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Norma ‘Quando la Terra era promessa’ intervista allo scrittore Mario Tieghi

Il docente giornalista, con all’attivo tanti articoli ed i due libri, “Sabaudia storia viva di una Città nei racconti dei protagonisti” nel 1999, e, “Sabaudia e le Delibere Podestarili” nel 2003, a Norma (Lt) si propone sul filone della ricerca e dell’approfondimento di tematiche storiche con il testo “Quando la terra era promessa” ( edizione Ego).

L’iniziativa culturale promossa dell’associazione Calliope, presidente Rachele De Angelis, vedrà la partecipazione dell’editore scrittore Gian Luca Campagna.

In proposito, si è parlato di una scelta nuova e coinvolgente, dove le 33 storie enucleate nel libro riportano a fatti accaduti nel XX secolo, che interagiscono con le vicende legate alla fondazione e inaugurazione delle città nuove dell’Agro pontino e laziale. Interessanti risultano gli accadimenti di quei periodi, che si intrecciano con gli anni, che vanno dall’inizio ‘900 fino al termine della seconda Guerra Mondiale.

Nell’opera del prof. Tieghi, assume un particolare valore quanto esposto dai diversi protagonisti, donne e uomini, appartenuti ai vari ambiti del mondo del lavoro, che si sono contraddistinti per quello che hanno prodotto e realizzato seguendo un confacente progetto di vita.

Nel corso della XII rassegna “Libri da scoprire”, hai presentato a Sabaudia, il tascabile “Quando la Terra era promessa “( Ego edizioni),”, poi alla Feltrinelli di Latina e, domenica 17 aprile, sarai nella Biblioteca a Norma, quali commenti ti senti di esprimere?
Un giudizio decisamente positivo per questo terzo libro, pubblicato dopo 12 anni dall’ultimo lavoro sullo stesso tema. Ho provato soddisfazione per come è stato accolto da pubblico e critica, l’ho ritenuto come una risposta favorevole per gli appassionati di questo filone biografico-storico- letterario. Un sentito ringraziamento agli amici giornalisti GianLuca Campagna e Leone D’Ambrosio per la loro vicinanza a questo progetto di scrittura.

Si può dire di uno scritto pieno di testimonianze collegate agli interessi culturali che hai approfondito nel tempo?
Sì, è vero! Si tratta dell’argomento principale delle mie ricerche, che ho curato con precisione e continuità nel tempo. Sono molto interessato agli avvenimenti del XX secolo e soprattutto alle vicende umane che hanno percorso la storia di quel periodo. Le interviste con i vari protagonisti le ritengo come il privilegio di ricevere dal vivo le impressioni e le sensazioni vissute nel corso degli anni.

In questa consultazione di persone e ambienti a chi ti senti più vicino?
In verità, mi sento molto vicino a tutti i personaggi, donne e uomini, con i quali ho potuto conversare ed inoltre legato a tutto quello che mi hanno raccontato relativamente alle esperienze che hanno conosciuto direttamente. Sono state per me delle autentiche voci che hanno interpretato quegli ambiti e che sono arrivate fino a noi con degli eccezionali racconti legati all’esistenza e alle storie che hanno voluto trasmettere. E’ una grande scoperta che è difficile spiegare ma quelle testimonianze rappresentano un’autentica rivelazione, che volendo paragonare a qualche elemento più preciso, si potrebbe dire di una scoperta ricavata da antiche epigrafi.

Per selezionare tali argomenti come ti sei orientato?
Sono partito dall’ambiente familiare nel quale sono cresciuto, perciò ho preso spunto da Sabaudia, dalle Città nuove e dalle località di origine, come Ferrara, Vicenza, Belluno, da un microcosmo di realtà con i precisi riferimenti alle vicende storiche dell’intero secolo, relativamente alle persone che hanno partecipato ai momenti più importanti e significativi del XX secolo. Inoltre, in conseguenza dell’esperienza amministrativa che ho maturato in tanti anni, ho cercato di ampliare la personale formazione che ho svolto anche a stretto contatto del mondo della scuola. I diversi interessi culturali, con l’obiettivo di trasferire ai giovani il senso della memoria e della validità dei valori, mi hanno condotto verso tale direzione, che ha rappresentato un sereno e convinto sfogo per la mia ricerca professionale.

Dai racconti dei pionieri della bonifica documentati nella “Terra promessa”, al prezzo di quanti sacrifici è stata raggiunta la meta?
I viaggi della speranza si sono attuati all’interno dell’Italia e quello che è accaduto nell’Agro pontino ed in altre zone dello stivale ha rappresentato una positiva e convinta risposta della popolazione italiana. Nelle nostre zone è avvenuto un radicale cambiamento che ha contribuito a far crescere una generazione operosa e molto unita, al di là delle contingenti differenze conseguenti al delicato periodo vissuto negli anni ’30. In particolare, anche dalle genti dei Paesi Lepini e della Ciociaria, c’è stato un fattivo contributo a ragione del lavoro svolto in vari modi per la realizzazione dell’opera di bonifica. I sacrifici si sono consumati da tutte le parti, compresa la sistemazione delle genti provenienti dal settentrione che in uno stile tutto nuovo hanno dimostrato di sapersi raccordare con le mentalità delle popolazioni qui residenti. In conclusione, una riuscita concordia e alleanza con i risultati favorevoli che oggi sono davanti agli occhi di tutti!

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