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The Aristocrats: i tres caballeros della fusion-rock al Puccini di Firenze

“Uno dei dischi più strabilianti degli ultimi anni…” (Metallized). “Un grande gruppo che ha infilato uno dietro l’altro 3 splendidi lavori…” (GuitarList). “Una bellissima realtà…” (Music Off).

Le buone parole si sprecano quando in campo scendono The Aristocrats, trio delle meraviglie che allinea virtuosi del proprio strumento come il chitarrista britannico Guthrie Govan (da tempo al fianco di Steven Wilson), il batterista tedesco Marco Minnemann (Steven Wilson e Joe Satriani) e il bassista statunitense Bryan Beller (Dethklok, Joe Satriani).

Un autentico capolavoro di fusion, prog e jazz-rock l’ultimo album “Tres Caballeros”, sulle cui ali la formazione approda mercoledì 10 febbraio al Teatro Puccini di Firenze per una delle tappe più attese di questa seconda tranche di tour europeo. I biglietti sono disponibili da oggi attraverso circuiti di prevendita Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it tel. 055 210804) e TicketOne (www.ticketone.it tel. 892 101)– info tel. 055.667566 – 055.240397).

Guthrie, Bryan e Marco demoliscono gioiosamente l’abusato stereotipo di supergruppo – anche si questo si tratta, nevvero – lasciando “parlare” gli strumenti. Il risultato è un’alchimia che va oltre la somma delle parti.

Inciso nei leggendari Sunset Sound Studios di Hollywood (dove Led Zeppelin, Rolling Stones e Van Halen hanno registrato le proprie pietre miliari) “Tres Caballeros” propone nove inediti di maggior profondità rispetto al passato. Nell’aria aleggiano certe atmosfere tex-mex, mentre il registro compositivo – come nelle uscite precedenti, ogni musicista firma tre brani – catalizza le straordinarie capacità d’improvvisazione.

Tutto, però, è stemperato dal rifiuto di prendersi troppo sul serio: gli Aristocrats divertono e si divertono. Tanto basta.

“Abbiamo imparato molto da quando abbiamo formato questa band: quattro anni, tre dischi di studio, due DVD live e circa un miliardo di note fa! – spiega Guthrie Govan – e credo che il nuovo lavoro rispecchi tutto questo. La scelta di registrare in uno studio che ci ha senza dubbio fornito un “mojo” rock’n’roll ricco di ispirazione, l’improvvisa voglia di diventare più coraggiosi e sperimentali con le sovraincisioni… tutto questo ha avuto un effetto positivo nel risultato finale. Inoltre credo che il materiale di questo album sia tra le cose più interessanti che abbiamo mai scritto l’uno per gli altri”.

Il “Tres Caballeros world tour” è partito la scorsa estate con il vento in poppa. Le prime tappe negli Stati Uniti e in Canada hanno inanellato una lunga serie di sold-out e critiche al miele da parte della stampa. Dal vivo, tra un brano e l’altro, Guthrie Govan, Marco Minnemann e Bryan Beller si lasciano andare volentieri ad aneddoti e confessioni, confermando il grande feeling con il pubblico.

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