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Giorgio Napolitano su Jobs Act: 'Passo avanti ma ancora molto da fare'

“E’ un passo avanti in un quadro di riforme che contiene molti altri elementi ancora da coltivare”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in merito al primo via libera del Jobs Act.

Gia’ ieri il presidente della Bce Mario Draghi, parlando a Washington, ha promosso la riforma del lavoro del governo Renzi. Secondo Draghi, le riforme del mercato del lavoro devono rendere piu’ facile per le aziende assumere i giovani e non licenziarli. Il presidente della Bce ha poi aggiunto di “non credere” che la riforma del lavoro in Italia si tradurra’ in licenziamenti di massa. “L’Italia – ha detto il presidente della Bce – e’ da anni in recessione e la disoccupazione e’ gia’ elevata e le aziende che volevano licenziare lo hanno gia’ fatto”.

Il presidente della Bce ha lanciato l’allarme. Se non si fanno le riforme “ora”, l’area euro non avra’ “tempi molti felici” davanti “perche’ i problemi che affrontiamo in Europa non sono ciclici ma strutturali” ha dichiarato parlando al Brookings Institution di Washington.
E ancora “La crescita potenziale e’ troppo bassa per tirare le nostre economie fuori dall’elevata disoccupazione ed e’ anche troppo bassa per consentirci di superare velocemente il carico di debito lasciato dalla crisi e dal periodo che l’ha preceduta”, ha aggiunto Draghi, “le politiche di stabilizzazione per portare la produzione verso il potenziale sono necessare ma non sufficienti: dobbiamo alzare quel potenziale urgentemente e cio’ significa riforme”.

I governi dell’Eurozona “sanno bene cosa devono fare” e “non hanno bisogno dei consigli della Bce”, ha affermato Draghi. Gli esecutivi europei, ha proseguito Draghi, “devono semplicemente applicare le riforme strutturali specifiche per la loro nazione e, piu’ vigorosamente lo faranno, piu’ credibile diventera’ un aumento della crescita potenziale e piu’ rapida tornera’ la fiducia di famiglie e imprese nell’Eurozona”.
I paesi che non hanno spazio di manovra fiscale, possono comunque stimolare la domanda “modificando la composizione del bilancio, in particolare tagliando allo stesso tempo le tasse distorsive e le spese improduttive”.

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