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Al via il 14 maggio Spring Attitude, il Festival internazionale di musica elettronica e arti visive

Scrollatevi di dosso il torpore invernale e salutate il grigio dei mesi più freddi. Il 14, 15 e 16 maggio (il 17 closing party con Red Bull Music Academy) la primavera arriva a Roma con la sesta edizione di Spring Attitude, il festival internazionale di musica elettronica e cultura contemporanea della Capitale. Forte delle significative presenze dell’anno scorso, l’edizione 2015 punta a raddoppiare il traguardo del 2014. E lo fa sfoggiando numeri che parlano da sé: oltre 30 tra i migliori producer e dj provenienti da tutto il mondo, più di 40 ore di musica, migliaia di abbonamenti venduti, tantissime prenotazioni che arrivano dall’estero. Sbtrkt, Apparat e Siriusmodeselektor sono solo alcuni degli ospiti attesi, passando per John Talabot, Cut Hands, Glass Animals e arrivando a talenti nostrani come Populous, Clap!Clap! e Ninos Du Brasil.

Il Maxxi e La Pelanda & Factory (quest’ultima negli spazi dell’ex Mattatoio di Testaccio) per l’occasione diventeranno dei veri e propri dance floor insieme al consolidato Spazio Novecento, campione di eleganza e razionalità all’Eur, nella convinzione che ascoltare buona musica in uno scenario indimenticabile renda l’esperienza ancora più unica.
La musica elettronica più all’avanguardia entra così nelle silenziose sale museali e conquista spazi artistici suggestivi abitualmente preclusi, abbandonando scarne aree industriali e desolati padiglioni che spesso rappresentano le uniche scenografie di manifestazioni del genere.
Una scelta questa che, insieme alla qualità artistica del cast, avvicina il festival alle principali rassegne europee di musica elettronica, una su tutte il Sonar di Barcellona.
Spring Attitude è “primavera” non solo nel nome. Lo è nella scelta delle giornate, quelle di maggio, che regalano a Roma il suo aspetto migliore. Lo è nella scelta musicale, più solare di altri appuntamenti del settore e più fresca nei nomi degli artisti selezionati.
La voglia di respirare il caldo e la luce dolce della città è anche nella decisione non scontata di allargare gli appuntamenti all’orario pomeridiano. Cosa che ha permesso, già dallo scorso anno, di far conoscere la manifestazione a un pubblico più adulto, fatto anche di famiglie, qualcosa che abitualmente non si vede nei festival di musica elettronica.
Spring Attitude non è solo musica. Come la primavera è la stagione del risveglio che riattiva tutti i nostri sensi, così il festival non si accontenta di stimolarne solo uno: la manifestazione è un’esperienza culturale a 360° con allestimenti tecnologici e suggestivi, interazioni tra suoni e profumi, live performance spettacolari. Il progetto SPRING + ON a cura di Caterina Tomeo, offrirà un insieme eterogeneo di produzioni incentrate sulla performance audiovisiva e sull’esperienza percettiva di suoni, luci e spazio. Saranno tre rinomati artisti visivi, il tedesco Robert Henke e l’olandese Edwin van der Heide, insieme ai romani Quite Ensemble, a caratterizzare con le loro esibizioni la serata di apertura del Festival al museo Maxxi, tre set progettati per sfidare le frontiere della percezione sensoriale.

IL PROGRAMMA

Si parte giovedì 14 maggio al Maxxi con John Talabot: la magia vera della club culture, l’house cosmica e infinita, realizzata da un’artista che è riuscito a tenere nascosto il suo volto per anni. Lo stesso giorno in scena Cut Hands, il “grande vecchio” dell’underground più misterioso; e Dean Blunt, eroe oscuro della sperimentazione più tagliente, sotto contratto con la storica Rough Trade. Non manca una delle più promettenti bandiere italiane: Yakamoto Kotzuga, all’anagrafe Giacomo Mazzucato. Passato recentemente per Fabrica, la fondazione-fucina creativa dei Benetton, Mazzucato è uno dei talenti più puri emersi recentemente nella nuova scena elettronica del Bel Paese.

