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#phonoman, un fumetto interattivo a difesa dell’arte – Intervista a Emanuel Pompili e Iriana Mangoni

Lui è un cantante, pittore, disegnatore che da oltre vent’anni stupisce il pubblico di Latina e provincia (ma non solo quello) con le sue spiazzanti performance artistiche. Lei invece è una giovanissima disegnatrice e pittrice, classe 1995, ma può già vantare uno stile definito e numerose partecipazioni a mostre collettive. Stiamo parlando degli artisti terracinesi Emanuel Pompili e Iriana Mangoni, ideatori del fumetto #phonoman, un personaggio di fantasia nato dall’incrocio tra un phon e un uomo. In questi giorni lo stanno presentando al pubblico attraverso la rivista bimestrale Umbrella Cowboy Magazine, di cui sono curatori, nonché membri dell’omonimo collettivo, e con mostre itineranti e interattive. Il 23 e il 24 ottobre, infatti, saranno nuovamente a Terracina, alla Galleria ALIMENTART di Alessandra Romagna, per far conoscere il loro fumetto e per coinvolgere il pubblico nella sua rappresentazione: ci sarà infatti un angolo interattivo, con fogli e pennarelli, dove ognuno potrà realizzare sul posto il proprio Phonoman ed esporlo. Abbiamo chiesto a Emanuel e Iriana di raccontarci qualcosa di più sul loro personaggio.
Come nasce Phonoman?
Iriana: All’inizio è nato per gioco, parlando con Emanuel della mia passione per i phon e del loro tipico suono, detto rumore bianco, che da sempre mi rilassa. Emanuel, scherzando, mi fece un primo schizzo di Phonoman, e così decidemmo di creare un cartone animato. In seguito scegliemmo di trasformarlo in fumetto e farlo conoscere pubblicandolo su Umbrella Cowboy, la nostra rivista.
Emanuel: Phonoman è accompagnato dalla sua amica Pink Lilith che nacque quando andammo ad un contest metal-punk-rock underground, dove ci ispirò una canzone che ascoltammo.
Che ruolo ha Phonoman nella contemporaneità?
Iriana: Phonoman e Pink Lilith sono personaggi sicuramente positivi. Nella storia hanno lo scopo di salvare le opere d’arte da diversi antagonisti che appariranno col tempo.
Per quale motivo avete scelto l’interattività per questo progetto?
Emanuel: Questa è la nostra terza mostra interattiva, uno degli scopi del gruppo Umbrella Cowboy è proprio quello di far partecipare i visitatori, di renderli protagonisti delle nostre mostre e al contempo avvicinarli al mondo dell’arte.
Di cosa si occupa la rivista Umbrella Cowboy Magazine, di cui siete curatori, e dove viene distribuita?
Iriana: La rivista nasce con l’intento di diffondere sentimenti di pace, amore, arte e cultura. Teniamo a promuovere i diritti di tutti gli esseri viventi vicini e lontani senza distinzione, infatti parte del contributo viene devoluto ad associazioni di volontariato.
Emanuel: Al momento si può trovare presso le nostre mostre e durante le presentazioni. Siccome si tratta di una rivista nuova, preferiamo proporla personalmente ai lettori: crediamo fortemente nel dialogo e nel contatto umano.

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