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Canton

Intervista ai Canton: il ritorno della band, dalle vette del pop-new wave degli anni ’80 al nuovo progetto discografico

Quindici anni. Oggi, la musica dei CANTON è tornata, ma sia chiaro: non è un’operazione nostalgia o un remake. Il gruppo, dopo tanto tempo è più consapevole di quello che vuole suonare, ma con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia “adolescenziale” di comunicare pop rock come prima ma con la tranquillità e la libertà di comporre veramente quello che piace senza pensare a compromessi di nessun tipo.

L’ingenuità musicale di allora, che creava qualche insicurezza nell’esprimersi, è stata superata con la tranquillità e libertà artistica. Liberi dalla pressione di dover avere successo a tutti i costi, la voglia di suonare è dettata da un bisogno quasi primordiale, una spinta istintiva a tornare a respirare l’unica aria che per loro è davvero piena di ossigeno, quella del loro pop rock elettronico. Comporre, arrangiare, sudare su un palco… dare e ricevere energia e fare divertire, scatenare e commuovere il pubblico.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare i Canton che ci hanno parlato del nuovo album e tante altre curiosità solo per Radio Web Italia!

Ciao e benvenuti su Radio Web Italia! Tornate dopo un silenzio durato 15 anni. Cos’è successo in questi anni?
Be’, dopo i bellissimi anni di “Sonnambulismo” e “Please don’t stay” ci sono state le produzioni di dance di Francesco e il mio album solista “Rocker”. Tra quei lavori e la reunion del 2010 c’è stata una lunga pausa musicale, un po’ dettata anche dalla delusione della forzata impossibilità di fare musica (in quei tempi impensabile senza partire da un contratto discografico). Io mi sono rifugiato alle Canarie e ho cambiato vita, facevo l’albergatore! Poi le ferite si sono cicatrizzate, la voglia di tornare a suonare è tornata a farsi sentire più forte che mai, e abbiamo ricominciato a scrivere e incidere nuove canzoni principalmente per pura passione e per il gusto di farle.

Per festeggiare il ritorno abbiamo pensato di creare un anello tra passato e presente ri-incidendo con suoni attuali “Sonnambulismo”, ribattezzata “Sonnambulismo 2010”, di cui abbiamo girato anche un video. Da quella base siamo poi partiti e abbiamo cominciato a costruire il nostro nuovo progetto musicale.

Non pensavamo di pubblicarlo all’inizio, ma dopo i concerti dell’estate 2014 e 2015 è stata proprio la reazione del pubblico a ridarci fiducia e a spingerci terminare l’album e a pubblicare questo lavoro.

Oggi, la musica dei CANTON è tornata. Possiamo parlare di un nuovo inizio oppure è un ritorno al suono delle origini?
Mah, io direi che semplicemente si continua un discorso interrotto involontariamente e che oggi naturalmente riprende la sua strada, arricchito da 15 anni di sonorità nuove che ovviamente non ci hanno lasciati indifferenti, e dalla tranquillità di poter oggi fare musica senza la pressione di dover raggiungere il successo a tutti i costi.

Come siete cambiati dalla hit “Sonnambulismo” presentata a Sanremo ’84, ad oggi con il vostro nuovo singolo “Senza me”?
Niente e molto. Mi spiego: non siamo cambiati per niente nel senso che continuiamo ad essere animati ed ispirati dalla voglia di scrivere e suonare pop rock e, oggi come allora, siamo stimolati e interessati dalle nuove tendenze e sonorità più attuali. Non siamo nostalgici. Non guardiamo indietro, allora come oggi. E proprio per questo necessariamente siamo cambiati molto, abbiamo assorbito nuove influenze musicali e cerchiamo di usare tutto quello che le nuove tecnologie hanno da offrirci… Siamo sempre stati un po’ sperimentatori ed in questo, ovviamente, il nostro suono sì che è cambiato.

Parlando di “Senza me”, il nuovo singolo in rotazione radiofonica dal 13 gennaio: cosa racconta questo brano?
Parla di quando non ci si riesce a staccare da un amore e si finisce col diventare morbosamente attaccati ed ossessionati ad una storia che non si vorrebbe finisse.

Il singolo sarà contenuto nel nuovo album “Ci saremo” in uscita ad aprile 2016. Da quale idea nasce il titolo del disco?
Ovviamente è una dichiarazione di voler ritornare e voler restare, in ogni senso! E’ anche una frase estratto dal prossimo singolo, “Canzone nuova” che tratta dello stesso argomento anche se in una doppia visione: sia intimista e privata che, parallelamente, musicale.

Come vivete il rapporto con la tecnologia, ormai dominante sia nel modo di ‘fare’ musica sia nel promuoverla?
Come ti dicevo prima siamo sempre stati molto “amici” della tecnologia: già con “Sonnambulismo” siamo stati tra i primi a portare in Italia la musica elettronica che allora arrivava direttamente dall’Inghilterra. È grazie alla tecnologia se adesso siamo qui, se possiamo produrre e promuovere più semplicemente ed autonomamente i nostri dischi e se riusciamo ad arrivare direttamente ad una grossa fetta di pubblico, quella di Facebook con la nostra pagina “Canton” e di YouTube, dove abbiamo il nostro canale “canton2010video” per esempio. E’ sempre molto interessante esplorare nuove strade e nuovi territori e fino che ci porteranno avanti, noi le seguiremo.

Come vedete il mercato musicale, oggi rispetto agli anni ottanta?
Già allora si piangeva la crisi discografica, ora è più acuta ma si sono aperte anche nuove strade. I migliori comunque ce l’hanno fatta allora e i migliori riescono a mettersi in luce anche oggi, indipendentemente dai “mezzi” mediatici utilizzati.

Cosa ne pensate dei talent show? Secondo voi rappresentano una reale opportunità di inserimento nel mondo della musica?
Appunto, anche a quello mi riferivo: le trafile sono cambiate, allora si passava da Castrocaro e Sanremo obbligatoriamente, ora ci sono molti più canali che permettono a chi vale di cercare di mettersi in luce. E chi vale ce la fa. Penso che oggi sopratutto per la musica pop ci siano più canali a disposizione per cercare di farsi sentire… Ovviamente questo porta anche a un numero maggiore di aspiranti che vengono stimolati a tentare la strada al successo quindi alla fine siamo sempre lì, uno su mille ce la fa…!

Quali saranno i vostri prossimi impegni?
Stiamo ultimando gli ultimi ritocchi in studio ai nuovi pezzi per l’album che uscirà ad aprile, poi promozione, promozione e promozione per arrivare belli carichi ai nuovi concerti che porteremo in giro in estate.

Tre aggettivi che caratterizzano la vostra musica oggi?
Pop di classe, contemporanea, emozionante. È chiedere troppo?

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