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LuganoMusica: il 28 aprile in scena Sol Gabetta diretta da Nézet-Séguin

Una serata interamente dedicata alla musica russa chiude il ciclo delle grandi orchestre sinfoniche a Lugano. Sul palco della Sala Teatro LAC saliranno, giovedì 28 aprile, i maestri dell’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, guidati da un prestigiosa bacchetta canadese, Yannick Nézet-Séguin, attuale direttore stabile della formazione olandese. Solista d’eccezione, la violoncellista cosmopolita Sol Gabetta, nata in Argentina in una famiglia italo-franco-russa ed oggi residente in Svizzera. La Gabetta eseguirà il suo cavallo di battaglia, il Concerto n. 2 di Šostakovič, che sarà preceduto dalla romantica fantasia orchestrale di ispirazione dantesca Francesca da Rimini di Čajkovskij e seguito dalla Sinfonia n. 7, l’ultima di Prokof’ev.

Gli interpreti e gli autori presenti nel concerto del 28 aprile intrecciano, nelle loro provenienze geografiche, est e ovest, nord e sud del mondo. Argentina è la violoncellista Sol Gabetta, classe 1981, che oggi vive in Svizzera, dove è l’anima del Festival Solsberg. La sua carriera internazionale è iniziata nel 2004 con l’ottenimento del Crédit Suisse Young Artist Award, proprio dopo aver suonato con i Wiener Philharmoniker diretti da Gergiev il Concerto n. 2 di Šostakovič. Una pagina che, quasi dieci anni dopo, le ha nuovamente portato fortuna, con l’assegnazione del Premio Strumentista dell’anno 2013 agli ECHO Klassik Awards, ricevuto per la registrazione realizzata con i Berliner Philharmoniker e Lorin Maazel. Accanto all’esuberante violoncellista, a LuganoMusica sarà ospite l’Orchestra Filarmonica di Rotterdam, compagine nata un secolo fa dalla volontà di un gruppo di strumentisti per passione, e diventata poi nei decenni un gruppo di riferimento in Europa. A guidarla, dopo nomi prestigiosi come Conlon, Tate e Gergiev vi è dal 2008 il maestro canadese Yannick Nézet-Séguin, formatosi sotto la guida illuminata di Carlo Maria Giulini e richiestissimo anche da teatri d’opera quali La Scala e il Metropolitan.

Interamente russo è il programma della serata, che prende le mosse dal poema sinfonico di stampo lisztiano Francesca da Rimini, scritto da Čajkovskij dopo aver letto la struggente vicenda degli amanti Paolo e Francesca cantati da Dante nell’Inferno. Segue il Concerto n. 2 di Šostakovič, dedicato al grande violoncellista – molto amico dell’autore – Rostropovič, che lo eseguì per la prima volta nel 1966. Opera meno nota rispetto al Concerto n. 1, evidenzia alla perfezione la capacità dell’autore di restare in equilibrio tra le esigenze espressive dettate dalla sua volontà creativa e i diktat del governo sovietico. Il risultato è un lavoro innovativo ma anche comunicativo, dote che spesso manca alla coeva musica d’avanguardia occidentale. Anche la Sinfonia n. 7 di Prokof’ev, scritta pochi mesi prima della morte dell’autore, dovette sottoporsi al giudizio dei rappresentanti della cultura sovietica, che chiesero addirittura al musicista di aggiungere una coda non prevista inizialmente, per poi attribuire a questa pagina di grande lirismo il Premio Lenin nel 1957 (quando l’autore era ormai scomparso da quattro anni).

Seguirà alle ore 22.30 “Šostakovič Reloaded”, ultimo appuntamento del ciclo Late Night Modern presso il Teatrostudio. Late Night Modern è un progetto di rilettura creativa contemporanea delle opere eseguite durante alcuni dei concerti di LuganoMusica, in coproduzione con OGGIMUSICA.
Il concerto è realizzato in collaborazione con Percento Culturale Migros. Sponsor è il Corriere del Ticino.

Appuntamento alle 20.30 alla Sala Teatro LAC

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