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Promotion Falcone & Borsellino 2014-2015
Promotion Falcone & Borsellino 2014-2015

L’italianità al Collège d’Europe nella Promotion Falcone e Borsellino. Il Presidente Mattarella agli studenti: il Paese conta su di voi

Bruxelles, 18 maggio 2015. «L’esempio dei due magistrati siciliani, il loro impegno per la giustizia e a difesa dei valori su cui si fonda la nostra Repubblica e le vostre parole mi sono di grande incoraggiamento nel momento in cui inizio ad affrontare impegnative responsabilità nei confronti del Paese, in una fase particolarmente delicata per il futuro di tutti gli italiani. Mi conforta sapere che l’Italia può contare sulla dinamica forza dei suoi giovani». Sono le parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indirizzato agli studenti italiani del Collège d’Europe di Bruges, in una lettera dello scorso 7 aprile, alla conclusione della Promotion (così si chiama l’anno accademico) 2014-2015 dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e a pochi giorni dal 23° anniversario della strage di Capaci.

Tutto era cominciato il 20 giugno scorso, quando le parole del rettore del Collegio, il prof. Joerg Monar, riecheggiano nella cattedrale della città fiamminga, dove si sta svolgendo la cerimonia conclusiva dell’anno accademico.
«Le idee guida per la scelta della Promotion per il prossimo anno sono di onorare due magistrati che hanno dedicato la loro carriera e la loro vita a sostenere il ruolo della legge, l’autorità dello Stato e la sicurezza dei cittadini – fino all’ultimo sacrificio, quello delle loro vite», esordisce il Rettore.
«Questi due uomini venivano da diversi contesti, ma hanno unito le loro forze, prima in una reciproca stima e poi in un’amicizia, divenendo i simboli mondiali della lotta contro le forze più oscure del crimine e della corruzione politica che minacciavano il tessuto sociale e la credibilità delle autorità pubbliche. Hanno mostrato come l’alto senso di dedizione alla cosa pubblica, alla difesa della società e dello Stato contro le forze più ostili, in grado di minacciarli in ogni momento, possa essere trovato in ognuno dei Paesi europei.
I prossimi patroni saranno i magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone – entrambi uccisi nell’esercizio del proprio dovere, nel 1992».

Non sono presente ma Lluis, un mio studente spagnolo del corso intermedio di italiano me ne informa, emozionato, con un post su facebook, ringraziandomi di avergli fatto conoscere – attraverso la visione del film tv “Borsellino” – la vita e il lavoro dei due eroici giudici antimafia.

Cominciava così – nelle due sedi del Collège, fondato nel 1949 con l’intento di formare la futura classe dirigente europea – la Promotion Falcone e Borsellino 2014-2015. 313 studenti, quest’anno, a Bruges, in Belgio, 51 nazionalità, 26 italiani. 127 studenti, 34 nazionalità, 5 italiani nella sede di Natolin (Varsavia), in Polonia.

Dal primo febbraio 2014, poi, con un memorandum di intesa firmato dal rettore Monar e dall’allora direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, Federiga Bindi – e portato avanti oggi dalla lungimiranza del direttore Paolo Grossi – al Collegio è arrivata la lingua italiana. Lo scorso anno quasi 50 studenti, quest’anno 40, hanno preso parte ai corsi di italiano divisi su due livelli, base e intermedio, mentre agli studenti di livello avanzato è stato offerto un seminario di italiano giuridico e politico, che potrebbe portare alla realizzazione di un vero e proprio corso, opportunamente collocato in un contesto come quello del Collège. «Un ponte linguistico», questo «tra l’Istituto di Cultura e il Collegio, che stiamo realizzando – non senza sforzi», spiega il prof. Grossi, «e che ben si inserisce nella nostra missione di promozione dell’italiano e nella consapevolezza dell’importanza di condurre la nostra lingua nel cuore del centro di formazione dei futuri funzionari europei».