Il 15 maggio sarà un venerdì da cerchiare in rosso sul calendario: a La Pelanda & Factory arriva Sbtrkt, colui che senza dubbio ha inciso di più sulla scena elettronica degli ultimi dieci anni, con all’attivo remix per M.I.A., Radiohead, Underworld, Mark Ronson e il lancio di un nome come Jessie Ware.
Con lui Clap! Clap!, alias Cristiano Crisci, l’artista elettronico italiano in questo momento più in ascesa all’estero, chiamato a esibirsi a Londra ai prestigiosi Worldwide Awards di Gilles Peterson. Sempre rimanendo nei confini nazionali, ecco che venerdì va in scena anche il salentino Populous che con la recente release di “Night Safari” si è guadagnato una lunghissima serie di recensioni entusiastiche. Giovanissimo, ancora poco conosciuto, nei primi anni 2000 fa scalpore per il contratto siglato con la Morr Music. Il musicista salentino conquista la label internazionale semplicemente mandando un demo in Germania.
Ancora, venerdì è la volta della musica cristallina del britannico Ambassadeurs; dell’americano Romare e dei giovanissimi Glass Animals, band di Oxford pronta a giocare un ruolo di primo piano nel campo del pop più evoluto e anticonvenzionale. C’è Redinho, uno per cui stravedono Mark Ronson e Jessie Ware; e Shigeto, una musica a cui abbandonarsi e di cui nutrirsi come una giornata di sole.
Ultimo, ma con certo per importanza, Dj Khalab e un’Africa come non l’avete mai sentita. Abbraccia in un colpo solo tutte le derive possibili dei dancefloor contemporanei ma lo fa con un’energia ancestrale e primitiva, rendendo la primavera improvvisamente infuocata.

Lorenzo Nada, ovvero Godblesscomputers, è uno dei migliori talenti emergenti dell’elettronica italiana ed è con un nome di peso come il suo che inizia il sabato pomeriggio di Spring Attitude a La Pelanda & Factory (16 maggio dalle 14 alle 21). Lorenzo mastica funk e soul, conosce le minime sfumature dell’elettronica e le massime decostruzioni del beat. L’album del 2014, “Veleno”, è stato uno dei dischi rivelazione dell’anno. La sua carriera ha avuto una svolta positiva da quando è tornato in Italia, dopo che si era trasferito a Berlino in cerca di maggiore fortuna. Con lui anche il carnevale cibernetico e velenosotra techno, Brasile e follia di Ninos Du Brasil, devastante creatura di Nico Vascellari, performer a 360° attivo nel mondo dell’arte e capace di stregare label come la DFA di James Murphy e LCD Soundsystem. A salutare l’ultimo giorno a La Pelanda & Factory anche gli inglesi Scratch Perverts, dal 1996 leggenda assoluta di turntablism; La Batteria con il loro mondo di colonne sonore cinematografiche italiane venate di funk e visionarietà ed ancora il talento nostrano di Sine One e quello sempre tricolore di Fabrice, alias Fabrizio Esu.

Sabato sera d’eccezione il 16 maggio a Spazio Novecento dalle 22 alle 6: l’aspettativa è altissima per l’anteprima mondiale di Siriusmodeselektor, l’inedita collaborazione fra i Modeselektor, trionfatori su tutto ciò che è techno e house – amati persino da Thom Yorke e i suoi Radiohead – e il “best kept secret” della scena elettronica tedesca Siriusmo. Così come l’attesa è tanta per Apparat, sempre per restare di casa a Berlino. La sua popolarità ormai travalica i territori della club culture ed è arrivata anche nel cinema, se pensiamo che il regista Mario Martone lo ha voluto come autore della colonna sonora de “Il giovane favoloso”, per la quale il musicista ha vinto il premio Piero Piccioni alla 71esima mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Ancora, a Spazio Novecento saranno di casa i Portico (scoperti dalla Real World di Peter Gabriel) col loro jazz contaminato dall’elettronica; Youarehere, con il loro battito digitale ossessivo; e l’hip hop “progressista” dell’americano Baths, storico portacolori della label Anticon. Andrà in scena Doldrums, uno splendido incrocio tra gli stati più euforici dell’elettronica da club e cavernose linee di basso; e Drink to me, semplicemente una delle realtà più interessanti della nuova musica italiana.
Chiude la line up Omosumo, una creatura sicula e mutante fatta di acid house e Led Zeppelin, di kraut rock e qawwali pakistano; e l’affascinante Kelela: bella, giovane, in perfetto bilico tra piglio urban sensuale ed eleganza misteriosa, nel cui background convivono gli universi del jazz con l’indie e perfino con il metal.

Domenica 17 maggio gran finale con il closing party presentato da Red Bull Music Academy. Dalle 18,00, a La Pelanda & Factory si esibiranno tra gli altri Clark e Indian Wells. Il primo, inglese, è atteso con un live stratosferico per la sua competenza tecnica e la sensibilità armonica. Il secondo, italiano, si muove in un territorio digitale mutevole ed emozionante, sospeso tra tentazioni dancefloor e profondità downtempo.

Direttore artistico di Spring Attitude è Andrea Esu. Il festival è una produzione Esperanza Srl, società che ha origine dalla fusione dell’esperienza dell’Akab (storico club di Testaccio)e il party L-Ektrica, che proprio nel noto locale di Testaccio ha mosso i primi passi tredici anni fa.

Spring Attitude è realizzato con il patrocinio della Presidenza dell’Assemblea Capitolina, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo, l’Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità; in collaborazione con l’Ambasciata Britannica, l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, British Council, Goethe Institut, con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma, la sponsorizzazione di Red Bull Music Academy e Desperados.
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