori elettrici, frullatori ed impastatrici per sottolineare l’idea di tagliare, mescolare e creare nuovi concetti. In accordo con la teoria estetica del filosofo tedesco Theodor Adorno, questo progetto consentiva un’attività artistica che andava oltre se stessa, piuttosto che fornire una esperienza estetica facilmente leggibile al primo sguardo. Il progetto ha preso la forma di un’opera d’arte partecipata e si è svolto principalmente attraverso il gruppo Umbrella Cowboy su Facebook, dove gli utenti potevano caricare foto di se stessi con frullatori o opere sul tema mixer/blender . Alla fine di dicembre 2013 aveva centinaia di contributi caricati dagli utenti.

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