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Bracconaggio: quarto mercato criminale del Pianeta

Il bracconaggio, insieme con tutte le forme di appropriazione illegale di risorse naturali, ha un fatturato annuale di 213 miliardi di dollari e rappresenta il quarto mercato criminale del Pianeta. Lo afferma il Wwf in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che ricorre domani, 5 giugno, rilevando che il bisogno di proteggere la flora e la fauna del Pianeta dall’ aggressività del crimine organizzato è diventata una priorità mondiale.

L’Ufficio Drugs and Crime delle Nazioni Unite (Unodc) – spiega l’associazione ambientalista – ha pubblicato in questi giorni il rapporto annuale “World Wildlife Crime Report” dove sono illustrati con estrema chiarezza analisi e dati relativi ai ‘crimini di natura’ che insanguinano e condannano all’estinzione specie uniche per il valore ecologico e cruciali per lo sviluppo sostenibile di paesi fragili dal punto di vista politico ed economico ma ricchi di biodiversità.

L’emergenza bracconaggio ha target dedicati nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile approvati da tutti i Paesi del mondo lo scorso anno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, occasione per ricordare che ben 7000 specie sono oggetto di crimini e che ogni anno in Africa vengono cacciati illegalmente più di 30.000 elefanti, che Paesi come la Tanzania e il Mozambico hanno perso in soli 5 anni tra il 50 e il 60% della loro popolazione di questi straordinari pachidermi. Ogni anno viene ucciso il 10% dei gorilla di pianura. In Zimbabwe è scomparso in pochi anni il 60% della popolazione di rinoceronti e in 10 anni è scomparso quasi il 70% degli elefanti di foresta del bacino del Congo. Anche gli squali sono in drammatico declino (alcune specie in pochi anni hanno subito una riduzione del 98%) mentre in alcune regioni abbiamo perso il 90% delle popolazioni di pangolini. Si è ridotto del 40% il territorio in cui prima viveva la vigogna, un animale sud americano. La tigre dell’Amur è stata ridotta a non più di 540 esemplari mentre i leoni in Africa occidentale hanno a disposizione solo l’1% del precedente territorio di diffusione.

Anche in Italia il bracconaggio fa strage di animali protetti. Milioni di uccelli ogni anno vengono uccisi da doppiette, trappole e reti, ricorda il Wwf le cui guardie ogni anno sequestrano migliaia di richiami, munizioni, armi illegali. Per la giornata dell’ambiente l’associazione ambientalista chiede che l’Italia si doti di un piano nazionale per fronteggiare il fenomeno illegale della cattura, uccisione e importazione di specie selvatiche, un maggiore coordinamento tra le forze dell’Ordine per rafforzare l’efficacia della sorveglianza, accurate indagini, condanna dei responsabili e un inasprimento delle sanzioni e delle pene per i reati contro la fauna selvatica.

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