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Parlamento europeo

Dibattito sulla Brexit e sulle sue conseguenze

Martin Schulz (S&D, DE), Presidente del Parlamento europeo, ha aperto il dibattito sottolineando che si tratta della prima volta in assoluto che ha luogo una sessione straordinaria indetta con un preavviso così breve, evidenziando come pure la decisione dei cittadini britannici di lasciare l’UE non abbia precedenti.

Si è quindi rivolto all’ex Commissario Lord Hill, ringraziandolo per il lavoro svolto alla Commissione e per la sua decisione di dimettersi dopo aver sostenuto la campagna in favore della Gran Bretagna nell’UE. Il suo intervento è stato seguito da una standing ovation dei deputati e dei colleghi commissari.

“Sarà nell’interesse di tutti noi garantire che una futura relazione si dimostri costruttiva e reciprocamente vantaggiosa. Nessuno beneficerà di un periodo prolungato di limbo politico”, ha dichiarato il ministro olandese Jeanine Hennis-Plasschaert, in rappresentanza della Presidenza di turno dell’UE. “In contemporanea, dobbiamo garantire al Regno Unito il tempo necessario per recuperare e per prendere le necessarie decisioni”. Ora, una parte della sfida europea consiste nel convincere i cittadini che l’unità resta la scelta migliore. “Il fatto che la frammentazione non sia più impensabile, dovrebbe preoccupare tutti a fondo”, ha concluso.

“Dobbiamo rispettare la volontà del popolo britannico”, ha detto il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, e “ci devono essere conseguenze”. Ha, quindi, chiesto al governo britannico di “chiarire” la situazione nel più breve tempo possibile, per evitare l’incertezza. “Nessuna notifica, nessuna trattativa”, ha dichiarato, chiarendo che non ci saranno colloqui segreti o informali con Londra. Rivolgendosi al leader dell’UKIP, Nigel Farage, ha dichiarato “si è battuto per l’uscita, i britannici hanno votato in favore dell’uscita, quindi cosa ci fa lei qui?”.

Il leader del gruppo PPE, Manfred Weber (DE), ha inviato un messaggio ai giovani britannici, oltre il 73% dei quali ha votato ‘remain’: “Noi non vi lasciamo da soli”. Ha quindi ribadito che i populisti hanno vinto il referendum e ha definito Nigel Farage un bugiardo, a causa delle sue presunte false affermazioni durante la campagna. “Ci aspettiamo ora una notifica dell’articolo 50 e trattative di uscita rapide e eque”. “I tempi della pacificazione sono terminati”, ha concluso Weber, chiedendo che i politici ora smettano di “colpire di Bruxelles” e si assumano la responsabilità.

“L’Unione europea non può diventare ostaggio dei giochi di corrente dei conservatori. Le autorità inglesi devono notificare quanto prima la volontà di recesso del Regno Unito”, ha detto Gianni Pittella (IT), leader del gruppo S&D. “Io oggi dico con chiarezza che il nostro gruppo si opporrà con tutte le nostre forze alla traduzione nel diritto dell’Unione del Fiscal Compact che va invece superato. Bene la flessibilità di bilancio ma bisogna fare di più per favorire gli investimenti pubblici e privati. O l’Europa da risposte a queste questioni oppure prima o più verrà travolta”, ha aggiunto.

Ora che il popolo britannico si è espresso è giunto il momento di guardare al futuro e smetterla di rivangare il passato, ha detto Syed Kamall (ECR, UK). I trattati europei sono chiari e devono essere rispettati pienamente, ha aggiunto, chiedendo chiarezza circa le tappe dei negoziati per il ritiro. La Gran Bretagna e l’Unione europea devono rimanere partner stretti per gli anni a venire e la Gran Bretagna deve garantire che saremo “buoni vicini di casa e non inquilini riluttanti”.

