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Intervista a Franca Barone, la cantante jazz dalla voce graffiante

“Miss Apleton”, è il disco d’ esordio di Franca Barone, giovane cantante jazz milanese, dalla voce graffiante unica nel suo genere.

All’interno del disco sono contenute 7 tracce composte e arrangiate dalla stessa Barone, brani che rievocano la magia che solo il ritmo incalzante del Jazz può trasmettere.

Abbiamo incontrato Franca Barone, per farci raccontare come è nato il nuovo disco e dei prossimi impegni. Ecco l’intervista!

Ciao Franca e benvenuta sulle pagine di Radio Web Italia.
Ciao Barbara grazie mille.

Come è avvenuto il tuo incontro con la musica jazz?
È avvenuto molto presto. In famiglia si è sempre sentita molta musica e mio padre aveva una selezione di dischi piuttosto fornita, inclusi molti album di jazz sia internazionale che italiano. Nelle mie orecchie questi suoni ci sono da sempre, poi verso i tredici anni ho scelto attivamente di ascoltare qualche disco partendo dal gospel di Mahalia Jackson e lasciandomi guidare dal mio gusto e da quello che trovavo in casa man mano, come ad esempio “Midnight Sun” di Sarah Vaughan e Joe Pass (rimasi letteralmente scioccata dalla sua voce). Suonicchiavo già il pianoforte e verso i 14 anni decisi di abbandonare la musica classica e di prendere lezioni di “piano jazz”; non sapevo bene cosa volesse dire ma sapevo che mi piaceva. Appassionandomi anche al canto ho voluto provare a studiare quel repertorio con la voce.

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo stile?
Gli artisti che mi hanno sicuramente ispirato sono i grandi nomi del jazz internazionale come Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Carmen McRae, Frank Sinatra, per citare i più famosi. Negli ultimi anni mi sono piaciuti molto Amy Winehouse, Karrin Allyson, Dee Dee Bridgewater, Gregory Porter, Jamie Cullum, Esperanza Spalding.
Ho ascoltato anche molto artisti italiani come Lucio Dalla, Fabio Concato e Paolo Conte, cantautori che mi hanno fortemente influenzata. Cantanti a parte, Duke Ellington, George Gershwin, Bill Evans, Ahmad Jamal, Chet Baker, Art Blakey, sono alcuni tra i miei musicisti/compositori preferiti

Venerdì 22 aprile esce ‘Miss Apleton’, il tuo disco d’esordio. Da quale idea nasce la scelta del titolo?
Il disco deve il nome a un soprannome che mia sorella (che ha avuto anche l’idea melodica della title-track) mi ha dato per anni. A dirla tutta sarebbe lo storpiamento progressivo del nome del nostro primo gatto. Si chiamava “Fulmine”, capisci perché parlo di storpiamento. È anche la scritta incisa sul regalo che mi hanno fatto per la laurea. È un mio nomignolo, per così dire.

C’è un filo conduttore che lega le 7 tracce del tuo nuovo album?
Credo di si anche se l’album non è stato inteso in questo senso. Il filo conduttore sta semplicemente nel fatto che tutti i brani sono stati scritti composti ed arrangiati da me e che “suonano jazz”. Questo disco è il risultato di varie tappe di crescita personale, è frutto di un processo per autoconvincermi che il bisogno che avevo di fare musica non si poteva ignorare a lungo. I brani scandiscono queste tappe, anche se non tutti i testi parlano di musica.
C’è un brano (o più brani) a cui sei particolarmente legata?
Sono tutti figli miei, come dire, ufficialmente si vuole bene a tutti nello stesso modo. Ufficiosamente sono più legata a “Cosa Stai Combinando?”, “Miss Apleton” e “Gondrì”.

A chi dedichi questo disco?
A me, prima di tutto, perché quando dico che lo considero un figlio mi riferisco anche al fatto che produrlo è stato un parto. E poi alla musica e a tutti quelli che l’hanno ascoltato o che lo ascolteranno in futuro.

C’è un sogno artistico che conservi nel cassetto?
Non al momento, devo dire la verità. Sono una persona molto pratica e per me questo disco è il raggiungimento di un obbiettivo importante, sono molto contenta di averlo fatto e che sia piaciuto alle persone a cui voglio bene. Continuo sempre a pensare di voler suonare con Bill Evans (il pianista) ma non credo sia fattibile al momento.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
Cercherò di suonare in giro il più possibile, compatibilmente con le occasioni che troverò. Sicuramente organizzerò una serata di presentazione del disco qui a Milano, poi seguirò il flusso degli eventi.

Ultimissima domanda: tre aggettivi per descrivere ‘Miss Apleton’?
Onesto, divertente, e jazz

Grazie per la disponibilità. Lascio a te la chiusura per lanciare un messaggio ai lettori di Radio Web Italia.
Grazie a te per le domande e per l’attenzione! Che dire, viva la musica!

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