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Joe Satriani in concerto all’Obihall di Firenze

Ci saranno pietre miliari come Surfing with the alien, The extremis,Flying in a blue dream e Not of this earth. Ma soprattutto ci saranno i brani del nuovo album “Shockwave Supernova” nel tour che riporta Joe Satriani all’Obihall di Firenze, martedì 6 ottobre a poco più di un anno dall’ultimo, tiratissimo, concerto toscano.

Origini italiane, tecnica debordante e carriera ai massimi livelli, Joe “Satch” Satriani appartiene alla ristretta cerchia dei Guitar Hero. Quelli in carne e ossa però, che sanno far urlare, piangere ed esplodere la sei corde.
Al suo fianco troviamo la rodata line up che prende in prestito la sezione ritmica degli Aristocrats – Marco Minnemann alla batteria e Bryan Beller al basso – oltre a Mike Keneally alle tastiere e alla seconda chitarra. La stessa formazione che Satriani ha riunito negli studi Skywalker Sound di Lucas Valley, in California, dove “Shockwave Supernova” ha preso forma.

Uscito a fine luglio, l’album propone 15 tracce, tutte strumentali, prodotte dallo stesso Satch con l’ingegnere del suono John Cuniberti: collaborazione che rimanda allo strepitoso album di debutto, “Not Of This Earth”, e al seguente “Surfing with the Alien”, amatissimi dal pubblico.

“Shockwave Supernova” è stato definito dalla critica “un disco più cerebrale rispetto ai precedenti lavori”. Del resto, durante la fase finale del precedente “Unstoppable Momentum”, Satriani aveva avuto una sorta di rivelazione: “Suonare la chitarra con i denti e cose così… Ho pensato, perché faccio questo?’ E’ come se qualcos’altro, o qualcun altro, mi stesse guidando…”.
Considerazioni da cui è nato l’alter-ego “Shockwave Supernova”, versione estroversa e bizzarra di questo timido e riservato musicista.
Il titolo rimanda a scenari stellari, a conferma della nota passione di Satriani per la fantascienza.

Passione che presto si concretizzerà in una serie animata – “Crystal Planet”, dal nome del suo settimo album, pubblicato nel 1998 – ideata a quattro mani con il chitarrista Ned Evett: “Il vero Crystal Planet è proprio la nostra terra – spiega Satch – vista tra miliardi di anni. L’eroe della serie utilizza la musica generata da una chitarra elettrica per viaggiare nel tempo, mentre gli altri personaggi lottano per preservare il futuro ed il passato del genere umano”.
Da non perdere l’opening act del blues-singer americano Markus James, con il suo sound aperto ad influenze etno, in particolare del Centro-Africa.

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