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Privacy digitale, Microsoft fa causa al governo Usa: viola la costituzione

Nuovo braccio di ferro in Usa sulla privacy digitale tra una compagnia hi-tech e il governo Usa: Microsoft ha citato in giudizio il dipartimento di giustizia americano per fermare il suo tentativo di costringerla a rendere noti le email e altri dati dei clienti senza che essi ne siano messi a conoscenza. Una mossa che rafforza la pressione delle società tecnologiche contro l’amministrazione Obama e fa eco alla battaglia di Apple per non decriptare i suoi iPhone nelle indagini della polizia.

Oltre 2500 richieste di segretezza – In un comunicato Microsoft spiega: “Pensiamo che, con rare eccezioni, i consumatori abbiano il diritto a sapere quando il governo accede alle loro email o dati”. Da un lato l’azienda di Redmond riconosce il diritto del governo a indagare in modo segreto, ma dall’altra si chiede se l’alto numero di richieste da parte degli inquirenti poggi su basi concrete o non sia ormai diventata una routine. “Negli ultimi 18 mesi – continua Microsoft – il governo ha chiesto che mantenessimo il segreto su 2576 richieste”. 1752 di queste richieste, si spiega, non hanno una data di termine “impedendoci per sempre di comunicare ai consumatori che il governo ha ottenuto i loro dati”.

Microsoft: “Il governo viola due emendamenti della costituzione” – Secondo la società fondata da Bill Gates questo comportamento viola due diritti fondamentali sanciti da altrettanti articoli della costituzione americana: il primo emendamento sulla libertà di parola e il quarto che stabilisce il diritto per le persone e per le imprese di essere informate se il governo perquisisce o sequestra le loro proprietà.

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