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Noa, la voce della pace al Festival Acque Dotte

Noa è la ‘voce della Pace’: con le sue canzoni l’artista israeliana unisce idealmente le genti di diversa cultura, religione, estrazione sociale. E’ lei l’artista-manifesto della prima edizione del festival Acque Dotte, che si svolge fra Cremona e Salò seguendo il flusso d’acqua che collega il lago di Garda e il fiume Po. Lunedì 10 agosto nel cortile di palazzo Trecchi a Cremona (ore 21.30) Noa propone il concerto intitolato Vie d’acqua, un autentico inno di libertà per tutti i popoli che abitano il bacino del Mediterraneo. Tra l’altro la cantante torna in scena insieme al grande chitarrista Gil Dor (suo connazionale) per celebrare il 25esimo del loro sodalizio artistico. Il duo sul palco è accompagnato dal Solis String Quartet, quartetto d’archi d’origine napoletana che, per la prima volta, ha l’occasione di esibirsi nella capitale mondiale dei violini e della liuteria (Cremona, appunto): il gruppo è formato da Vincenzo Di Donna (violino), Luigi De Maio(violino), Gerardo Morrone (viola) e Antonio Di Francia (violoncello).

IL CONCERTO. Noa è un’artista profondamente impegnata nell’utilizzo della musica come strumento di riavvicinamento tra popoli in conflitto. Nata a Tel Aviv da una famiglia di ebrei yemeniti, ha elaborato uno stile interpretativo che attinge a tutti i sapori e colori musicali del Mediterraneo, facendo salpare sulle onde del mare il suo pacifico ma incessante messaggio di pace. In questo progetto l’arte di Noa si fonde con la maestria e la visione degli archi del Solis String Quartet attraverso una raffinata e originale rilettura, da un lato, di canzoni della tradizione napoletana e, dall’altro, di brani autografi firmati dalla cantante israeliana a quattro mani con Gil Dor. Durante il concerto il pubblico avrà così modo di ascoltare classici della musica partenopea comeEra de Maggio, Torna a Surriento, Io te vurria vasà e Tammurriata nera insieme ad alcuni dei pezzi che hanno reso celebre Noa tra cui Look at moon, Mishaela, Uri e Child of man. Sullo sfondo, ovviamente, c’è il Mediterraneo, luogo privilegiato di incontro fra popoli e culture: un mare di musica e di sogni, un mare di lacrime e speranze, un concerto di forti emozioni che lascia spazio a tutte le passioni.

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