E “difficile accettare una decisione che non si condivide”, ma la scelta del Regno Unito deve essere rispettata, ha detto il leader del gruppo ALDE Guy Verhofstadt (BE). Tuttavia, il modo in cui la campagna “leave” ha vinto, con manifesti sul tipo della propaganda nazista e su bugie ha creato un clima di paura e di negatività. Continuare con l’incertezza di oggi peggiorerebbe la situazione. “Solo se l’articolo 50 verrà invocato immediatamente si potrà fermare questo processo – i 27 stati membri non dovrebbero attendere che un disorientato partito Tory rimetta insieme i suoi cocci”, ha detto.

Il leader del gruppo GUE/NGL Gabriele Zimmer (DE) ha detto che il suo gruppo non poteva essere d’accordo con la risoluzione presentata dalla maggior parte dei gruppi perché manca autocritica. La crisi finanziaria, il “trattamento brutale” della Grecia, dell’Italia e altri paesi ha lasciato brutti ricordi ai cittadini dell’UE, ed è stato proprio chi in Gran Bretagna, temeva per il lavoro, la sanità e le pensioni, che han votato ‘leave’, ha detto, aggiungendo che “l’UE non ha dimostrato di saper proteggere i suoi cittadini contro i rischi della globalizzazione.”

“Oggi, abbiamo la possibilità di presentare un nuovo progetto, ma non stupitevi se in Danimarca, in Irlanda e giù fino alla Grecia la gente sarà sospettosa”, ha detto Philippe Lamberts (BE) in nome del gruppo dei Verdi/ALE. “Abbiamo bisogno di ritornare alle radici del progetto europeo e garantire la pace e una prosperità sostenibile. E’ possibile garantire la dignità umana a tutti gli esseri umani, dentro e fuori l’Unione europea? La nostra risposta è sì!”, ha concluso.

Dopo un richiamo all’ordine del Presidente per calmare l’Aula e permettere che l’oratore successivo potesse essere ascoltato, il leader dell’EFDD, Nigel Farage (UK) ha rilevato che coloro che 17 anni fa lo derisero quando arrivò al Parlamento annunciando una campagna per lasciare l’Unione europea, ora non ridono: “voi, come progetto politico, non volete accettare la realtà”. Ha, quindi, previsto che il Regno Unito non sarà l’ultimo Stato membro a lasciare l’Unione e ha chiesto un “atteggiamento maturo e ragionevole” per negoziare le nostre relazioni future. Ha poi ammonito che se l’UE rifiutasse un accordo commerciale ragionevole, le conseguenze sarebbero di gran lunga peggiori per i 27 che non per il Regno Unito. “Anche nessun accordo è meglio per il Regno Unito che l’attuale accordo marcio che abbiamo ora”, ha concluso.

La leader del gruppo ENF Marine Le Pen (FR) ha definito il voto del Regno Unito: “di gran lunga il più importante evento storico dalla caduta del muro di Berlino” e un grido di amore del popolo britannico per il loro paese. E’ stato uno schiaffo in faccia ai “sostenitori dell’UE” e ha dimostrato che il progetto europeo non è irreversibile. Ritardare l’esecuzione della decisione non sarebbe democratica, ha infine avvertito.

Diane Dodds (UK), per il gruppo dei non iscritti, ha detto che la decisione del popolo del Regno Unito “non può essere riscritta”. Ha accusato i leader europei di aver “fatto orecchie da mercante” nei confronti della frustrazione che i cittadini britannici hanno espresso “per anni”. “Ma oggi siete all’ascolto”, ha aggiunto. Ha tuttavia rilevato che la Gran Bretagna non ha voltato le spalle all’Europa.

Rispondendo agli interventi dei deputati, il ministro Hennis-Plasschaert ha dichiarato che “allo stato attuale, la risposta non è più o meno Europa, ma un’Europa migliore. E’ chiaro che dobbiamo agire. La nostra Unione esiste solo se sostenuta dai milioni di cittadini e detto sostegno non può essere dato per scontato. Le sfide comuni che tutti noi affrontiamo non spariranno e nessun Paese sulla faccia della terra è in grado di affrontare queste sfide da solo”.

Juncker ha evidenziato che la Commissione non è da biasimare per il risultato del referendum: “Non additateci”. Ha poi chiarito che il Regno Unito non si è espresso sulle politiche di austerità o sulla scarsa protezione delle frontiere esterne dell’Unione, perché non fanno parte zona euro né dell’area Schengen. Ha accusato Nigel Farage di mentire: “lei fabbrica la realtà”.

