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Intervista a Chiara Dello Iacovo: la cantautrice in gara a Sanremo 2016 ‘Nuove Proposte’ con il brano ‘Introverso’

Il 12 febbraio esce ‘Appena Sveglia’ (Rusty Records), l’ album d’esordio della giovane cantautrice Chiara Dello Iacovo, che sarà in gara alla 66esima edizione del Festival della Canzone Italiana nella Sezione Nuove Proposte con il brano ‘Introverso’.

L’album, prodotto da Davide Maggioni, è composto da dieci tracce dalle sonorità pop-acustiche e contiene il brano sanremese ‘Introverso’. Realizzato per gran parte in presa diretta senza editing e con una post produzione molto essenziale, ‘Appena Sveglia’ mette in evidenza la verità di Chiara e della sua musica: «È una bella carta d’identità per accedere ufficialmente al mondo della musica restando fedele a me stessa – racconta in merito al suo album d’esordio – Un disco senza inganni, che non ha bisogno di effetti speciali e che quindi si ritrova ad andare un po’ controcorrente».

Subito dopo l’esperienza sul palco di Sanremo, l’artista presenterà l’album in un instore tour. Queste le prime date confermate: il 15 febbraio a La Feltrinelli di Genova, il 16 febbraio a La Feltrinelli di Milano, il 17 febbraio a La Feltrinelli di Torino, il 18 febbraio a La Feltrinelli di Roma, il 19 febbraio alla Mondadori di Firenze, il 20 febbraio alla Mondadori di Perugia, il 21 febbraio alla Mondadori di Orvieto, il 22 febbraio a La Feltrinelli di Napoli, il 23 febbraio a La Feltrinelli di Bari, il 24 febbraio alla Mondadori di Taranto, il 25 febbraio alla Mondadori di Lecce e il 27 febbraio alla Mondadori di Alessandria.

Abbiamo incontrato Chiara Dello Iacovo in occasione della sua partecipazione a Sanremo 2016. Ecco cosa ci ha raccontato!

Ciao Chiara e benvenuta su Radio Web Italia!
‘Introverso’ è il brano che porti in gara alla 66esima edizione del Festival di Sanremo nella sezione ‘Nuove Proposte’. Come è nata la canzone?
La canzone è nata fondamentalmente dalla reazione che aveva provocato in me il contatto col mondo dello spettacolo, dove un po’ per istinto di sopravvivenza un po’ perché è facile venir risucchiati dentro a tale circolo vizioso, tutti si sentono spesso continuamente in dovere di dimostrare agli altri (forse più a se stessi?) di meritarsi effettivamente il posto che si sta occupando. Nel brano le strofe sono lessicalmente un po’ più critiche e descrivono il mio stato d’animo nonché gli ambienti che abitavo durante la mia ultima settimana di permanenza a The Voice, mentre l’inciso è decisamente diretto e assomiglia più ad un grido di frustrazione e condanna verso quell’atteggiamento.

Il brano è accompagnato dal videoclip ufficiale, visibile sul portale del Festival e sul tuo canale VEVO. Che atmosfera si respira nella clip?
Siccome l’arrangiamento del brano, fresco e frizzante, avevo paura che avesse spostato troppo l’attenzione verso il ritmo e la melodia accattivanti, discostandoli dal forte significato testuale a cui io tenevo particolarmente, con il video ho voluto riportare lo spettatore nel territorio della riflessione. L’idea della clip infatti prende spunto dalla frase chiave del ritornello “ma quando ti ricapita di stare zitto e smetterla di prendere opinioni in affitto” raccontando la storia di questo esserino che ha il compito di raccogliere tutti i discorsi inutili che si fanno ogni giorno in diversi contesti, dovuti un po’ alle convenzioni sociali, un po’ all’educazione, un po’ alla paura del peso del silenzio. Presenta molte delle caratteristiche che mi connotano: dal non-sense spensierato impersonato da quegli individui deliranti che indossano delle teste astruse, al velo di malinconia che permea più o meno ogni mio tipo di creazione…