«In questa Promotion, ispirati di certo dal messaggio dei due straordinari patrons, stimolati dalla presidenza italiana dell’UE, avvantaggiati dall’unità del nostro gruppo, siamo riusciti a portare l’italianità al Collegio», afferma Carlo Biz, uno dei rappresentanti accademici degli studenti, che sta frequentando il master in Studi giuridici europei. «Abbiamo creato un’associazione oramai riconosciuta all’interno del Collège, l’Italian Society, nel cui contesto abbiamo organizzato numerosi eventi, che hanno visto l’entusiasta partecipazione dei nostri colleghi stranieri. L’obiettivo è quello di raccogliere nell’associazione tutte le Promotion passate e quelle a venire, creando un collegamento concreto e fattivo tra Bruges, Bruxelles e Roma, Collegio, Istituzioni europee – dove è destinata la maggior parte dei diplomati – e Italia».
Un’Italia, prosegue Carlo, di certo vista attraverso inevitabili stereotipi, ma generalmente amata, voluta, desiderata.

«Come la sua lingua, del resto», conferma Andrea Saviolo, anch’egli rappresentante accademico ma nel dipartimento del suo master, Relazioni internazionali e diplomatiche dell’UE. «Grazie ai corsi di italiano sostenuti e organizzati dall’IIC di Bruxelles, gli studenti stranieri si sono avvicinati con molta più facilità alla nostra cultura. Nel corso dell’anno accademico ovunque e in numerose occasioni si è parlato italiano».Un fatto non privo di rilievo se si considera che le uniche due lingue curricolari, al Collège – nelle quali si svolgono i quattro master previsti, i due di Carlo e Andrea più Studi economici europei e Studi politici e amministrativi europei – sono l’inglese e il francese.

A livello personale «l’esperienza di studio è stata unica», puntualizza Carlo, «un metodo completamente diverso da quello universitario italiano visto che qui si studia in due lingue, per noi straniere. E un’alta dose di interattività con luminari del diritto dell’Unione europea, che tengono i corsi. Il tutto con effetto immediato sul mondo del lavoro: a settembre si aprono per me le porte di uno stage in uno studio di avvocati a Bruxelles».

Per chi, come Andrea, viene da una laurea in Scienze internazionali e diplomatiche e da un percorso lavorativo avviato, la decisione di ritornare allo studio è dipesa proprio dal «valore aggiunto del Collège. Oltre ai corsi con grosse personalità europee, ci è stata offerta la possibilità di partecipare a numerosi seminari e workshop sulle tematiche tra le più varie – dalla politica di vicinato alla sicurezza, dal commercio all’ambiente, dall’energia alle relazioni transatlantiche – che hanno coniugato la teoria con l’esperienza pratica. Un’autentica sfida dal punto di vista accademico: non solo l’esame finale con la relativa tesi ma la stesura di papers durante il percorso e la preparazione di presentazioni. E poi l’esperienza di vita comune. Gli studenti vivono insieme, si confrontano tutti i giorni per un anno. Si impara dai professori ma si apprende tanto anche dai colleghi, in una forma di insegnamento verticale e orizzontale».

Questo è il Collège d’Europe: una panoramica, da una prospettiva privilegiata, sull’insieme delle Istituzioni e dei meccanismi politici ed economici europei.
Per Andrea il futuro immediato è l’inserimento nel Bluebook della Commissione con l’obiettivo di ottenere uno stage. Ma tornerà con Carlo a Bruges a settembre per presentare l’Italian Society ai nuovi arrivati. Perché il legame con il Collège non conosce barriere, né temporali né geografiche. E’ per sempre.

Quest’anno, poi, con le personalità di Falcone e Borsellino che, come patrons, hanno dato lustro all’Italia, tale legame è diventato più saldo e consolidato. La settimana nazionale italiana – dal 15 al 18 giugno prossimi – che chiude, come da tradizione, la Promotion, ne sarà il suggello. Come le parole del presidente Mattarella, a conferma del ruolo dell’Italia, soprattutto quella dei più giovani, nella costruzione dell’Europa di oggi e di domani.

«Dalle vostre righe traspaiono chiaramente il coraggio e la determinazione necessari per evitare gli errori del passato», conclude il Capo dello Stato nella sua lettera ai 26 studenti italiani di Bruges, «respingere pericolose derive centrifughe e gretti nazionalismi, nonché guardare al futuro con rinnovata fiducia. Sono certo che le vostre energie consentiranno di superare gli ostacoli e le difficoltà che inevitabilmente si frappongono sulla via dell’Unità Politica Europea».

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