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Intervista ai Duperdu, secondi classificati al Festival Pub Italia 2015

I Duperdu sono Marta Marangoni (voce, flauto dolce) e Fabio Wolf (voce, pianoforte, chitarra, fisarmonica). Dal 2008 suonano insieme nelle più svariate occasioni.
Sono stati cosi’ battezzati dal grandissimo maestro Nanni Svampa dei GUFI per il quale si esibiscono come gruppo di supporto al “IL MIO CONCERTO PER BRASSENS”.

Abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata con i Duperdu, secondi classificati per la sezione band del Festival Pub Italia 2015.

Ciao Ragazzi e benvenuti su Radio Web Italia! Come e quando nasce il progetto Duperdu?

Un tempo ci chiamavamo Duo Perduto, giravamo per i locali e gli scantinati di tutta Milano con un repertorio di cover molto vasto: da Enzo Jannacci a Georges Brassens, da Marlene Dietrich a Carlos Gardel, dai Clash a Caterina Caselli.

Ci eravamo perduti: ci ha ritrovati nientepopodimeno che il grande, immenso, enorme maestro Nanni Svampa dei GUFI e ci ha ribattezzati: DUPERDU!

Noi ci siamo innamorati del nome e anche di Nanni e con lui abbiamo incominciato un percorso, culminato con il progetto “Georges Brassens”: ovvero abbiamo aperto i concerti del Maestro con un florilegio di canzoni del cantautore francese tradotte nelle lingue più disparate: tedesco, spagnolo, giapponese, russo, latino, greco, portoghese, etc. Grazie a questa idea, abbiamo avuto anche la possibilità di accedere e prendere spunto dall’archivio di Svampa – che, com’è noto, lavora da 40 anni sulle traduzioni di Brassens – una preziosa raccolta di registrazioni originali provenienti da tutto il mondo.

Come si è evoluto in questi anni?

Fin dai primi anni Novanta Fabio si dilettava con composizioni originali, buttate sulla carta e improvvisate al pianoforte un po’ per gioco. Solo in questi ultimi anni però si è dedicato con passione e metodo alla scrittura, creando brani ispirati ai nostri lavori teatrali, spesso ritagliati sulla vocalità di Marta. Spontaneamente, quindi, durante le serate live abbiamo cominciato anche ad eseguire i nostri pezzi, che prima non avevamo l’ardire di presentare in pubblico.

Inoltre Fabio Wolf nella vita è professore di italiano alle scuole medie e spesso deve spendersi come guida turistica fra i tesori di Milano. Per appassionare i suoi giovani studenti allo studio ha pensato di utilizzare l’aneddotica storica: antiche leggende e curiosità messe in canzone rimangono facilmente impresse e alleggeriscono l’apprendimento. Questo ciclo di canzoni l’abbiamo soprannominato infatti “epico-didattico”: il progetto CHIAMERÒLLA MILANO raccoglie per esempio la leggenda della fondazione di Milano da parte del mitico Belloveso, l’origine dello stemma Visconteo, il passaggio del Buffalo Bill’s Wild West Circus in città agli inizi del Novecento e altre figure storiche tra cui Plinio il Giovane e Plinio il Vecchio. Con la canzone SONG’ PLINIO abbiamo vinto il riconoscimento al Festival Pub Italia.

Un nome con il quale vi piacerebbe confrontarvi in futuro?

Siamo sempre stati affascinati e divertiti dalla musica dell’istrionico e irriverente Elio e le storie tese, anche perché si avvicina molto al nostro mito musicale che è Frank Zappa. Per moltissimi motivi: secondo noi Elio rappresenta un unicuum nel panorama musicale italiano, poiché riesce a coniugare una superba tecnica vocale e musicale con un messaggio sempre ironico e intelligente. Amiamo le sue provocazioni, anche teatrali.

Come avete vissuto l’esperienza del Festival Pub Italia di Messina?

È stata un’esperienza indimenticabile. Innanzitutto per noi del nord, abituati a ritmi produttivi a volte disumani, incontrare un gruppo di persone in grado di creare un’atmosfera così rilassata e al contempo impostare un meccanismo tanto organizzato, è stata una rivelazione!

Ma soprattutto siamo stati catapultati in un universo, fatto di persone meravigliose che hanno la nostra stessa idea della musica, ovvero che la musica è più importante di tutto il resto e in poco tempo si è instaurata un’ottima sintonia senza nessuna costruzione. Ci siamo trovati fianco a fianco con dei grandi musicisti a condividere momenti conviviali e familiari; questo ci ha mostrato la semplicità e la sincerità dei rapporti nel Festival che nasce soprattutto dalla passione e dall’intraprendenza di Franco Arcoraci, che insieme a Giusy Venuti, custodiscono e curano il segreto di questo strepitoso esperimento, il cui ingrediente fondamentale è il cuore.

