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Il gruppo dei Fucina 28 presenta su Radio Web Italia il nuovo disco

‘La pace dei sensi – il nulla’ è il secondo album della band dei Fucina 28; un disco sudato e che fa sudare, registrato in presa diretta al Funambulo Studio di Andrea Salvadori a Lari (Pisa), a cui è stata affidata la direzione artistica, la produzione e il mixaggio.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il gruppo dei Fucina 28composto da Pietro Giamattei (voce e chitarra), Andrea Marra (chitarra elettrica), Ornella Varvaro (basso) e Riccardo Di Paola (batteria) – per saperne di più sul nuovo disco e sui prossimi concerti.

Ciao ragazzi! Benvenuti sulle pagine di Radio Web Italia. Innanzitutto, come nasce il progetto Fucina 28?
Il progetto Fucina 28 nasce nell’inverno del 2011 in un contesto di cene tra amici durante le quali il cantante e frontman del gruppo, Pietro Giamattei, fa ascoltare i brani composti negli anni precedenti.

Da qui nasce la voglia di riunirsi e cominciare a provare per poter suonare questi pezzi dinanzi ad un pubblico. Nel corso del 2012 quest’entusiasmo porta la band a registrare il primo disco “E’ arrivato il tempo” che esce ufficialmente il 28 dicembre 2012. La critica è molto attenta a questo primo lavoro della band e ad un anno circa di distanza, il 4 dicembre 2013, spunta un articolo su “La Repubblica” che afferma: “Con i Fucina 28 ora è il tempo del suono sporco”. L’estate 2013 vede i Fucina 28 impegnati in una tournèe estiva che parte dalla Toscana, tocca la Campania e sbarca in Sicilia. Durante quest’esperienza, incredibilmente formativa, vengono raccolti anche fondi attraverso la piattaforma di MusicRaiser, che permettono l’inizio del secondo lavoro della band.

‘La pace dei sensi – Il nulla’, è il vostro secondo lavoro discografico. C’è un filo conduttore che lega le otto canzoni?
Il lavoro, come dice il titolo è incentrato sulla ricerca dell’agognata “pace dei sensi”. Con “pace dei sensi” intendiamo la condizione di pace interiore, quella situazione idilliaca, nella quale si è proiettati lontano dai problemi e dalle frenesie quotidiane. Nei brani si manifesta un’ inquietudine causata dal disagio sociale e “umano” ormai diffuso ai nostri giorni. In “Riflessioni dei trent’anni” viene messo in evidenza come sia difficile oggi inseguire i propri sogni, crederci, nonostante siamo continuamente immersi in un mondo schiavo del consumismo che inesorabilmente “spegne” le passioni riportandoci alla dura realtà quotidiana, per fronteggiare la quale, molti si vedono costretti ad abbandonarle… molti ma non tutti. Che significa “vivere”? Che senso ha svegliarsi al mattino solo per lavorare? Siamo un esercito di schiavi del sistema o vogliamo lasciare un segno? Bisogna lavorare per “vivere”, fare sacrifici per raggiungere i propri sogni, puntare “alle stelle” e non il contrario, essere succubi di una realtà che senza un po’ di “colori” diventerebbe insostenibile. Lo stesso filo conduttore ci porta a “La pace dei sensi” e “Terrore”, brano incentrato sulla denuncia sociale e che richiama alla mente un noto fatto di cronaca. Ne “Il Paese di Pinocchio” si respira la calma riflessiva: “c’è chi lo sa fare e chi non sa scappare…chi sa dimenticare per non tornare mai” e in un certo senso siamo “scappati” per rincorrere i nostri sogni, per seguire “le stelle” come se non ci fosse domani. “Verdemare” è il “racconto” di come questa rincorsa può essere travagliata… un attimo prima si è “su” si “vede il mare”, per poi, l’attimo seguente, ricadere “giù”. E’ difficile spingersi verso l’ignoto, modificare la realtà e se stessi per raggiungere nuove mete, è più facile restare chiusi in casa ad aspettare che tutto accada… Delle volte, nelle situazioni difficili, bisogna prendere anche delle scelte, decidere di cambiare e andare avanti, anche se ciò può portare ad “una guerra con Te stesso”. Il “motore” della vita è sicuramente l’amore… se le passioni sono i colori “primari” del dipinto della vita, l’amore è quella tonalità che rende il semplice quadro un capolavoro, il gradiente che rende una cosa “normale” meravigliosa… “Amore Blu” è questo. In quest’album troviamo anche un remake de l’ “Incostanza”, una versione acustica di uno dei brani più significativi del primo album “E’ arrivato il tempo” in cui si materializza l’acerba delusione di due persone che allontanandosi stanno diventando sconosciute l’una per l’altra e non si accontentano della metà di qualcosa di più importante.

