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Gucci Pre-Fall/Winter 2015
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Quale look al colloquio di lavoro? I consigli dell'esperta

Cercare lavoro a 35, 40 e 50 anni, dopo avere perso il precedente, dopo una maternità, dopo un periodo particolare della vita. Non è più una rarità. Anzi. Si tratta di una situazione ormai all’ordine del giorno. Complice la crisi che rende tutto ancora più difficile. Al netto delle capacità personali, quello che può avvantaggiare una persona adulta rispetto a un giovane è sicuramente l’esperienza, tuttavia la competizione si gioca, inutile negarlo, anche sull’aspetto. Ma, spiega l’esperta, non tanto sul fatto di essere ‘belli e giovani’, quanto in armonia e coerenti con se stessi. E questo lo si comunica in prima battuta proprio attraverso il nostro apparire. Sarah Cossu, image coach e presidente di Aici (Association of Image Consultants International) Italy Chapter, spiega all’Adnkronos alcune basiche regole che è bene tenere presente in generale sul luogo di lavoro, ma in particolare al primo colloquio.

Per la donna, “la regola è una gonna appena sopra ginocchio o longuette. La giacca non è necessariamente richiesta nella maggior parte dei contesti. Ma si deve avere la certezza che l’abbigliamento che sto utilizzando non deve risultare eccessivamente casual. I capelli danno un messaggio immediato, di cura della persona. In Italia l’attenzione al capello curato ha una certa importanza per fasce geografiche. In certi ambienti, come nel centro Italia e nel sud, c’è una forte attenzione al capello curato. Esso, evidenzia Cossu – deve essere curato quindi vitale e lucido, altrimenti comunica sciatteria e stanchezza della persona. Investire in un buono shampoo e in una buona crema non è secondario, perché la consistenza e la luminosità del capello comunicano tantissimo”.

Oltretutto le donne “combattono con la ricrescita e questa è uno dei primi aspetti da curare. Poi, capello lungo o corto non dipende tanto dall’età ma dalla forma del viso. Si possono trovare donne di 50 anni che portano egregiamente il capello lungo e ben curato. Quello corto non deve essere una scelta obbligata per una donna che supera i 50 e anche i 60. Il punto è avere un capello che sia sempre molto curato. La scelta della lunghezza e dei volumi dipende dal nostro viso. Un viso che comincia a perdere di tono, avrò più facile alleato in un taglio medio corto e lungo che affini sui lati il viso. L’importante è non cadere nell’eccesso dei colori. Ci sono stati trend che hanno proposto tinte forti come il mogano. Ma bisogna partire dal presupposto – sottolinea ancora l’esperta – che non tutti i colori stanno bene a tutti. Quindi, se anche un colore fa tendenza, sul nostro viso potrebbe essere un disastro. Quando si decide di cambiare il colore dei capelli si deve partire da una palette che vada bene per noi, altrimenti righe e occhiaie si vedono di più e si crea un ‘effetto artefatto’ che non sta bene a tutte. Il colore, come il vola o rosso acceso, se lo può permettere chi ha uno stile che lo regge. Il colore da solo non può e non deve comunicare uno stile che poi il resto della figura non comunica”.

Per quanto riguarda l’uomo, invece, l’image coach sottolinea che “per il primo approccio, anche se poi il clima aziendale fosse tendenzialmente rilassato, presentarsi in giacca e cravatta è sempre una buona cosa, non si sbaglia. Al di là della fantasia andrei sui grigi e blu a seconda dell’incarnato. Colori che bene o male non penalizzano nessuno. Più ci si sposta dagli standard più si rischia che quello che indossi possa non piacere a chi hai davanti. Quindi, il concetto è: giacca e cravatta quanto più neutro possibile, non insignificante”.
L’universo maschile dunque gioca su due aspetti: “una camicia di qualità e una giacca che cada a pennello soprattutto nella zona delle spalle. Le scarpe sono importanti. Verranno adocchiate certamente ad un certo punto. Le stringate solo la soluzione, mentre le multicolore le lasciamo ad un secondo momento”.

Agli accessori, a questo punto, è affidato il ruolo di esprimere più chiaramente la personalità: ” per la donna la scelta del bracciale o la borsa, sempre che non sia totalmente estranea all’outfit. Raccontare la propria personalità solo attraverso gli accessori che l’intervistatore attento noterà e quindi noterà che dietro a quell’outfit c’è una scelta ragionata e c’è una personalità”. “Anche l’uomo- conclude Cossu – può comunicare scegliendo un indumento di buona fattura. Meglio investire nei capi basici, per un uomo sono la giacca di buona fattura e la bella camicia con buon taglio e buon tessuto, consistente, un tessuto filoritorto, Oxford ma deve essere giusta”. (fonte Adnkronos)

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