C’è qualche aneddoto curioso accaduto durante le registrazioni del video che vuoi raccontarci?
Diciamo che grazie alla miscela esplosiva di me ed Alice (e al mio approccio tra l’impulsivo e l’improvvisato ai video, che finisco per modificare quasi sempre in corso d’opera) gli aneddoti improbabili sono all’ordine del giorno. Questo video l’abbiamo girato a Luglio, barcamenandoci tra Asti e Torino assediate da un caldo torrido. Mi ricordo che secondo il piano di produzione per rispettare i tempi avremmo dovuto girare le scene dal parrucchiere dopo pranzo, ma per farlo dovevamo trasferirci dal set precedente trasportando tutta l’attrezzatura; inutile dire che siccome era la pausa pranzo tutti ci avevano abbandonate, la temperatura raggiungeva quasi i quaranta gradi, e la location era dalla parte opposta dell’isola pedonale. Risultato? Io e Alice ci siamo portate da sole tutte le luci, cavalletti e telecamere sotto un sole torrido. Non so davvero come abbiamo fatto, credo che Gesù debba aver provato una sensazione simile quando ha concluso la sua traversata del deserto…

‘Introverso’ farà parte del tuo album d’esordio, ‘Appena sveglia’, per l’etichetta Rusty Records, in uscita a febbraio 2016. Da quale idea nasce la scelta del titolo?
Essendo ormai mesi che continuavo a cambiare il titolo di questo album, il mio produttore mi ha intimato di scegliere una data ultima per poter mettere un punto a quella che stava diventando una guerra di logoramento della sanità mentale. Arriva quindi la fatidica mattina dopo la quale non avrei più potuto ritrattare, avevo vari nomi che cozzavano nella mia fantasia ma nessuno mi convinceva a fondo. Presa dallo sconforto (mi trovavo in cucina con la mia coinquilina, entrambe in pigiama e in procinto di fare colazione; mi accosto alla finestra con la tazza in mano ed esordisco a mò di scherno: “Va beh lo chiamo Appena Sveglia!”. Silenzio. Incrocio di sguardi. Presa di coscienza. Euforia generale! Le idee migliori nascono sempre da uno slancio di intuizione che precede l’intenzione: il titolo infatti si è poi rivelato perfettamente calzante per rendere l’idea sia di un’opera prima, sia della condizione di sincerità senza barriere e sovrastrutture a cui ti costringe lo stato psico-fisico del risveglio. Decisamente la mappa di questo album.

A chi dedichi questo album?
Come ho già scritto all’interno del booklet dell’album: “A tutti i gabbiani, ma soprattutto ai bruchi”.

Con quale spirito stai affrontando queste settimane prima di salire sul palco dell’Ariston?
Con lo spirito che ha connotato anche tutte quelle passate, da quando ho cominciato a lavorare seriamente a questo progetto: si è sempre in costruzione, Sanremo è certamente una situazione particolare e denotata da una certa “esclusività”, ma questo mestiere richiede sempre la stessa dose di dedizione e devozione. Questo tipo di contesti sono solo il coronamento di un processo che in realtà è continuamente in atto: non si lavora per arrivare a Sanremo, ma eventualmente si arriva a Sanremo perché si lavora (e si è baciati da quella dose necessaria di fortuna).

Durante le serate della kermesse sanremese avrai con te un portafortuna?
Io porto sempre la mia fascia bordeaux saldamente ancorata al mio polso sinistro, a prescindere da esigenze scaramantiche musicali. Per questo Sanremo però si aggiungerà una mollettina di legno da bucato: l’avevo trafugata tra gli arnesi del reparto luci in un momento di noia, mentre aspettavo il mio turno per calcare il palco delle selezioni il 27 Novembre, e non sapendo dove metterla avevo ingenuamente pensato di pinzarla alla maglia in modo tale da non perderla. Non solo mi ha evidentemente portato fortuna, ma è finita per diventare un po’ il simbolo della canzone e del mio mondo in questo contesto: adesso è persino la copertina del singolo!

Ultimissima domanda: tre aggettivi per descrivere la tua musica?
Se la definisco soltanto “Chiara” in ogni accezione del termine consentito, oppure è considerato barare?

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