La pace dei sensi – Il nulla: perchè questo titolo?
Abbiamo scelto il titolo dell’album quasi subito dopo l’uscita del primo , abbiamo suonato, provato e girato tanto prima di iniziare a registrare questo secondo disco, e grazie a tutte le avventure e le esperienze che abbiamo passato insieme ci siamo resi conto che la pace dei sensi in realtà è “il Nulla”, può esser tutto e può esser niente, e noi in questo viaggio “il nulla che ci resta lo abbiamo preferito a voi”, in riferimento all’omonima traccia #3 “La pace dei sensi” contenuta nel disco.

Come mai avete scelto questa immagine come copertina del disco?
L’immagine rispecchia il titolo del lavoro, è lo specchio del raggiungimento di questa pace interiore così difficile da raggiungere in un mondo caotico, una realtà difficile che spesso non ci consente neanche di capire che questa pace esista.

Dall’incontro con Andrea Salvadori nasce questo disco. Come è nata la collaborazione?
La collaborazione con Andrea Salvadori è nata dal suo incontro del tutto casuale con Pietro. Nel corso dell’inverno si è avviato un importante lavoro di pre-produzione che poi ci ha portati nel Funambolo Studio a registrare i brani selezionati e curati nei mesi precedenti.

Quali sono stati i momenti di maggior soddisfazione durante le sessioni di registrazione?
Sicuramente la cosa più soddisfacente è stato registrare tutti i brani “in presa diretta”. E’ stata un po’ una sfida misurarci con questo metodo di registrazione, suonare tutti insieme, condividere le emozioni e purtroppo anche gli errori..è un po’ come tornare agli anni ’70. Eravamo noi a suonare, con il nostro sound, senza artifici digitali, guardandoci negli occhi e non guardando lo schermo di un computer su cui scorrono tracce registrate in precedenza. E’ un’esperienza unica.

Cosa ne pensate della scena musicale attuale? Cosa salvereste e cosa cambiereste?
La scena musicale attuale è tanto interessante quanto ambigua in certe occasioni, è ricca di band talentuose con idee originali e dei grandi potenziali che però a volte tendono a perdersi col passare di pochi anni, come se non riuscissero a lasciare nessun messaggio, siamo in un periodo di continua ricerca ed evoluzione musicale ma la maggior parte della gente rimane legata alle grandi band del passato, ancora attive e non. Magari è proprio questo che cambieremmo, il messaggio da lanciare piuttosto che il modo di farlo, proprio come nel nostro disco, in cui oltre a mescolare amore e sociale come in “Amore Blu”, in più di un brano si possono scorgere denunce che possono sembrare scontate ma che in realtà vanno sempre ricordate.

Quando potremo ascoltare dal vivo le canzoni de ‘La pace dei sensi – Il nulla’?
L’appuntamento è per il 21 maggio 2015 all’ex cinema Lumiere di Pisa, unica data che sarà suonata in elettrico prima dell’estate.

Ringrazio i Fucina 28 per essere stati nostri ospiti e vi aspettiamo con le prossime novità su Radio Web Italia!

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