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Giovanni La Via

Giovanni La Via: ‘La Sicilia viaggia in direzione opposta: troppi sprechi e gestione inefficace’

E’ una sfida globale – che ha però un unico obiettivo: consegnare alle generazioni future un ambiente ecosostenibile, quindi un mondo più vivibile. E “mentre l’Europa definisce le regole del futuro per la gestione dei rifiuti, la Sicilia si muove verso la direzione opposta. A Bruxelles si decide di andare verso la graduale riduzione delle discariche, in Sicilia sono l’unico sistema per l’eliminazione dei rifiuti”, così l’On.le Giovanni La Via, (Ap\Ppe) Presidente della Commissione Ambiente, Sanità pubblica, Sicurezza alimentare, commenta il diverso modus operandi della politica siciliana e di quella europea.

Il Parlamento europeo ha iniziato oggi i lavori per definire la propria posizione rispetto al nuovo “Pacchetto rifiuti”, nell’ambito della riforma dell’economia circolare su cui in sede di la Commissione, la relatrice On.le Simona Bonafè ha presentato la propria relazione.

“L’Europa – dice La Via – ha compiuto molti progressi nel campo dei rifiuti, e sta promuovendo una transizione da un’economia lineare a un’economia circolare, incentivando metodi sostenibili di gestione dei rifiuti, come il riutilizzo e il riciclo, e la graduale riduzione delle discariche. Dobbiamo, però, ammettere, che ci sono ancora notevoli differenze nelle performances dei diversi Stati membri, e queste differenze vanno colmate attraverso definizioni e metodo di calcolo chiari e rigorosi, e con il lavoro delle amministrazioni nazionali e regionali nel recepimento e implementazione delle direttive”. Da qui si inizia e finisce per “chiudere il cerchio” dell’economia, il rifiuto va quindi inteso come una risorsa. “L’economia circolare-spiega La Via- è un’opportunità unica per creare crescita e lavoro sostenibile”.

L’attenzione, visto lo stato d’emergenza che sta vivendo, si sposta ancora sul la nostra Regione.
“In Sicilia – dice il Presidente della Commissione Ambiente – si è preferito mandare i rifiuti all’estero, con costi enormi per i cittadini, invece di investire nella promozione della cultura della differenziata -che ha come unico risultato quello di farci perdere risorse che potrebbero essere recuperate e riutilizzate – e nella definizione di strutture e tecnologie necessarie per un’efficace gestione dei rifiuti.”

“Le scelte europee certificano il fallimento delle decisioni regionali in termini di rifiuti. È arrivato il momento di cambiare rotta – continua La Via, e aggiunge – La Sicilia, dopo anni di gestione inefficace che ha portato all’attuale stato d’emergenza, dovrà allinearsi alla normativa del futuro, e darsi un nuovo piano di gestione, abbattendo i costi, oggi elevatissimi, e avviandosi verso le percentuali, oggi lontanissime, previste per quanto riguarda differenziazione e smaltimento dei rifiuti.”

L’Europa dunque è pronti dunque a raccogliere la sfida del futuro “ con un iter che comincia oggi e che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi, assieme ai cittadini, che devono essere i primi a convincersi della necessità di questo cambiamento per il futuro del nostro pianeta. Speriamo lo stesso faccia la nostra Regione.”, conclude l’europarlamentare siciliano.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, alcuni dati per dare idea della disomogeneità tra gli Sati membri: sebbene nel 2011 6 Paesi siano riusciti a contenere al di sotto del 3% i rifiuti urbani collocati in discarica, nel caso di altri 18 Paesi più del 50% vi è stato invece collocato, con picchi di oltre il 90% per alcuni di loro. Un utilizzo migliore delle nostre risorse.

Tra gli elementi principali delle proposte di modifica della legislazione dell’Unione l’aumento al 65% entro il 2030 dell’obiettivo relativo alla preparazione per il riutilizzo e al riciclaggio dei rifiuti urbani, l’aumento degli obiettivi relativi alla preparazione per il riutilizzo e al riciclaggio dei rifiuti di imballaggio e semplificazione dell’insieme degli obiettivi; graduale limitazione al 10% entro il 2030 dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani; maggiore armonizzazione e semplificazione del quadro giuridico in materia di classificazione come “sottoprodotto” e di cessazione della qualifica di rifiuto;
nuove misure per promuovere la prevenzione, anche dei rifiuti alimentari e il riutilizzo. Proposte rese più ambizione dalla relatrice del Parlamento.

Un passaggio, quello del “food waste”, su cui La Via insiste in modo particolare, e al quale è dedicata una sezione nell’ambito delle Direttive. “È importante ridurre lo spreco alimentare, in un mondo in cui aumentano le famiglie in difficoltà e le persone indigenti, dobbiamo limitare il food waste e incentivare meccanismi di aiuto e solidarietà”.

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