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Giuseppe Vorro
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Giuseppe Vorro, l’intervista per il nuovo disco

‘Sono Qui’ è il primo singolo estratto dal nuovo disco ‘Timidi Occhi Neri Per Dolci Occhi Chiari’ del cantautore Giuseppe Vorro.

L’album comprende 10 brani e richiama il vissuto dei propri genitori attraverso il filtro dei ricordi e di ciò che si è diventati, nel bene e nel male, anche per l’educazione ricevuta, l’esempio avuto, lo stato delle cose in cui è stato necessario coesistere. Per la registrazione il cantautore si è avvalso della collaborazione di Lele Battista per i cori, le tastiere e l’orecchio produttivo. Altra collaborazione è la chitarra di contrappunto di Nino Maggioni già chitarrista dei Moody specializzati nella sincronizzazione di pubblicità anche importanti.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Giuseppe Vorro, che ci ha raccontato del nuovo disco e tante altre curiosità solo per Radio Web Italia.

Ciao Giuseppe e benvenuto su Radio Web Italia! Quando hai iniziato a muovere i primi passi verso questo mondo e come è avvenuto il tuo incontro con la musica?
Ho cominciato come chitarrista da adolescente suonando in coverband passando per diversi generi musicali dal rock, al pop e canzoni d’autore.
La musica mi ha conquistato fin da bambino per il fatto che mio padre suona la chitarra oltre ad altri strumenti a corda, e a volte mi portava con se’ quando suonava con altri suoi amici riunendosi in una casa inanellando le perle una ad una delle canzoni della tradizione napoletana.
Tra l’altro mio padre con suo zio proposero da giovani come autori una canzone al festival della canzone napoletana. Forse il titolo era Follia d’amore.

Adesso eccoci qui con il tuo nuovo disco ‘Timidi occhi neri per dolci occhi chiari’. Prima di tutto come nasce la scelta del titolo?
Il titolo rimanda agli occhi dei miei genitori e quindi alla loro relazione, alla loro vita vista attraverso il filtro dei miei ricordi di quando ero piccolo e poi via via crescendo.
Mi sono messo nei loro panni e nei loro occhi per guardare il mondo come lo vedevano loro quando erano giovani e avevano i sogni che forse ho io oggi

Parlando sempre del disco: c’ è un filo conduttore che lega le canzoni?
Tutto il disco, come dicevo, a volte in modo più diretto , altre meno, racconta il vissuto della relazione di mio padre e mia madre e come essi mi hanno influenzato, con la loro educazione, esempi di vita , reazione alle difficoltà incontrate.
E’ un soffermarsi sul passaggio da una generazione alla successiva. Sul confrontarsi sui sogni avuti e la concretezza di vita ricevuta.

C‘è un brano del disco a cui sei legato più di altri?
Se proprio devo scegliere senz’altro ho un affetto particolare per il brano Sono qui che è anche il singolo. Questo perchè ha avuto una scrittura abbastanza immediata e lineare ed effettivamente ha una luce particolare. Esprime un bisogno di positività e fiducia verso il futuro da prendere nelle proprie mani per plasmarlo.

Quali sono stati i momenti di maggior soddisfazione durante le sessioni di registrazione?
Senz’altro sono stati quei momenti in cui percepisci che si lavora tutti all’unisono per la migliore riuscita della registrazione. E questo l’ho avvertito durante le sedute di registrazioni con Matteo Sandri, al jungle sound di Milano, che ha fatto risaltare bene le chitarre nella loro brillantezza ed efficacia. Sandri tra l’altro appena dopo le mie registrazioni ha curato quelle dell’ultimo disco delle Vibrazioni.
Interessante è stato lavorare anche con Lorenzo Caperchi nei primi tre brani del disco. Tecnico che ha anche lavorato al banco con elementi dei Bluvertigo. Purtroppo il tempo a disposizione è stato poco.
Inoltre la scintilla è scoccata sopratutto con Lele Battista nel suo studio che ha curato gli ultimi tre brani del disco amalgamando con perizia le tastiere, le chitarre e le voci.

Come è nata la collaborazione con Lele Battista?
La collaborazione è nata per caso, come quasi tutte le cose credo.
Avevo già programmato le registrazioni del terzultimo brano Ora puoi in uno studio di Milano, quando all’ultimo momento si è creato un problema tecnico per cui mi hanno dirottato allo studio di Lele che prima non conoscevo. Era il 2011. Da li in poi ho finito il disco con lui perchè il feeling e la sintonia erano tali che sarebbe stato un peccato andare altrove. Un brano all’anno.

‘Sono qui’ è il titolo del primo singolo estratto dal nuovo album. Cosa vorresti che pensasse una persona ascoltando questa canzone?
Mi piacerebbe percepisse l’energia e il fatto che è un brano diretto e sincero. Si mette a nudo la propria fragilità per poi farla riscaldare dalla luce del sole e quindi della vita.

C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare nel prossimo disco?
Certamente. Si tratta di Alberto Radius che ho conosciuto quando ero molto giovane e che mi ha dato preziosi consigli. Ha ascoltato con pazienza parecchie mie canzoni dalle prime più ingenue a quelle più mature. Radius oltre a essere u grande chitarrista è anche un ottimo compositore e tecnico del suono. Certo non devo essere io a dirlo. Ma mi permetto. Speriamo possa accadere.

Come vedi il mercato musicale, oggi?
Oggi il mercato musicale è molto affollato ed è in grado di assorbire poco rispetto a tutto quanto proposto. Quindi la prospettiva per un emergente è ardua ed affermarsi è quasi un terno al lotto. Purtroppo la musica italiana poco riesce ad oltrepassare i confini del paese.
Gli americani e gli inglesi hanno il mondo che li sta ad ascoltare. Noi qui ci limitiamo al nostro cortile nazionale. Comunque sia bisogna essere fiduciosi e credere in quello che si fa. Se son rose…….

Ultima domanda prima di salutarci. Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
Sto preparando e programmando dei live in formato trio elettrico e forse anche acustico, da proporre ai club. Intanto vediamo se e come il mercato accoglie il mio disco.

Ringrazio Giuseppe Vorro per essere stato nostro ospite. Ti auguriamo un grande successo per il nuovo disco!

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