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Sleaford Mods: tre date a maggio per il feroce e geniale duo inglese

Il feroce e geniale duo inglese hip hop-punk-elettronico-lo-fi arriva in Italia per tre date a maggio per presentare l’ultimo album Divide And Exit. Un act crudo, coinvolgente e diretto dove la parola, la nuda onestà e la narrazione sono ancora un fattore decisivo.

02 MAGGIO 2015 – BOLOGNA – COVO
03 MAGGIO 2015 – MILANO – BIKO
04 MAGGIO 2015 – ROMA – INIT

La nostra società e la nostra vita quotidiana raccontate con sguardo feroce: senza filtri, e con un’ironia così tagliente da sconfinare spesso e volentieri in rabbioso, disperato sarcasmo.
Gli Sleaford Mods sono una cellula disturbata e disturbante, nell’ecosistema musicale odierno: in loro, lo spirito più corrosivo e strafottente del punk originale si sposa – in un modo tanto imprevedibile quanto “inevitabile” nel risultato finale – con la narratività del rap. Jason Williamson è una specie di The Streets molto più incattivito e beffardo (o se preferite, è l’erede perfetto e migliore del “poeta punk” John Cooper Clarke), mentre Andrew Fearn trova il modo di creare i perfetti abiti sonori per questo microcosmo testuale di cinismo, humour e corrosività: batterie elettroniche, schegge (post) punk, sintetizzatori lo-fi.

La popolarità dei due sta subendo un’improvvisa impennata: merito di un album, “Austerity Dogs” (2013), che improvvisamente è “sbucato” anche nel mainstream facendo accorgere molti di quanto gli Sleaford Mods siano perfetti, oggi, come cantastorie degli anni della crisi, della recessione, delle complessità. Un successo confermato anche dal successivo “Divide And Exit”, 2014, così come dai due EP sempre dello stesso anno usciti per la Invada (“Tiswas” e “Fizzy”). Non solo: i Prodigy li hanno fortemente voluti come ospiti nel loro ultimo album appena “The Day Is My Enemy” (con la traccia “Ibiza”) e lo stesso hanno fatto anche i Leftfield per l’lp in uscita a giugno 2015 che segna il loro ritorno sulle scene dopo una lunghissima pausa.

In realtà la storia degli Sleaford Mods è molto più lunga, e soprattutto sempre fieramente indipendente. Il primo album risale ancora al 2007 (l’omonimo “Sleaford Mods”), a cui poi ne sono seguiti altri quattro (con Simon Parfrement al posto di Fearn alle produzioni). La loro è una voce che arriva da lontano, dai bassifondi della Britannia più proletaria e meno “fashionista”, e che non ha mai avuto il minimo modo e la minima tentazione di ammorbidirsi, annacquarsi, addomesticarsi. Nessun compromesso, nemmeno ora che l’attenzione mediatica attorno a loro si è fatta non indifferente. Uno degli act più crudi, coinvolgenti e diretti si possano incontrare oggi lì dove la parola, la nuda onestà e la narrazione sono ancora un fattore decisivo.

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