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Lea Diamanti
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Diamanti Lea nel suo romanzo sul tema della famiglia

Alcune gustose ricette di nonna Adele chiudono le pagine del vivace romanzo di Lea Diamanti “ Il riflesso della speranza” (Edizioni IN.FORMA.TI). La scrittrice pontina, nel suo primo scritto, inserisce a tono e con sagacia la parte più viva del suo io all’interno dell’intricante racconto, dalle abitudini proprie del territorio sanfeliciano alle descrizioni dei siti e miti archeologici del Circeo fino alla trattazione degli usi agricoli a proposito della coltivazione delle uve più pregiate. Il tema di base è comunque l’intreccio di una storia d’amore vissuta in modo originale e quasi per caso dalla bella ragazza di origine americana, dal nome Josephine. Ma l’argomento più profondo ed emblematico è legato alla presenza di un piccolo “magico” specchio, tramandato nel tempo dai discendenti della famiglia J. O Brien. Ed anche la piccola Jo viene coinvolta in questo tradizione ereditata dal padre Joseph, lo stesso che non potrà rispettare tale legame a causa della sua morte avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, in Italia. Coinvolto in questa avventura da militare, il soldato Joseph aveva portato con sé questo talismano e suo malgrado era venuto meno alla promessa fatta alla figlia di riportarle lo specchio alla fine del conflitto bellico. La sfortunata e bella ragazza, dotata oltre che di una piacevole presenza fisica anche da una melodiosa voce, dopo l’avvenuta morte del padre, si fa coinvolgere da una band musicale formata da coetanei per un viaggio di lavoro in Europa e più direttamente in Italia con l’obiettivo di ricavarne un’esperienza artistica e musicale. Il sogno agognato si conclude presto in quanto gli amici di Jo la abbandonano all’improvviso e lasciano la fanciulla senza un quattrino e sprovvista di conoscenze. La fase negativa sembra affossare definitivamente le aspettative di una ridente e creativa fanciulla toccata da diversi avvenimenti negativi. La storia a questo punto del romanzo assume altri toni che spingono verso un cambiamento in direzione positiva. Jo, infatti, viene accolta nel ruolo di assistente da una simpatica famiglia del Circeo, composta dal padre Giulio Ghetti, un imprenditore agricolo che ha perso la moglie e che nutre molti interessi compreso quello del lavoro, dai simpatici figli Riccardo e Luca e dalla saggia governante Adele, l’esperta di cucina e di appetitose marmellate. L’intreccio della trama intessuta da Lea Diamanti si apre a conclusioni più lineari, rivolte a dipanare le diverse questioni come il complesso e difficile rapporto esistente tra Josephine e la collezione di residuati bellici allestita negli anni dal ricercatore Giulio. L’amore tra i due protagonisti accresce gradualmente in un turbinio che avvolge entrambi compreso i componenti del gradevole ambiente familiare. Ed in questo vivace spazio di azioni l’autrice del libro, avvalendosi della collezione di reperti bellici di Giulio, costruisce la soluzione del ritrovamento dello specchio magico di J. O’Brien assieme ad una toccante lettera indirizzata alla figlia dal padre Joseph, il suo ultimo messaggio prima di morire. Il finale ad effetto fra l’altro un pensiero
chiude la storia nella quale sono inseriti svariati aspetti di rilievo sul piano narrativo e su quello propriamente linguistico. L’idioma del paese di San Felice Circeo in alcuni passaggi è al centro dei colloqui più diretti e coinvolgenti dei vari interlocutori arricchendo così l’evoluzione della pregevole vicenda e dando spazio alla narrazione degli usi e costumi legati alla tradizione di questa popolazione dalle antiche origini.
Nell’introduzione, Luca Canali, promotore della riuscita pubblicazione, rivolge un giusto pensiero alla nonna Adele, sottolineando che “…le ricette della nonna… quella nonna che, forse con i racconti della sua vita durante la guerra ha ispirato in parte il romanzo, sono le ricette semplici della tradizione, raccontate e spiegate proprio come avrebbe fatto la nonna di tutti.”.
Così questa vicenda che per buona parte del libro si svolge tra le amene contrade del territorio circense si caratterizza per rappresentare un riuscito prodotto librario grazie alla geniale invenzione della scrittrice Lea Diamanti, alla stregua di un risultato che si muove tra mondo reale e mondo immaginario e che alla fine non fa emergere dove la storia sia veramente interiore e dove abbia prevalso la fase inventiva.

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