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Mashrou'Leila
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In Italia la band libanese Mashrou'Leila

Dopo diversi sold out in tutta Europa il 6, 7 e 9 novembre a Mestre, al Barezzi festival di Parma e a Milano arrivano i Mashrou’ Leila, la band simbolo della Primavera Araba: 5 ragazzi libanesi che con i l loro travolgente indie-rock, sono riusciti a creare negli ultimi anni un incredibile movimento giovanile trasversale che va dal Libano al Marocco, passando per Giordania, Palestina, Egitto, Tunisia e persino Israele. Fino a diventare la più famosa band indie-rock del Medioriente. Il nome Mashrou’ Leila può essere tradotto con ‘progetto notturno’, da ricondurre alla tendenza del gruppo di lavorare sulla loro musica spesso durante tutta la notte.

Il loro originale sound affonda le radici nella tradizione, ma guarda al futuro creando un melange potentissimo di musica rock, suoni della terra d’origine e melodie pop. Con più di duecentomila fan su Facebook, un singolo che ha superato il milione di visualizzazioni su YouTube e un seguito di culto in tutto il mondo hanno conquistato anche la copertina di Rolling Stone.

“I Mashrou’ Leila sono la band libanese che sta cambiando la faccia della politica Araba”, così The Guardian descrive la band i cui testi raccontano l’esplosiva situazione del Medioriente parlando di politica, di controllo delle masse, di rivoluzione, ma anche di amore e speranza in un paese che impedisce a giovani di credi diversi di sposarsi tra loro e dove l’amore omosessuale è ancora un grande tabù. Dopo il suo outing, Hamed Sinno, il leader del gruppo, è diventato un’icona generazionale per i due sessi.

Il progetto Mashrou’ Leila nasce nel 2008, nella facoltà di architettura dell’American University di Beirut, quando tre studenti, organizzano una jam session per sfogare lo stress dello studio e della difficile situazione politica. Alla chiamata rispondono in molti: quelli che rimarranno andranno a formare i Mashrou’ Leila e attualmente la formazione oltre al fondatore Haig Papazian vede Hamed Sinno alla voce, Hibrahim Badr al basso, Carl Gerges alla batteria e Firas Abou Fakher alla chitarra.
Per scansare la censura rifiutano i meccanismi delle major, nel 2011 esce El Hal Romancy, sei canzoni di lotta contro l’oppressione del governo libanese, e nel 2013 Raasuk, nato grazie al contributo dei fan tramite Zoompal, prima piattaforma di crowdfunding del mondo arabo.

L’appello lanciato dalla band è stato quello di chiedere, attraverso la musica, una diversa rappresentazione dello sviluppo culturale arabo, di ascoltare i bisogni delle persone.

Grazie a Twitter, poi, hanno spopolato con l’hashtag #occupyarabpop, forte presa di posizione contro la cultura pop stereotipata, raccogliendo in poche settimane 66.000 dollari.

Se il mondo arabo è in cerca di un’identità, non c’è dubbio che i Mashrou’ Leila gli stiano indicando la strada da seguire.

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