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Mashrou’ Leila ospiti a 'Quelli che il Calcio'

Il “fenomeno” Mashrou’ Leila conquista anche l’Italia: dopo i molti sold out in tutta Europa non ultimo quello per il concerto alla Royal Albert Hall di Londra del prossimo 15 novembre, il tour della band libanese ha riscosso anche nel nostro paese un enorme successo di critica e di pubblico.

A testimonianza di ciò domani 9 novembre i Mashrou’ Leila saranno ospiti da Nicola Savino su Rai Due a “Quelli che il Calcio” dove si esibiranno dal vivo.

E sempre domani alle ore 22.00 si concluderà il loro tour italiano al circolo Magnolia di Milano.

Il progetto Mashrou’ Leila nasce nel 2008, nella facoltà di architettura dell’American University di Beirut, quando tre studenti, organizzano una jam session per sfogare lo stress dello studio e della difficile situazione politica. Alla chiamata rispondono in molti: quelli che rimarranno andranno a formare i Mashrou’ Leila e attualmente la formazione oltre al fondatore Haig Papazian vede Hamed Sinno alla voce, Hibrahim Badr al basso, Carl Gerges alla batteria e Firas Abou Fakher alla chitarra.
Per scansare la censura rifiutano i meccanismi delle major, nel 2011 esce El Hal Romancy, sei canzoni di lotta contro l’oppressione del governo libanese, e nel 2013 Raasuk, nato grazie al contributo dei fan tramite Zoompal, prima piattaforma di crowdfunding del mondo arabo.

I 5 ragazzi libanesi con i l loro travolgente indie-rock, sono riusciti a creare negli ultimi anni un incredibile movimento giovanile trasversale che va dal Libano al Marocco, passando per Giordania, Palestina, Egitto, Tunisia e persino Israele. Fino a diventare la più famosa band indie-rock del Medioriente con più di duecentomila fan su Facebook, un singolo che ha superato il milione di visualizzazioni su YouTube, la copertina di Rolling Stone e un seguito di culto in tutto il mondo.

Il nome Mashrou’ Leila può essere tradotto con ‘progetto notturno’, da ricondurre alla tendenza del gruppo di lavorare sulla loro musica spesso durante tutta la notte.

“I Mashrou’ Leila sono la band libanese che sta cambiando la faccia della politica Araba”, così The Guardian descrive la band i cui testi raccontano l’esplosiva situazione del Medioriente parlando di politica, di controllo delle masse, di rivoluzione, ma anche di amore e speranza in un paese che impedisce a giovani di credi diversi di sposarsi tra loro e dove l’amore omosessuale è ancora un grande tabù. Dopo il suo outing, Hamed Sinno, il leader del gruppo, è diventato un’icona generazionale per i due sessi.

L’appello lanciato dalla band è stato quello di chiedere, attraverso la musica, una diversa rappresentazione dello sviluppo culturale arabo, di ascoltare i bisogni delle persone.

Grazie a Twitter, poi, hanno spopolato con l’hashtag #occupyarabpop, forte presa di posizione contro la cultura pop stereotipata, raccogliendo in poche settimane 66.000 dollari.

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