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Kurt Cobain: 22 anni fa moriva una delle icone rock più amate del grunge anni ’90

Kurt Cobain moriva il 5 aprile di 22 anni fa con un colpo di fucile autoinflitto alla testa a Seattle. Il frontman del gruppo musicale ‘Nirvana’ rappresenta una delle icone rock più amate del grunge anni ’90. E il suo suicidio – dovuto alla depressione e all’abuso di droghe e stupefacenti – viene ricordata ogni anno da molti fan che continuano ad apprezzare il suo talento e la sua musica.

Era la mattina dell’otto aprile 1994,quando il corpo di Cobain fu trovato da Gary Smith, un elettricista della Veca Electric, nella serra presso il garage nella sua casa sul Lago Washington. Smith vi giunse per installare l’illuminazione di sicurezza e vide il corpo steso all’interno. Ad esclusione del poco sangue proveniente dall’orecchio di Cobain, Smith disse di non aver rinvenuto segni visibili di particolari traumi; semplicemente, pensava fosse addormentato. Smith trovò inoltre quella che sembrò una lettera di suicidio, ma non per l’investigatore Tom Grant.
A suo giudizio, infatti, la lettera sembrava più che altro un addio al mondo della musica che a quello terreno. Un fucile a pompa modello Remington M-11 calibro 20, comprato per Cobain da Dylan Carlson (frontman degli Earth e amico di quest’ultimo), venne trovato vicino al corpo del defunto. L’autopsia successivamente confermò che la morte di Cobain fu causata da un “colpo di fucile autoinflitto alla testa”. Gli esami tossicologici rilevarono inoltre un’altissima dose di eroina nel suo sangue, circa 1,52 milligrammi per litro al momento del suicidio, con anche presenza di Valium. Il rapporto disse anche che il cantante era morto con tutta probabilità nel pomeriggio di martedì 5 aprile 1994.

Nella lettera di suicidio, diretta all’amico immaginario della sua infanzia, “Boddah”, Cobain citò una canzone di Neil Young, Hey Hey, My My (Into the Black): “It’s better to burn out than to fade away” (È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente), frase che compare anche nella canzone dei Queen Gimme the Prize, tratta dall’album A Kind of Magic e inserita nella colonna sonora del film del 1986 Highlander – L’ultimo immortale. L’uso da parte di Cobain di quel testo ebbe un profondo impatto su Young, che dedicò parte dell’album Sleeps with Angels alla memoria del cantante dei Nirvana. La lettera citava anche il cantante dei Queen, Freddie Mercury, cui Cobain invidiava la passione per il suo lavoro e per il suo pubblico, che sembrava non essere cambiato per tutta la sua carriera.

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