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Papa a Strasburgo
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Il Papa a Strasburgo: 'L'Europa torni a ideali iniziali'

Una visita nel cuore dell’Europa per portare a 500 milioni di cittadini “un messaggio di speranza e di incoraggiamento”. Cosi’ Papa Francesco ha spiegato la sua visita all’Europarlamento e al Consiglio d’Europa di Strasburgo, sottolineando che il suo invito alla speranza e’ “basato sulla fiducia che le difficolta’ possano diventare promotrici potenti di unita’, per vincere tutte le paure che l’Europa, insieme a tutto il mondo, sta attraversando”.

E il Papa non ha fatto sconti, parlando di “un’Europa nonna, non piu’ fertile e vivace”, per sottolineare che “i grandi ideali che hanno ispirato l’Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni”. “Nel corso degli ultimi anni, accanto al processo di allargamento dell’Unione Europea, e’ andata crescendo – ha denunciato – la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilita’ dei singoli popoli, se non addirittura dannose”.
Francesco vuole invece un’Europa fedele alla sua “anima buona”, cioe’ attenta ai piu’ deboli, compresi i bambini non nati, i giovani e gli anziani “scartati”, e davvero pluralista: “non si puo’ ne’ pensare ne’ costruire l’Europa senza assumere a fondo la sua realta’ multipolare”, ha detto al Consiglio d’Europa, richiamando poi anche il concetto di “trasversalita’” a partire “da un’esperienza personale: negli incontri con i politici di diversi Paesi d’Europa ho potuto notare che i politici giovani affrontano la realta’ da una prospettiva diversa rispetto ai loro colleghi piu’ adulti.

Forse dicono cose apparentemente simili ma l’approccio e’ diverso”.
Secondo il Papa, “questo si verifica nei giovani politici dei diversi partiti” e “tale dato empirico indica una realta’ dell’Europa odierna da cui non si puo’ prescindere nel cammino del consolidamento continentale e della sua proiezione futura: tenere conto di questa trasversalita’ che si riscontra in tutti i campi”. “Cio’ – ha chiarito – non si puo’ fare senza ricorrere al dialogo, anche inter-generazionale. Se volessimo definire oggi il continente, dovremmo parlare di un’Europa dialogante che fa si’ che la trasversalita’ di opinioni e di riflessioni sia al servizio dei popoli armonicamente uniti”.

Papa Francesco ha parlato in senso positivo dell’impegno europeo a favore dei “diritti individuali” nel suo discorso al Parlamento Europeo. Ma ha invitato a guardare sempre prima di tutto al “bene comune” e in proposito ha aggiunto un monito, con un inciso a braccio riferito forse alle pretese di gruppi e movimenti gay: “sono tentato di dire diritti individualistici”.

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