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Flying Lotus: il 29 maggio live all’ Alcatraz

L’artista che ha esteso i confini dell’hip hop dilatandoli fino a derive astratte, cosmiche e psichedeliche ma al tempo stesso profondamente permeate di funk “fisico” ed avvolgente, amato da Radiohead e Erykah Badu e divenuto ormai una figura di culto assoluto, arriva finalmente in Italia per due date imperdibili.

Una unit creativa che sta ridisegnando i confini della musica contemporanea: non è una definizione eccessiva, per la Brainfeeder: l’etichetta discografica americana già da qualche anno è infatti una voce imprescindibile nel panorama sonoro attuale più avanzato ed immaginifico.
Merito prima di tutto del suo leader e fondatore, Flying Lotus, l’artista che ha esteso i confini dell’hip hop dilatandoli fino a derive astratte, cosmiche e psichedeliche ma al tempo stesso profondamente permeate di funk “fisico” ed avvolgente. Amatissimo dai suoi colleghi (a partire dai Radiohead e da Erykah Badu), sotto contratto quasi fin dall’esordio per la riverita Warp Records, Mark Ellison – questo il suo nome all’anagrafe – vanta quattro album (“1983”, 2006; “Los Angeles”, 2008; “Cosmogramma”, 2010; “Until The Quiet Comes”, 2012) che rappresentano in tutto e per tutto un’esaltante crescendo in termini di riscontri sia di critica che di pubblico.

La sua figura, oggi, è circondata da un culto assoluto.

Artista trascinante e carismatico ma al tempo stesso elusivo ed imprevedibile, tende a centellinare le sue esibizioni dal vivo. Vederlo in Italia è già quindi un evento unico di per sé; lo è ancora di più in questo speciale “Brainfeeder Showcase”, dove entrano in gioco anche Captain Murphy (un mc misterioso dai contorni non ben definiti… se non l’alias attraverso cui Ellison ama esibirsi al microfono) e soprattutto Thundercat, al secolo Stephen Bruner, geniale bassista californiano in grado di spaziare in qualsiasi genere – è stato a lungo il bassista dei Suicidal Tendencies, ma anche turnista di fiducia di Erykah Badu – e di dare vita a due album bellissimi (il più recente, “Apocalypse”, è del 2013) in cui riprende le suggestioni del jazz-rock anni ’70 più cosmico e le trasporta, in modo davvero immaginifico, nell’iper-futuro.

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