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Andrea Orlando
Andrea Orlando

Orlando, presentato al Gai il programma semestre italiano UE per la giustizia

Lussemburgo, 9 giugno 2014.  «La Presidenza italiana desidera, in via preliminare, impegnarsi a valutare l’attuazione degli orientamenti strategici, sia sul piano legislativo che operativo, riguardanti lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, incoraggiando il Consiglio a contribuire a tale scopo. Nell’ottica di una più efficace messa in opera degli strumenti esistenti, intendiamo mantenere uno stretto legame tra le politiche in materia di giustizia e affari interni e le questioni connesse alla crescita economica e alla stabilità, anche al fine di prevenire e ridurre i rischi connessi all’infiltrazione dell’economia legale da parte della criminalità». Il guardasigilli Andrea Orlando, a Lussemburgo per l’ultimo Gai (consiglio giustizia e affari interni) a guida greca, ha tracciato così le linee guida del programma del semestre italiano di presidenza dell’UE sulle politiche europee in materia di giustizia.

«Proseguiremo il dialogo con i Paesi terzi in vista di un potenziamento della collaborazione su obiettivi comuni quali la lotta alle forme gravi di criminalità, il traffico di esseri umani e il terrorismo e a favore della promozione dei diritti fondamentali, inclusa la protezione dei dati personali e delle comunicazioni».

«Consapevoli dell’importanza di sistemi giudiziari efficaci per sostenere la crescita, puntiamo a completare l’aggiornamento delle procedure di insolvenza, comprese quelle alternative al fallimento e quelle relative ai gruppi societari transfrontalieri. Intendiamo anche far avanzare la revisione del regolamento sulla risoluzione delle controversie di modesta entità, al fine di incrementare l’utilizzo e l’efficienza del procedimento da esso previsto, nonché il regolamento in materia di diritto europeo della vendita».

«La Presidenza italiana si adopererà per garantire la coerenza del quadro normativo per la protezione dei dati personali. Ci prefiggiamo di compiere progressi sostanziali sulle regole per lo scambio e il trattamento dei dati personali nell’ambito di procedimenti giudiziari e di altri procedimenti di natura giurisdizionale, con l’obiettivo di bilanciare il massimo grado di protezione con la necessità di garantire un processo decisionale efficiente. Daremo particolare rilevanza ai quadri normativi per lo scambio dei dati personali con Paesi terzi per finalità di law enforcement e di prevenzione di forme gravi di criminalità».

«Nel settore della cooperazione giudiziaria civile, ci prefiggiamo risultati significativi per quanto riguarda l’accettazione di determinati documenti pubblici nell’UE e l’abolizione dei requisiti di autenticazione in ordine a tali documenti, in modo da agevolare la libera circolazione e lo stabilimento di cittadini e di imprese, riducendo al contempo i costi di autenticazione. Siamo inoltre consapevoli dell’importanza di proseguire i lavori sulle conseguenze patrimoniali delle unioni registrate e sul regime patrimoniale tra coniugi».

«Venendo all’ambito della cooperazione penale, la nostra priorità principale riguarda il negoziato istitutivo della Procura europea, per il quale ci attendiamo di conseguire progressi sostanziali nell’ ottica di costituire uno strumento efficace per investigare, perseguire penalmente e consegnare alla giustizia gli autori di reati che ledono il bilancio dell’Unione europea. In tale contesto, la Presidenza intende inoltre avviare i negoziati con il Parlamento europeo sulla direttiva in materia di tutela degli interessi finanziari come pure di marcare progressi significativi sulla riforma di Eurojust, affinché possa coadiuvare il lavoro della Procura europea».

«Sotto il profilo della tutela dei diritti degli indagati o imputati nell’ambito di procedimenti penali, ci adopereremo per sviluppare il dialogo con il Parlamento europeo sulla proposta in tema di garanzie procedurali per i minori e avvieremo l’esame in Consiglio sulle proposte in materia di presunzione di innocenza e gratuito patrocinio».

«Il contrasto alle gravi forme di criminalità, quali la tratta di esseri umani e la criminalità organizzata transnazionale, richiede il dialogo e la collaborazione costante fra la Presidenza e gli Stati membri, le Istituzioni europee e la società civile. Siamo consapevoli della portata politica di questa sfida: le organizzazioni criminali dovrebbero essere privati ​​dei proventi di qualsiasi natura derivanti dalle loro attività illecite, in qualunque modo acquisiti. In quest’ottica, la Presidenza promuoverà il dibattito su come il principio del mutuo riconoscimento possa applicarsi a tutte le forme di confisca basata su una decisione giudiziaria. Dedicheremo a tale obiettivo un evento collaterale di alto livello che stiamo organizzando a Siracusa in settembre».

«L’istituzione di una Procura europea, parte di un disegno che comprende strumenti sempre più sofisticati di cooperazione tra le Autorità giudiziarie in materia civile e penale, richiede di perseguire un’adeguata formazione di giudici, pubblici ministeri e operatori della giustizia. La Presidenza italiana vuole intensificare il dialogo con la Commissione nell’ambito del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale Giustizia, per una piena attuazione degli obiettivi della formazione giudiziaria e in cooperazione con la Rete europea di formazione giudiziaria, la cui struttura deve essere potenziata».

«Nel settore della detenzione, avendo presente i contributi finora messi a punto in argomento come il Libro Verde della Commissione, riteniamo necessario promuovere il rafforzamento della fiducia reciproca e il potenziamento del mutuo riconoscimento nel campo della detenzione come pure lo scambio delle migliori pratiche nella gestione carceraria».

«L’esperienza degli ultimi anni ha permesso di evidenziare il crescente rilievo dell’impiego delle nuove tecnologie per ottenere un servizio giustizia più efficiente e vicino alle esigenze dei cittadini e delle imprese.
In questo quadro, la Presidenza italiana desidera completare i lavori sulla proposta della Commissione relativa alla giustizia elettronica (e-justice), quale cornice giuridica per facilitare l’accesso alla giustizia in tutti gli Stati membri e ad agevolare la cooperazione giudiziaria civile, penale e amministrativa a livello europeo. Sotto questo profilo, intendiamo bilanciare l’approccio basato sulle norme minime con la necessità di
integrare il quadro giuridico della giustizia elettronica. Infine, incoraggeremo un’ampia diffusione degli strumenti ECLI ed ELI tra i database giudiziari in tutti gli Stati membri, nonché un dialogo rafforzato con la rete delle Corti supreme, per incrementare il numero di servizi sul portale e-Justice, prevalentemente in materia civile».

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