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Le Dissolute Assolte
Le Dissolute Assolte

Le Dissolute Assolte: la parola alle donne del Don Giovanni. A Roma fino al 21 giugno

Sono trascorsi cinque secoli da quando il drammaturgo spagnolo Tirso De Molina portò per primo sulle scene il personaggio di Don Giovanni, il temerario libertino che adorava sedurre le donne per poi abbandonarle nella loro sofferenza d’amore. Dopo De Molina, anche Molière, Puskin, Rostand, Frisch si sono confrontati con la figura di questo donnaiolo, riadattandola secondo la loro sensibilità e la loro poetica. Recentemente, invece, c’è chi ha deciso di raccontare il Don Giovanni da un’altra prospettiva: quella delle sue donne. Il regista Luca Gaeta, infatti, è partito dal punto di vista di coloro che sono state “vittime” della passione e delle fughe dell’incontenibile amante. E ha deciso di portarle in scena, riscrivendo la storia dal punto di vista femminile con un lavoro di adattamento dei testi esistenti. È nato così lo spettacolo Le Dissolute Assolte (ovvero le donne del Don Giovanni). Dopo diverse repliche nazionali, a giugno la rappresentazione è tornata a Roma, al Piccolo Teatro Campo d’Arte, a pochi passi da Campo de’ Fiori, dove tutto è cominciato circa tre anni fa.“Nel 2011 è capitato che una ragazza del cast mi facesse visitare il Piccolo Teatro Campo d’Arte – racconta il regista – Subito ho capito che sarebbe stato perfetto per portare in scena lo spettacolo che avevo in mente. Dovevo dargli solo una nuova drammaturgia. Mentre mi trovavo lì, in quell’ambiente molto sensuale e decadente, è entrato un signore anziano, che aveva circa ottant’anni, e ha chiesto di poter vedere il teatro. E ci ha svelato che negli anni Cinquanta quello spazio era una casa chiusa, e lui uno dei frequentatori. A quel punto mi si è accesa la lampadina. E ho pensato di ambientarlo in un bordello. Nel 2012, proprio lì, l’ho portato in scena per la prima volta”.

A due anni dal debutto, in questi giorni il Piccolo Teatro Campo d’Arte torna a essere un oscuro bordello colmo di misteri, pene d’amore e disperazione. Fino al 21 giugno 2014, Le Dissolute Assolte (ovvero le donne del Don Giovanni)andrà in scena dal mercoledì al sabato in doppia replica. È lì, in quella casa d’appuntamenti, che le donne sedotte dal Don Giovanni si sono rinchiuse per cancellare i sensi di colpa per la loro vita dissoluta. In quelle stanze cominciano a raccontare le loro storie, l’incontro con quell’uomo che le ha stregate, i sentimenti contrastanti che le tormentano. Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio nella voluttà e nel dolore d’amore, c’è il servo del Don Giovanni, Leporello, una guida razionale tra sensuali corpi nudi, suoni di fisarmonica e violino, calici di vino e fumo di candele. Il risultato è straordinario. Le Dissolute Assolte (ovvero le donne del Don Giovanni) è uno spettacolo intenso, suggestivo, avvolgente, in cui anche lo spettatore si sente protagonista di quel dramma, arrivando a sviluppare un’involontaria empatia con i personaggi. Lo si deve anche alla maestria delle protagoniste, che riescono a esprimere un misto di sensualità e sofferenza da coinvolgere il pubblico nel loro vortice emotivo. Nela Lucic, Laura Gigante, Valentina Ghetti, Annamaria Zuccaro, Lucia Rossi, Janet De Nardis, Mariaelena Masetti Zannini, Glenda Canino, Giulia Morgani, Valeria Pistillo, Eleonora Gnazi e Claudia Donzelli, le “dissolute assolte” di Luca Gaeta hanno tutte una personalità e un carisma incontenibile. E Leporello, interpretato da Marco Giustini, è l’unico capace di comprenderle e consolarle.“Per questo spettacolo non ho mai cercato le attrici più belle e più brave – ha concluso il regista – ma artiste che avessero qualcosa da raccontare al pubblico. Anche perché è una rappresentazione in cui c’è un contatto fisico tra spettatore e attore, non c’è la distanza degli spettacoli classici che può aiutare a camuffare. In questo caso l’attrice deve avere una personalità prorompente. Nei provini ho scartato attrici tecnicamente più brave perché non avevano dentro quel fuoco che invece posseggono le artiste che ho scelto, le protagoniste del mio spettacolo”.  

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