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Marco Selvaggio
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Intervista a Marco Selvaggio, il poliedrico percussionista catanese

Dal 25 ottobre è disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming ‘The Eternal Dreamer’, il nuovo singolo del poliedrico percussionista catanese Marco Selvaggio.

Il brano, che vede la partecipazione alla voce del cantautore statunitense  Daniel Martin Moore,  è stato scritto e composto dallo stesso Marco ed anticipa l’uscita dell’omonimo disco, prevista per dicembre.

Abbiamo intervistato l’artista catanese per andare alla scoperta della sua carriera artistica.

Ciao Marco e benvenuto su Radio Web Italia!
Tu sei l’unico in Italia a suonare l’Hang dal vivo sulla musica house ed elettronica e a sposare le melodie di questo strumento alla musica lirica e da ultimo pop. Come ti sei avvicinato all’ Hang e da dove deriva la tua passione per questo strumento?
Non è semplice spiegare da cosa nasca la passione per questo strumento! Io dico sempre che è stata serendipità! Il termine serendipità indica la fortuna di fare delle sorprendenti scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa imprevista mentre se ne stava cercando un’altra. Io non cercavo l’hang, mi è semplicemente capitato davanti un suonatore dell’est Europa mentre cercavo un locale di Roma per Trastevere! Da lì è iniziata la sfrenata ricerca per lo strumento e l’amore folle per lo stesso che mi ha portato oggi a suonare e comporre tante musiche e canzoni e che al tempo stesso mi tiene incollato 4 ore al giorno, o meglio a notte, sullo stesso. È uno strumento incredibile che riesce ad evocare sensazioni mistiche. È quasi ipnotico ed è difficile separarsene. Non è semplice descriverlo, io dico sempre che se la magia è presente nella musica, per quanto mi riguarda è dentro questo scrigno di metallo chiamato hang. Una volta avuto l’hang, quindi, ho da subito iniziato a sperimentare il suo suono sulla musica house ed elettronica sulla quale già suonavo da tempo con le percussioni! Questa innovazione musicale ha colto nel segno e mi ha portato fino a Londra dove ho inciso un bellissimo EP con un DJ producer britannico, Jules Dickens, la Electronic Fusion Records. Dopodiché ho continuato a sperimentare e ho iniziato a provare l’hang sulla musica classica accompagnato da un soprano. Abbiamo partecipato a molti festival in Europa con “The Autumn Leaves” (il nome dato alla formazione di musicisti che mi accompagnava) e da ultimo con “The Eternal Dreamer” – il nuovo album – provo ad essere un pioniere nella musica pop inserendo l’hang all’interno dell’album come strumento cardine intorno al quale gira il disco.

La tua musica ha avuto anche il riconoscimento dei Coldplay che nel febbraio del 2012 hanno postato sul loro sito, come video del giorno, l’esibizione al Teatro Bellini di Catania. Una grande soddisfazione per te. Come ti sei sentito in quel momento?
E’ stato solo un bel colpo di fortuna! C’era la possibilità di inserire all’interno del loro sito un link video di youtube ed io l’ho fatto. Il premio era essere inseriti nel loro sito come video del giorno! Loro o chi per loro chiaramente mi hanno scelto ben tre volte nell’arco di un anno e mezzo circa. La fortuna è stata più che altro vedere le visualizzazioni su youtube crescere di molto in un solo giorno! Mi son sentito fortunato!

Adesso parliamo di ‘The Eternal Dreamer’, il tuo nuovo singolo, che vede la partecipazione alla voce del cantautore statunitense  Daniel Martin Moore. Cosa vuoi comunicare all’ascoltatore?
“I’m gonna be beautiful, when you look at me, I’m gonna be beautiful, an eternal dreamer you will see”  The Eternal Dreamer è la canzone che rappresenta pienamente l’album e me stesso. E’ una di quelle canzoni che forse si scrivono una volta sola nella vita. Ha con se la carica di un sognatore che guarda in cielo con i piedi per terra. Sa bene che gli potrà cadere un giorno il mondo addosso ma ha la forza di non cadere mai sulle proprie ginocchia per andare verso l’amore incondizionato e per il raggiungimento del suo sogno. L’arrangiamento è molto delicato e l’hang appare e scompare tra le calde note della voce di Daniel. Lui l’ho conosciuto online e mi ha subito colpito per la particolarità della sua voce! Calda, soffice, dolce ma anche nostalgica e malinconica! Le sensazioni che maggiormente mi appartengono! Ho scritto musica e testi di “The Eternal Dreamer” circa un anno fa e credo che Daniel Martin Moore abbia interpretato la canzone in maniera incredibile (basta pensare che per ogni canzone cantata del disco ho ascoltato circa 50 interpreti, quindi circa 350 voci diverse). Devo dire che son legato a The Eternal Dreamer in maniera davvero particolare, quasi viscerale, così come alla mia Sicilia.