Diane Dodds, non iscritti, ha sottolineato che il tono del dibattito ha “rafforzato tutti gli stereotipi che il popolo britannico vede incarnati nell’Europa”. “Le minacce e il bullismo non funzioneranno”. Ha esortato a costruire ora relazioni che portino a economie prospere e alla pace in un mondo “sempre più pericoloso”.

Marcel De Graaff (ENF, NL) ha detto che il 23 giugno è stata una fantastica giornata di liberazione per il popolo del Regno Unito e l’inizio della fine di un progetto sbagliato. Ha poi chiesto a Jean-Claude Juncker e all’intera Commissione di dimettersi. Il processo di demolizione deve iniziare il più presto possibile e l’integrazione economica e politica deve fermarsi, ha aggiunto.

Per Nigel Farage, le cose nel Regno Unito “stanno andando molto bene” dopo il referendum, c’è solo un po’ di sconvolgimento politico, vale a dire le dimissioni del Primo Ministro e del commissario britannico, “per il giusto motivo”, ha osservato. Se il voto spazza via alcuni componenti della classe politica britannica, “così sia”, Farage ha detto, aggiungendo che non vede l’ora di celebrare il 23 giugno del prossimo anno come “Independence day”.

Alyn Smith (Verdi/ALE, UK) ha detto: “Siamo orgogliosamente scozzesi e io sono un fiero europeo”. Voglio che il mio paese sia internazionalista, cooperativo, ecologico, ed europeo in modo giusto. E il popolo di Scozia, insieme con il popolo dell’Irlanda del Nord e la gente di Londra e un sacco di persone provenienti da Galles e Inghilterra, ha votato a rimanere all’interno della nostra famiglia di nazioni. Chiedo che ciò sia rispettato. Avremo bisogno di teste lucide e cuori caldi. Ma per favore ricordate questo: la Scozia non vi deluderà. “Vi prego, chers collègues, non abbandonate la Scozia ora!”

Martina Anderson (GUE / NGL), ha dichiarato: “Noi dell’Irlanda del nord non siamo vincolati dal voto del Regno Unito. Rispettiamo e sosterremo i voti dell’Irlanda del nord che, proprio come la Scozia, ha votato per rimanere. L’ultima cosa che la gente dell’Irlanda del nord ha bisogno è una nuova frontiera con 27 Stati membri!”

Guy Verhofstadt ha fatto appello ai colleghi per inviare un messaggio forte al Consiglio europeo e “votare massicciamente la risoluzione che abbiamo preparato”. Rivolgendosi al deputato dell’UKIP, Nigel Farage, ha detto: “Finalmente stiamo per sbarazzarci del più grande spreco nel bilancio dell’UE, che abbiamo pagato per 17 anni: il tuo stipendio!”

Ryszard Legutko (ECR, PL) ha detto che la Brexit “è la cosa peggiore mai accaduta nella storia dell’integrazione europea”. “Dobbiamo riflettere su come rimediare”, ha aggiunto rivolgendosi sia alla Commissione sia al Parlamento. “Il quadro non è affatto roseo”, ha sottolineato, chiedendo se i leader europei siano capaci di imparare dagli errori.

Gianni Pittella, rivolgendosi a Farage, ha detto: “Lei non ha fatto il bene del suo paese e la storia lo dimostrerà. Non è un momento di polemiche, di strumentalizzazione, è un passaggio storico importante. Bisogna fare chiarezza. Si è voluto, da parte di alcuni, una Brexit, e Brexit è stata. Non si capisce perché si traccheggia. Ora è chiaro, c’è chi vuole approfittare di questo voto per distruggere. Noi siamo sul fronte opposto, e siamo in buona compagnia”.

Infine, Weber ha notato che il dibattito ha messo in chiaro due cose: la “sfida che ci troviamo ad affrontare”, e il sostegno del Parlamento al progetto europeo. Weber ha esortato il Consiglio europeo a non impantanarsi in controversie interne domani, ma a inviare un segnale forte.

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