Avete fondato MinimaTheatralia. Da quale idea nasce questo progetto?

Siamo dei teatranti impenitenti. Marta lavora in teatro in Italia e Germania dal 2001, principalmente come attrice, ma anche come drammaturga e regista. Ci siamo conosciuti perché la compagnia Filarmonica Clown cercava un pianista per uno spettacolo ispirato all’opera di Bertolt Brecht. Insieme al clown Piero Lenardon (conosciuto come attore ne Il capitale umano), Marta ha condotto i provini e fra i tanti abbiamo scelto proprio Fabio! Poi la nostra intesa artistica si è trasformata in matrimonio, ma questa è un’altra storia…

Dopo esperienze con diversi teatri milanesi, nel 2009 abbiamo fondato la nostra compagnia MinimaTheatralia che si occupa – oltre che di produzioni teatrali vere e proprie – di progetti di Teatro nel Sociale. Abbiamo lavorato con i rom alla casa della Carità di Milano, con gli anziani del quartiere Gratosoglio, con gli adolescenti delle scuole superiori.

L’idea risponde all’esigenza di cercare forme innovative per un Teatro Popolare e usa la musica come potente mezzo di aggregazione e comunicazione. In un mondo dove vige l’individualismo e il senso di comunità sta scomparendo, il teatro può essere una risposta per le nostre solitudini, così abbiamo voluto remare in controtendenza, costruendo possibilità di incontro fra attori professionisti e cittadini-attori e tuttora sono attivi laboratori teatrali in diversi quartieri di Milano (Niguarda, Barona, Gratosoglio, Comasina, San Siro).

Come valutate la situazione della scena musicale della vostra città e italiana in generale? Quali sono le realtà che trovate maggiormente interessanti in questi ambiti? Quali invece le problematiche principali?

La scena musicale milanese è dominata dal rap: da Fedex a Fabri Fibra. Questo genere non è musicalmente nelle nostre “corde”.
La musica leggera italiana dal nostro punto di vista è ancora legata a vecchi schemi soprattutto per quanto concerne i testi; i temi trattati sono molto limitati poiché riguardano soprattutto le dinamiche di coppia, trattate con scarsa originalità. Inoltre non apprezziamo particolarmente lo stile interpretativo ora in voga che tende a enfatizzare vocalizzi e virtuosismi e a penalizzare la naturalità dell’emissione canora.

Quindi possiamo affermare di essere molto affezionati ai modelli dei grandi maestri (Paolo Conte, Enzo Jannacci, Lucio Dalla, Edoardo Bennato, senza tralasciare la musica d’antan come Buscaglione, Carosone, Luttazzi, Kramer) e di confrontarci poco con i nostri contemporanei.

Per fortuna ci sono alcune eccezioni che vogliamo citare: Samuele Bersani, Simone Cristicchi, Raphael Gualazzi, Caparezza per quel che riguarda i testi; Elisa, Giorgia e Mika per quel che riguarda l’interpretazione.
A Milano possiamo godere di una scena musicale molto fervida, incentrata sui grandi musicisti jazz, mentre la musica leggera è dominata da imitazioni di Vinicio Capossela, a sua volta derivante da Paolo Conte, e di Jannacci, senza riuscire tuttavia a raggiungerne i livelli artistici e trovare una propria originalità.

Concludendo, i vostri prossimi impegni?

Siamo sempre graditi ospiti alla Scighera, il nostro locale di riferimento, dove abbiamo in programma diverse date. Inoltre a Milano partecipiamo a IT Festival il prossimo maggio, il festival delle compagnie teatrali indipendenti e siamo ospiti nella stagione di Campo Teatrale e del Nuovo Teatro di Cuasso. Marta infine sarà impegnata ad aprile nella CANTATRICE CALVA al Teatro Manzoni di Milano, in compagnia di un cast eccezionale fra cui Leonardo Manera e Max Pisu.

Ma soprattutto a brevissimo saremo negli studi di MC-Music per registrare il nostro singolo! Ve ne faremo avere presto notizia!!! Tutte le info su duperdu.org

Grazie ai Duperdu per essere stati nostri ospiti!

Grazie mille a Barbara per averci dato l’occasione di ripercorrere la nostra storia!

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