Prossimamente uscirà il tuo primo album che vede la collaborazione di artisti nazionali ed internazionali. Qual è la particolarità del disco?
Il disco ha la particolarità e l’originalità di avere come strumento cardine l’hang, considerato ad oggi lo strumento più raro al mondo. Io ne posseggo più di uno e questo di certo mi ha aiutato a rendere molto più ricco il disco dal punto di vista musicale. Ogni hang infatti ha una scala tonale che non può essere cambiata. Avendone più di uno ho la possibilità di prendere note da più hang allo stesso tempo e quindi a livello compositivo, ho un’ottava completa. Questo strumento è rimasto ancora inutilizzato nella produzione di dischi pop, o almeno così abbiamo potuto appurare quando abbiamo deciso insieme a Nica Midulla, Simona Virlinzi e Filippo Selvaggio (i produttori esecutivi dell’album) di portare avanti questo progetto. Io ho scritto tutti i testi e alcune canzoni (altre in collaborazione col compositore Giuliano Fondacaro e due lui da solo) ma non canto. A tal proposito mi era venuta l’idea di far collaborare diversi interpreti al disco tenendo molto in considerazione il fatto che le canzoni le ho scritte in lingua inglese ed una in lingua francese. Per questo motivo ho scelto tutti interpreti internazionali, e solo The Niro come unico italiano (partecipante all’ultimo Sanremo), che avessero piena padronanza della lingua inglese.

L’album vanta collaborazioni eccellenti. Come sono nate?
Son molto contento dei featuring del mio album. Non potevo chiedere di meglio! Le collaborazioni son nate lentamente e dopo un’accuratissima ricerca di interpreti. Ho ascoltato circa 50 cantanti per ogni canzone… All’incirca un 350 complessivamente e tutti provenienti da diverse parti del mondo. Daniel Martin Moore dall’America, Dan Davidson dei Tupelo Honey dal Canada, Sidsel Ben Semmane che ha preso parte all’Eurovision alcuni anni fa dalla Danimarca, Hazel Tratt dall’Inghilterra, Anne Ducros da Parigi, The Niro come unico italiano e Haydn Cox da Londra. Tutto, in ogni caso, è partito dal mio computer e da quello dei produttori. Insieme a Simona e Nica abbiamo scelto alcuni interpreti che loro già conoscevano ed io ne ho scovati degli altri.
L’unione fa la forza! Siamo un bel team affiatato.

Quali sono i musicisti che più ammiri e che maggiormente ti hanno ispirato?
In questo periodo ascolto spesso Nick Drake, uno dei miei cantautori preferiti, William Fitzsimmons visto nel 2014 a Berlino, Damien Rice visto qualche giorno fa a Milano e Jeff Buckley! Adoro la musica indie e folk. Le canzoni acustiche e il pop sognante e mai pesante. Mi ispiro un po’ a loro e alla musica simile di molti altri artisti anche se prevalentemente trovo ispirazione anche in molti libri così come in giorni qualunque passati al mare. La Sicilia aiuta molto in questo e credo sia uno dei posti più belli per chiudersi e comporre.

Concludendo, quali saranno i prossimi impegni?
I prossimi impegni sicuramente saranno il lancio del videoclip di “The Eternal Dreamer” e chiaramente la presentazione dell’album che avverrà l’11 dicembre al Centro ZO di Catania e che vedrà la partecipazione di alcuni artisti che hanno partecipato all’album! Ma ancora è tutto una sorpresa! Per il resto non ci resta che attendere l’uscita del disco da quale ci auguriamo possano nascere moltissime cose positive!

Grazie a Marco Selvaggio per essere stato nostro ospite. Ti aspettiamo con le prossime novità su Radio Web Italia!

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